Bypass del candiano, Minichini (LpRa): "La mostruositá di un progetto che non serve"

"Alcune delle cento motivazioni per cui a mio parere non è utile, anzi danneggia principalmente e irreparabilmente il porto", afferma Minichini

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

"Ci avevano fatto credere che fosse tramontata per sempre l'idea di un progetto accantonato da decenni, invece, cambia la guardia alla guida della città di Ravenna, ma non il colore politico, ritorna in auge. Qualcuno si è legato al dito l'abbandono del progetto, o ci sono altri motivi? Non è dato sapere, si può solo immaginare. Si tratta dell'ormai famoso "bypass" del Candiano, che la "nuova giunta" è proiettata a ripresentarlo con la maggior celerità possibile, senza tener conto delle idee espresse dalla città. Una "vera discontinuità democratica". Provo a illustrare solo alcune delle cento motivazioni per cui a mio parere non è utile, anzi danneggia principalmente e irreparabilmente il porto.

Nel progetto del bypass tutte le merci, anche quelle pericolose, diversamente da oggi, transiterebbero di nuovo attraverso quella che dovrebbe essere la Stazione Unica. È sufficiente il ricordo di Viareggio per sconsigliarlo, sono morte 31 persone. La grande "U", che collega i due Terminal ferroviari portuali in destra e sinistra Candiano, viene disegnata rivolta verso Ravenna, al contrario di quel che serve e che è oggi come dice lo strumento sovraordinato di pianificazione territoriale: Piano Strutturale Comunale (PSC). Ciò la rende possibile solo con due inversioni per parecchi chilometri e l'allungamento del tempo di percorrenza attuale. La pendenza del tratto è elevatissima. In virtù di questo e del fatto che i treni merci non sono bidirezionali, occorre che siano dotati di una motrice aggiuntiva a disposizione, staccati/riattaccati ogni volta che si fa inversione. Una follia..! Le aree di scambio, proposte per finanziare l'intervento, oltre a consumare ulteriore suolo per costruzioni immobiliari, in barba allo stop imposta dalla Regione Emilia Romagna, sono tutte in zona archeologica, sulle mura romane e sul Burgus di Porto Choriandro!

L'area dell'attuale Stazione è estremamente sacrificata; quella del progetto è ancora più piccola, senza possibilità di espansione e con le case vicine. Non c'è spazio per rampe per Ro-La (autostrade ferrate), tantomeno per una piattaforma logistica di scambio ed è fuori da ogni baricentro viabilistico periurbano. Basta solo sperare che Ravenna resti per sempre marginalizzata! Il progetto ha lo scopo dichiarato e si giustifica, per aprire nuovi varchi stradali diretti verso il centro storico, in particolare via Canale Molinetto, che diventerà un fiume di auto con un notevole aumento delle polveri sottili. Il progetto sposta la Stazione Centrale, ormai storicizzata, cuore anche economico del centro storico della città d'arte e la rimozione della linea ferroviaria sud fino ai Fiumi Uniti.

Peccato che il futuro del trasporto sia su ferro, che entro due anni dovremo tornare indietro a furor di normative, che il danno al commercio sia definitivo. Esiste già un ponte mobile a raso che crea un vincolo semipermanente alla navigazione, che senso ha andare sottoterra a 100 metri di distanza, con un costo faraonico di costruzione, altrettanto di manutenzione, che costringe a pagare il pedaggio per la parte stradale, mantenendo comunque il vincolo a raso? Non secondario il fatto che il giocattolo bypass costerebbe attorno ai 400 milioni di euro, se bastano; mentre il progetto alternativo della città circa 40 milioni. Altro che 270 milioni, compresi i 70 del budget pubblico come riporta la stampa! Il progetto è di una pericolosità unica, con l'acqua di un porto Canale che, in condizioni anche non estreme, può inondarlo e non solo per eventi naturali. Qualcuno ha tenuto conto che aggiungiamo alla città un altro obiettivo sensibile da attacchi terroristici, che può provocare centinaia di vittime? Saranno sufficiente solo queste motivazione al Ministro delle infrastrutture per dire "NO", o siamo alle solite che le colpe dei padri sono destinate a ricadere sui figli, nipoti?"

Pasquale Minichini, Lista per Ravenna

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