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Bonaccini si candida alle elezioni europee. De Pascale tra i successori più quotati

Al momento i due nomi in pole position sono Irene Priolo e il sindaco di Ravenna, che dovrebbe però interrompere anticipatamente il proprio mandato da primo cittadino

"Questo messaggio è per tutti voi emiliano-romagnoli, con enorme gratitudine. Oggi non finisce nulla, oggi è un nuovo inizio. Abbiamo ancora tantissima strada da percorrere insieme". Con queste parole Stefano Bonaccini su Facebook accompagna un lungo video messaggio, dieci minuti, in cui spiega perché ha accettato di candidarsi alle elezioni europee nella circoscrizione del Nord-Est, chiesto dalla segretaria Elly Schlein.

"Per me è stata una riflessione lunga - dice leggendo il messaggio sono stati questi dieci anni" alla guida dell'Emilia-Romagna "importantissimi, belli, faticosi ma molto importanti". "Ho svolto questo incarico con disciplina e onore, come recita la nostra Costituzione. Bene o male, non sta a me dirlo, ma vi garantisco che ho dato tutto ciò che potevo. Ho sempre voluto essere il presidente di tutti", rivendica. "Io non me vado dall'Emilia-Romagna, da qui non me ne andrò mai, ricoprirò a tempo pieno il mio ruolo, se sarò eletto, fino alla prossima estate, fino all'ultimo giorno. Per me parlano la mia storia, la mia agenda", continua.

"Ho accettato la sfida delle elezioni europee perché sono sempre più convinto che il futuro sia l'Europa - rimarca nel suo discorso - L'Italia senza un'Europa forte e unita correrebbe e conterebbe sempre meno. Per l'Emilia-Romagna l'Europa è già il presente. Non possiamo consegnare l'Europa a chi pensa di poter isolare l'Italia dal resto del mondo, a chi vuole alzare muri e assiste impotente alle guerre, come se non ci riguardassero. È a Bruxelles che si prendono, e sempre più si dovranno prendere, decisioni importanti. È in Europa che si gioca la nostra capacità di rappresentare i nostri valori e i nostri interessi. Siamo chiamati a un lavoro difficile e importantissimo: realizzare politiche che tengano insieme ambiente e lavoro senza contrapporli, una transizione ecologica che salvaguardi le classi più deboli e le nostre filiere. In Europa si costruiscono le condizioni per la pace o ci si arrende alle guerre. Senza un'Europa più forte e unita resteremmo spettatori impotenti di decisioni prese da altri".

"Dobbiamo giocare un ruolo da protagonista in Europa, è questa la ragione che mi ha convinto ad accettare questa nuova sfida al servizio dell'Emilia-Romagna e del Nord-Est, più in generale del Paese - prosegue - La seconda ragione è che non possiamo lasciare l'Europa in mano a chi nega i cambiamenti climatici o a chi protesta senza aver agito senza competenza e capacità nel momento in cui le decisioni venivano prese. Per contare e fare bene, servono conoscenza, competenza e concretezza".

Parte il 'totonomi' sul successore

La candidatura di Bonaccini alle europee apre ufficialmente, in Emilia-Romagna, la lotta per la successione a presidente di Regione. Lo scenario più probabile è che si finisca per votare nell'autunno di quest'anno, una sorta di rivincita dopo le Europee e ultimo appuntamento di un fittissimo calendario elettorale, come ha spiegato lo stesso Bonaccini: "Se a giugno verrà eletto al parlamento europeo, le elezioni regionali potrebbero svolgersi ragionevolmente nel prossimo autunno, dieci anni dopo quelle che mi portarono qui", nel 2014, anticipa. "Sarà una transizione ordinata, tutto è predisposto perché non ci siano rallentamenti", nemmeno nella spesa dei fondi europei, garantisce.

Bisogna ancora definire le alleanze e decidere se optare o meno per le primarie, ma intanto di nomi in campo ce ne sono molti e da parecchio tempo. Al momento i due nomi in pole position sono la stessa Priolo e il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, che dovrebbe però interrompere anticipatamente il proprio mandato da primo cittadino. Se questo duello dovesse inasprirsi troppo, potrebbero uscire nomi di mediazione, come l'assessore regionale al Lavoro, ex segretario Cgil, Vincenzo Colla o altri aspiranti, come l'assessore regionale ai Trasporti Andrea Corsini. Senza dimenticare che nel campo dei primi cittadini c'è chi ha messo in giro anche il nome del bolognese Matteo Lepore. A lungo è poi circolata l'ipotesi dell'europarlamentare Elisabetta Gualmini, mentre è più recente la strada che porterebbe all'ex sindaco di Reggio Emilia ed ex ministro Graziano Delrio.

De Pascale: "Grazie per questi dieci anni di impegno e risultati"

"Grazie Stefano per questi dieci anni di impegno e risultati per l'Emilia-Romagna, come hai detto con dignità ed onore di fronte a qualsiasi difficoltà o opportunità - commenta sui social il sindaco Michele de Pascale - Sono certo che porterai i valori e la concretezza della nostra terra in Europa!".

Liverani (Lega): "Gesto irresponsabile"

“Bonaccini si candida? Buon viaggio, sarà questa l’occasione per governare la regione e cambiare rotta a cominciare dai guai che ha combinato nella sanità”, attacca il consigliere regionale della Lega Andrea Liverani. "Con un gesto altamente irresponsabile – aggiunge Liverani - il presidente della Regione Stefano Bonaccini scappa in Europa dove sarà candidato per il Pd. Un gesto che antepone il suo futuro politico personale al bene della nostra regione che lui abbandona a se stessa, nel momento di maggiore bisogno. Non era forse lo stesso Bonaccini che avrebbe tanto auspicato una sua nomina a Commissario straordinario per la ricostruzione a seguito degli eventi alluvionali di maggio 2023, al posto del Generale Figliuolo? Ed ora, anziché aiutare la sua gente, fugge verso Bruxelles, alla ricerca di poltrone piu comode, soltanto per un suo interesse politico personale, scordandosi delle necessità attuali della Regione Emilia-Romagna. Anche per questo, come Lega, siamo pronti a governare la Regione. In caso di vittoria Bonaccini dovrebbe lasciare la presidenza della regione ponendo così fine alla legislatura e facendo decadere la giunta regionale. Si tratta di un gesto che guarda più alla poltrona personale di Bonaccini che alla nostra regione. Per il posizionamento politico Bonaccini al bene della nostra regione “scappando in Europa” dato il suo futuro incerto in Italia. Ora tocca a noi, siamo pronti a governare la regione, uniti, guardando davvero il bene dei cittadini e degli emiliani romagnoli stante le tante carenze che questa giunta ha avuto, in primis sulla gestione della sanità territoriale”.

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