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Campo per unità cinofile a Lugo, Mastacchi (Rete Civica): "A rischio un'eccellenza del territorio"

In Regione si discute sul caso che coinvolge l'associazione lughese nata per l'addestramento dei cani nella ricerca di persone disperse

Una interrogazione a risposta immediata in aula del capogruppo di Rete Civica - Progetto Emilia-Romagna Marco Mastacchi richiama l'attenzione della Presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti e della Giunta Regionale sul caso dell'Associazione "Le Aquile" di Lugo, Associazione di Protezione Civile per l'addestramento di cani da soccorso.

L'associazione "Le Aquile", costituita a Lugo nel 1999, è nata con lo scopo di addestrare cani di tutte le razze nella ricerca di persone disperse in superficie o sepolte da macerie. "Nel 2003 cresceva la richiesta di impiego di Unità Cinofile da Soccorso in campo nazionale e la stessa Regione Emilia-Romagna riteneva necessario dotarsi di tali unità, inserendole nei progetti speciali e nelle specializzazioni e inglobandole nelle Colonne Mobili Provinciali - spiega Mastacchi di Rete Civica -. Da qui la decisione dell'Associazione Le Aquile di fare richiesta al comune di Lugo di un'area da adibire a scuola nazionale di addestramento cani da catastrofe con annesso e necessario campo macerie per esercitazioni il più realistiche possibile. La stessa Regione finanziava l'allestimento del campo, la Provincia dava tutte le necessarie autorizzazioni e una convenzione per l'utilizzo gratuito dell'area, di proprietà comunale, veniva firmata con lo stesso Comune di Lugo".

Nel 2003 cresceva la richiesta di impiego di Unità Cinofile da Soccorso in campo nazionale, perciò l'associazione fece "richiesta al comune di Lugo di un'area da adibire a scuola nazionale di addestramento cani da catastrofe con annesso e necessario campo macerie per esercitazioni il più realistiche possibile - continua Mastacchi -. La stessa Regione finanziava l'allestimento del campo, la Provincia dava tutte le necessarie autorizzazioni e una convenzione per l'utilizzo gratuito dell'area, di proprietà comunale, veniva firmata con lo stesso Comune di Lugo".

Per allestire la sede operativa furono impiegati moduli abitativi container di proprietà della Protezione Civile "messi a disposizione dal Servizio di Protezione Civile regionale e impiegati per uffici e servizi quali segreteria, mensa, dispensa, magazzino e sala radio, e per gli alloggi nell’espletamento del servizio di accoglienza dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, affidato a partire dal 1 ottobre 2004 dall’Ufficio Territoriale del Governo, alloggi presso i quali il Comune ha fissato contestualmente la residenza di quei cittadini stranieri".  

Tuttavia in seguito a un controllo del 2019 da parte del Corpo di Polizia Urbana e dal personale tecnico dell'Unione della Bassa Romagna, "l’ufficio Area patrimonio e territorio ha verbalizzato alcuni abusi edilizi riguardanti dei manufatti e dei container. Quelli donati dalla Protezione Civile e dalla Regione Emilia-Romagna e lì posizionati. Erano e rimangono strutture mobili, e da qui nasce il contenzioso, perché adesso si impone di demolirli e conseguentemente smantellare e chiudere la Scuola Nazionale delle Unità Cinofile da Soccorso. Un ricorso al Tar ha attualmente sospeso cautelativamente l'attività dell'Associazione in attesa di discutere il caso nei prossimi mesi e contestualmente condannato il Comune di Lugo al pagamento delle spese di 1.500 euro".

"Ad oggi - prosegue il capogruppo di Rete Civica - l'Associazione annovera numerosi iscritti tra i quali Unità Cinofile brevettate alla ricerca di persone scomparse in superficie e alla ricerca di persone travolte da macerie, abilitati con brevetti conseguiti a livello regionale e nazionale ed è un centro d’eccellenza, il più grande della regione, nel quale vengono da tutta Italia e dall’estero, oltre ad essere punto di ritrovo per le Unità Cinofile dei coordinamenti provinciali di Forlì-Cesena e Rimini, in quanto non esiste una struttura idonea nelle tre province al servizio della sicurezza del territorio".

"Per molti anni l'Associazione ha dato un contributo alla collettività e continua a farlo. Ma il Comune di Lugo e L'Unione della Bassa Romagna vogliono distruggere tutto questo - denuncia Mastacchi che con la Question Time chiede alla Regione di garantire la continuità dell'attività dell'Associazione quale attività di servizio di Protezione Civile, unico centro in Regione attualmente operativo per l’addestramento cani da disastro (utilizzato da tutto il mondo del volontariato nonché dalle istituzioni, come i Vigili del Fuoco e la Polizia di Stato) e servizio di prima accoglienza dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, considerando anche i numerosi anni di collaborazione e l’importante attività profusa dai volontari". 

L'Assessore Priolo rispondendo a Mastacchi assicura che "la Regione è ben consapevole dell'importanza dell'attività sottoposta all'attenzione della Giunta. Pur essendo evidente la competenza di carattere comunale del contenzioso tra il Comune di Lugo e l'Associazione ¨Le Aquile¨ è anche vero che insiste su un'attività - quella dell'addestramento cinofilo in caso di disastri - che la Regione promuove e che ritiene importante, tanto che oltre a quello di Lugo ci sono anche i campi macerie di Fidenza e Massa Finalese. La competenza comunale rispetto a questa situazione non significa che non sia di interesse dell'Agenzia regionale continuare a promuovere per quanto le compete l'attività addestrativa e di certificazione avvalendosi delle strutture presenti. L'Associazione ¨Le Aquile¨… potrà sicuramente continuare a dare il proprio contributo alla crescita del sistema locale di Protezione Civile. Tale contributo può significare anche la gestione di un campo macerie regionale che va inquadrato nell'ambito di uno schema di relazioni che deve necessariamente coinvolgere l'Agenzia, il Comune, la proprietà dell'area e il Coordinamento Provinciale di Protezione Civile, fatto salvo il rispetto della normativa vigente". L'Assessore quindi rassicura sulla volontà dell'Agenzia regionale di trovare una mediazione che sfoci in una soluzione visto che il tema sta a cuore anche alla Protezione Civile.

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