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Giovedì, 23 Maggio 2024
Politica

"Cantante russo sostenitore di Putin sul palco dell'Alighieri": scoppia la polemica

Il suo nome, dall'inizio del conflitto Russia-Ucraina, è diventato celebre non solo per le sue doti canore, ma anche perché l'artista è stato estromesso dalla partecipazione a diversi eventi poiché ritenuto molto vicino a Putin e al regime russo

È polemica in città, in particolar modo nella comunità ucraina, per la presenza di un'artista russo nel cartellone della Trilogia d'Autunno del Ravenna Festival. Il prossimo 22 dicembre, infatti, al Teatro Alighieri andrà in scena il 'Galà Verdiano - Una trilogia secondo Riccardo Muti', e tra i musicisti che si esibiranno c'è anche Ildar Abdrazakov, cantante d'opera russo.

Il suo nome, dall'inizio del conflitto Russia-Ucraina, è diventato celebre non solo per le sue doti canore, ma anche perché l'artista è stato estromesso dalla partecipazione a diversi eventi in contesti quali la Metropolitan Opera, la Carnegie Hall, la Boston Symphony, la Chicago Symphony e la Bavarian State Opera, poiché Abdrazakov è ritenuto molto vicino a Putin e al regime russo. E infatti a Ravenna è insorta nei giorni scorsi l'associazione Malva Ucraini di Ravenna, in particolare dopo la rimozione da parte dell'associazione Ravenna incontra l'arte delle opere dell'artista ucraina Valeriya Pershyna dal centro sociale il Portoncino, rimosse con la motivazione che "i temi trattati hanno urtato la sensibilità dei soci del circolo, della quale fanno parte anche alcune russe".

"L'associazione ha rimosso le opere di una valida artista ucraina, colpevole di aver rappresentato la guerra che sconvolge il suo Paese e la brutalità del regime di Putin - attaccano dall'associazione Malva - Per non urtare i russi e i filo-russi, cioè gli aggressori, si censurano gli ucraini, cioè gli aggrediti. Dopo due giorni di esposizione le sue opere sono ritirate perché "urtano la sensibilità di alcuni soci del circolo" e non vogliono "conflitti all'interno". Che senso ha un'arte che rinuncia a denunciare la violenza, la sofferenza ed i soprusi del potere? Piuttosto va allontanato chi appoggia in vario modo l'invasione e la propaganda russa, non chi la denuncia. Ed è questo il caso del cantante russo Abdrazakov, invitato ad esibirsi dal Ravenna Festival. Abbiamo molto apprezzato la solidarietà di questo ente verso i musicisti ucraini del Teatro Nazionale dell’Opera Taras Schevchenko di Kyiv, ma ora perché dare spazio ad un sostenitore attivo di Putin? Siamo grati alla Città di Ravenna e alla Fondazione Ravenna Festival per la loro solidarietà al popolo ucraino e per il salvataggio, da parte della Fondazione, di 60 cantanti, ballerini e tecnici del Coro del Teatro dell’Opera di Kyiv, nell’aprile 2022. Il cantante lirico Ildar Abdrazakov è uno dei principali propagandisti del regime di Vladimir Putin. È stato particolarmente prezioso per Putin dall’inizio della sua brutale guerra contro l’Ucraina. Chiediamo gentilmente a Ravenna Festival di seguire l’esempio della Metropolitan Opera, della Carnegie Hall, della Boston Symphony, della Chicago Symphony, della Bavarian State Opera e riconsiderare la propria scelta. Chiediamo alle istituzioni, a cominciare dal Comune di Ravenna, di far sentire la propria voce e di ripristinare la mostra dell'artista ucraina Valeriya Pershyna”.

Sul caso è intervenuto anche il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi, presentando un question time: "Senza voler entrare nella controversia tra “arte libera” ed “arte censurabile”, va detto che il principio di arte censurabile è stato nell’occasione applicato all’artista ucraina per una mostra, rimossa dopo due giorni di esposizione, che urtava determinate sensibilità, mentre all’artista russo, che urta sensibilità non meno angoscianti, quello di arte libera - commenta Ancisi - Il primo caso si è verificato nel Portoncino, centro sociale del Comune di Ravenna. Il secondo investe la Fondazione Ravenna Manifestazioni, di cui è presidente il sindaco di Ravenna.  E la Trilogia d’Autunno, nel cui cartellone figura l’artista russo, si svolge nel teatro comunale Dante Alighieri. Giusto dunque che l’associazione Malva Ucraini di Ravenna - di cui, a cominciare dalla presidente Kateryna Shmorhay che ha firmato lo scritto, sono soci numerosi cittadini ed elettori italiani residenti a Ravenna, quanto quelli iscritti al Centro sociale in questione - si sia rivolta al Comune di Ravenna perché “faccia sentire la sua voce”. Ed è doveroso che il Comune di Ravenna la faccia almeno sentire, come non è successo finora".

Ancisi conclude chiedendo al sindaco: "Almeno negli edifici pubblici di proprietà del Comune di Ravenna, l’artista ucraina e l’artista russo in causa sono entrambi artisti liberi oppure censurabili a seconda delle diverse “sensibilità”?".

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