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Caduta del muro di Berlino, Esposito (FdI): "Si onori la memoria dei caduti in nome della libertà"

In occasione dell'anniversario il consigliere di Fratelli d'Italia chiede al sindaco di "adottare ogni opportuna iniziativa volta alla difesa dei diritti fondamentali della persona"

"Sindaco e Giunta si impegnino nell'anniversario della caduta del Muro di Berlino ad onorare la Memoria di tutte quelle persone cadute in nome della libertà e ad adottare ogni opportuna iniziativa volta alla difesa dei diritti fondamentali della persona, così assurdamente soffocati, affinché simili tragedie non abbiano più a ripetersi". Lo chiede Renato Esposito, vice capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio comunale a Ravenna.

"Il Muro di Berlino - spiega Esposito - la cui costruzione ad opera del regime comunista della DDR iniziato nel 1961 e rimasto attivo fino al 1989 come “muro di protezione antifascista per evitare un'aggressione dall'ovest” divenne un simbolo della tirannia comunista, specialmente dopo l'uccisione di tanti che aspiravano a raggiungere l'Ovest e, con esso, la Libertà, ammazzati sotto gli occhi dei mezzi di informazione del mondo intero.  Dopo la costruzione di un secondo muro più interno, nacque la famigerata “striscia della morte”, attraversata rischiosamente da oltre 5.000 berlinesi, ma che vide anche la morte nel vano tentativo di raggiungere la libertà, di almeno 239 persone (passata alla storia la ignobile frase pronunciata il 28 aprile 1989 da Erick Mielke ministro per la sicurezza della DDR: 'Se dovete sparare, fate in modo che la persona in questione non vada via ma rimanga con noi')".

"Tra i morti del muro - prosegue il consigliere di FdI - ricordiamo soprattutto uomini e donne, ma vi furono anche tanti bambini, come Lothar Schleusener e Jorg Hartman di 13 e 10 anni. Cengaver Katranci di 9 anni, Siegfried Krobot di 5 anni, Holger H. che aveva solo 15 mesi e Cetin Mert, morto il giorno del suo quinto compleanno.  I morti ammazzati dai boia di frontiera della Germania dell'est furono molti di più, come detto, ed interessarono persone di tutte le età, come ad esempio Olga Segler che di anni ne aveva 80. Uno dei più noti tentativi falliti fu quello del diciottenne Peter Fechter, prima ferito dai proiettili sparati dalle guardie di confine della DDR il 17 agosto 1962 e poi lasciato morire dissanguato nella cosiddetta striscia della morte, il tutto sotto gli occhi dei mezzi di informazione occidentali".

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