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Martedì, 27 Settembre 2022
Politica

Caro energia, Paglia (Alleanza Verdi e Sinistra): "Fissare un tetto al prezzo del gas. Il rigassificatore? Non serve"

"Noi proponiamo che gli extraprofitti delle società energetiche siano tassati al 100%, per destinare le entrate così rinvenute ai pensionati e lavoratori italiani con redditi inferiori a 40.000 euro, nella misura di 1.200 euro a persona"

Il prezzo del gas ha raggiunto livelli insostenibili per le famiglie e le piccole imprese italiane. "Questo accade in virtù di un sistema speculativo, che i Governi europei colpevolmente si rifiutano di contrastare - punta il dito Giovanni Paglia, candidato alle prossime elezioni politiche nella lista Alleanza Verdi Sinistra - Nel nostro paese si sono così generati 50 miliardi di extraprofitti a vantaggio delle società energetiche, a partire da Eni, che nel primo semestre dell’anno ha già realizzato 7 miliardi di utili, contro l'uno dello stesso periodo dell’anno precedente. Noi proponiamo che questi extraprofitti siano tassati al 100%, per destinare le entrate così rinvenute ai pensionati e lavoratori italiani con redditi inferiori a 40.000 euro, nella misura di 1.200 euro a persona. Rimarrebbero 10 miliardi, da destinare alle imprese per aiutarle a contenere i costi delle bollette. Chiediamo inoltre che il Governo fissi immediatamente un prezzo di gas ed energia elettrica non superiore a quello di giugno 2021, imponendo alle aziende a maggioranza pubblica statali e locali di collaborare in questa direzione".

"Nel contempo, si deve lavorare in sede europea per fissare un tetto al prezzo del gas, uscendo dall’attuale sistema di determinazione del medesimo, favorevole solo alla speculazione finanziaria - continua Paglia - Appare infine indispensabile lavorare per il cessate il fuoco in Ucraina, che rappresenta la condizione perché si chiuda la massima fonte di instabilità sul mercato energetico. Queste sono le soluzioni immediate, che si devono accompagnare ad un deciso investimento sulle fonti rinnovabili, finalizzato a garantire per questa via almeno l’80% di energia entro il 2030, con grandi vantaggi sia in termini di lotta ai cambiamenti climatici, che di risparmio in bolletta. Ciò che non serve sono invece impianti costosi come il rigassificatore ipotizzato per Ravenna, che arriverà comunque tardi e resterà in funzione per un periodo troppo lungo, condizionando la nostra politica energetica e contribuendo a mantenere su alti livelli il prezzo, considerando l’onerosità di questo sistema di approvvigionamento".

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