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Bucci (La Pigna): "Un delitto abbandonare il Museo d’Arte della città di Ravenna"

E' quanto afferma il consigliere comunale de "La Pigna", Maurizio Bucci

"Confinare l’attività del Mar a mere esposizioni biennali significa procurare una lenta agonia ad una istituzione tanto prestigiosa a livello nazionale ed internazionale ed entrata, con i suoi appuntamenti, nel cuore dei ravennati". E' quanto afferma il consigliere comunale de "La Pigna", Maurizio Bucci. "Sorto nel 2002, da una volontà politica del Pd sotto la guida Mercatali, volta a creare un grande Museo d’Arte capace di conferire lustro alla città, grazie alla sapiente guida del professor Claudio Spadoni, uomo di indubbie capacità, sensibilità e competenze artistico-culturali, nonché dotato di ottimi rapporti e grande stima da parte degli artisti e della critica, il Mar ha saputo divenire un’autentica eccellenza, riconosciuto, rispettato e, probabilmente, anche invidiato in Italia e all’estero - ricorda Bucci -. Tanti elementi facevano pensare che il passo ulteriore consistesse nella sua definitiva trasformazione in un faro, una meta, un museo punto di riferimento unico e significativo. Ma una politica caratterizzata da miopia, condotta da uomini incapaci e privi di visionarietà ha provocato devastanti conseguenze. In particolare, una programmazione culturale del Comune troppo frammentata ha determinato piccoli centri di potere, a beneficio dei vari rappresentanti del Partito Democratico".

Attacca l'esponente de "La Pigna": "Oggi la situazione si presenta davvero grave, con la Loggetta Lombardesca, immobile magnifico circondato da un’area verde tale da togliere il fiato per collocazione e bellezza, di fatto abbandonata al suo destino; che dire, poi, del Guidarello Guidarelli, segregato al piano superiore, dimenticato e poco riverito dai Ravennati che, al momento trasferito a Roma in occasione della mostra alle Scuderie del Quirinale inaugurata il 15 dicembre u.s., al ritorno troverà “una casa vuota”, senz’anima, senza progetti, senza dignità? Il “tragicomico” tentativo della candidatura di Ravenna a Capitale Europea della Cultura 2019 ha causato un deprecabile e sterile sperpero di risorse, a favore dei soliti esponenti Pd, senza lavoro, non apportando alcun beneficio in termini turistici e impedendo di investire tali disponibilità finanziarie in progetti culturali di valenza nazionale, quali mostre ed esposizioni".

"In tempi recenti il giovane sindaco Michele De Pascale ha precisato come si stia cercando un direttore del Mar per puntare, poi, su mostre biennali - prosegue Bucci -. Le affermazioni provocano un mix di tenerezza e amarezza: da come ha gestito la nuova fase di piazza Kennedy, tutto sembra suonare come un de profundis al Mar; per la messa a norma della Loggetta, infatti, tra impianti di riscaldamento, raffrescamento ed altre opere occorrerebbero oltre 500 mila euro, impegno finanziario che una mostra biennale non sarebbe certo in grado di sopportare. Non possiamo escludere, quindi, che alla prossima scadenza si sosterrà che mancano i fondi e, di fatto, il Mar chiuderà definitivamente. Da parte del sottoscritto si rinnova la disponibilità, offerta già in passato alla Giunta, a collaborare in chiave gestionale-promozionale-manageriale, avanzando serie e concrete proposte, ma il Pd non ha mostrato l’umiltà di ascoltare e valutare nuove idee: preferisce chiudere. Il progetto, in sé assai semplice, consiste nell’affidamento della Loggetta Lombardesca in contratto trentennale e nell’individuazione di una fondazione o istituto, di livello internazionale, per il rilancio del Mar. Solo i privati possono quindi salvare la Loggetta Lombardesca e Mar dalla fine che la politica ha già decretato. Dall’intera vicenda emerge il grave rammarico per la mancata reazione da parte di intellettuali e cittadini ravennati che hanno subìto, senza reagire, questa ennesima decisione della politica: abbandonare il Mar alla politica significa, in definitiva, portarlo e condannarlo alla chiusura".

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