Bucci (La Pigna) diffida il sindaco: "Imponga con un'ordinanza lo svuotamento delle casse di colmata"

"Le autorizzazioni sono scadute da anni. Come mai allora il sindaco non ha mai emesso una specifica ordinanza per svuotarle, come ha fatto con Hera in questi giorni?"

Maurizio Bucci

Le casse di colmata, le cui autorizzazione sono scadute da anni, sono come “discariche abusive. Il sindaco Matteucci emetta subito un’ordinanza che ne imponga lo svuotamento, così come ha fatto con Hera”

A parlare è Maurizio Bucci, candidato sindaco de La Pigna. “Le 8 casse di colmata gestite da Sapir e Cmc – prosegue Bucci in una nota - contengono da decenni rifiuti speciali e sono discariche abusive a cielo aperto. In esse sono state depositate, nel corso degli anni, 3 milioni di tonnellate di materiali vari e non totalmente identificati, che devono essere immediatamente rimossi, recuperati o smaltiti come prescrive la legge, dal momento che le autorizzazioni sono scadute da almeno 5 anni. Le aree devono essere completamente bonificate.

 Il sindaco è obbligato per legge a emettere una specifica ordinanza, così come ha fatto nei giorni scorsi per imporre lo svuotamento dei cassonetti dei rifiuti. Le casse di colmata sono come i cassonetti dei rifiuti, per legge non vi è alcuna differenza.

Come mai allora il sindaco non ha mai emesso una specifica ordinanza in questi anni per svuotarle? Come mai ha lasciato che fosse la magistratura a intervenire per garantire il rispetto della legge? Forse perché il Comune è il primo azionista di Sapir e quindi il sindaco è in palese conflitto d’interessi? Forse perché la CMC è vicina al Partito Democratico?

Se l’uscente sindaco Matteucci e il Pd, di cui è tuttora segretario il candidato sindaco Michele De Pascale, si fossero adoperati nell’applicare la legge e obbligare Sapir e Cmc allo svuotamento della casse di colmata e al loro smaltimento, così come era previsto dalle convezioni sottoscritte, oggi i lavori di approfondimento del canale Candiano sarebbero già iniziati e l’Autorità Portuale avrebbe già dato il via ai lavori di dragaggio”.

A questo link il pdf con la diffida:

Bucci dichiara poi di avere inviato “al sindaco di Ravenna una diffida affinché immediatamente emetta un’ordinanza specifica intimando a Sapir e Cmc di procedere senza indugio a effettuare tali lavori. La diffida è stata inviata anche al presidente della Provincia, Claudio Casadio, al Commissario dell’Autorità Portuale Giuseppe Meli e per conoscenza al Prefetto di Ravenna e al Procuratore Capo della Repubblica. Questi ultimi detengono i poteri di legge per intervenire in caso di mancata emissione (e quindi omissione) dell’ ordinanza del Sindaco.

Inoltre al fine di valutare in tale omissione anche eventuali aspetti di natura penale, ho ritenuto opportuno inviare al Procuratore della Repubblica, Alessandro Mancini,  un esposto circostanziato circa la mancata richiesta della Provincia di Ravenna delle obbligatorie fideiussioni di legge nelle autorizzazioni rilasciate a Sapir e Cmc per il deposito dei rifiuti speciali nelle casse di colmata da loro gestite.  La stessa Provincia di Ravenna, al momento del rilascio delle passate autorizzazioni alla Sapir e alla Cmc, era socia di Sapir con quasi il 10% del capitale (attualmente tale partecipazione avviene attraverso Ravenna Holding cui ha conferito le azioni) e membro, come il Comune di Ravenna, del patto di Sindacato che esprime tuttora l’Amministratore Delegato attualmente Roberto Rubboli, già ex Console della Compagnia Portuale.

Presumo che non siano state richieste le obbligatorie fideiussioni previste dalla legge, per il palese conflitto d’interessi che la Provincia ha con Sapir, essendone socia e parte correlata nonché per la vicinanza del Partito di maggioranza e governo alla Cmc. Non richiedendo tali fideiussioni oltre a una palese ed evidente omissione, è stato garantito un beneficio milionario a Sapir e Cmc e un conseguente danno erariale all’Ente.

Il mio timore è che alcuni “furbetti del Pd” cercheranno di scaricare sull’Autorità Portuale i costi dello svuotamento, dello smaltimento dei rifiuti e della bonifica dei siti, come già avvenuto in passato.

Per comprendere l’entità del danno erariale che ha colpito il nostro territorio è sufficiente pensare che l’ammontare delle fideiussioni avrebbe dovuto essere pari almeno a 140 euro a tonnellata; considerato poi che le tonnellate di rifiuti giacenti nelle casse di colmata ammontano ad almeno 4 milioni, il danno erariale supererebbe i 560 milioni di euro. Comportamento anomalo questo della Provincia che invece non omette mai di pretendere, giustamente, tali garanzie fideiussore dai piccoli addetti che operano nell’ambito dei rifiuti.

L’esposto è inoltre inviato anche alla Corte dei Conti  e all’Autorità Nazionale Anticorruzione”.

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