menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Caso Centro Servizi Merci, Ancisi (LpRa) risponde a Ravenna Holding: "Non dice niente"

Secondo Ancisi, "Pezzi si limita a trincerare Ravenna Holding dietro generici interessi generali della società. Deve spiegare, allora, se tra questi rientra che tre milioni di debiti di uno dei soci pubblici"

Il capogruppo in consiglio comunale di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi, replica alla risposta del presidente di Ravenna Holding, Carlo Pezzi, all'esposto presentato dal leader della lista civica alla Procura regionale della Corte dei Conti sull’operato della sua società nei confronti della società Centro Servizi Merci di Faenza. Per Ancisi, Pezzi "non dice niente, se non contrapporre azioni legali “di tutela”. Ribatto con la serenità di chi, ritenendo di operare in un regime democratico, in cui la minoranza ha il diritto di esprimersi e di essere ascoltata, si trova costretto a rivolgersi alla magistratura – per ora quella contabile – perché la maggioranza, considerandolo solo un nemico, non ne accetta alcuna osservazione".

"Ad ogni buon conto, però, ogni mia parola è stata valutata attentamente, senza impiego di denaro pubblico, da fior di penalisti. Pezzi valuti bene come sprecare, in questo modo, altri soldi dei cittadini, senza peraltro intimidirmi - chiosa Ancisi -. In realtà è lui che deve preoccuparsi di difendersi, perché, avendo compiuto operazioni contrarie allo statuto della società acquistando terreni senza un formale “accordo di programma” tra gli enti soci, ne è personalmente responsabile di fronte alla magistratura, non solo contabile, con l’obbligo dei Comuni soci di far valere questa responsabilità".

Secondo Ancisi, "Pezzi si limita a trincerare Ravenna Holding dietro generici interessi generali della società. Deve spiegare, allora, se tra questi rientra che tre milioni di debiti di uno dei soci pubblici, maturati in una società posta in liquidazione, siano messi a carico quasi totale degli altri soci pure pubblici, tra cui l’83,48% a carico solo del Comune di Ravenna; e deve anche spiegare come queste operazioni possano rientrare nella discrezionalità propria della società senza essere approvate nei dettagli da ogni socio. Ma la domanda cruciale, a cui qualcuno prima o poi risponderà, è come la società faentina sia stata capace di accumulare tre milioni di debiti vendendo i terreni agricoli espropriati, dopo averli appena urbanizzati, a prezzo almeno triplo, e senza avere realizzato, in 14 anni, le opere pubbliche che giustificarono gli espropri e che non si fanno più".

Per il leader di Lista per Ravenna, "Pezzi non spiega perché io sia stato “inesatto e strumentale”. Ma tale è stato lui anche sui seguenti punti. L’operazione sarebbe stata approvata dai consigli dei Comuni soci col budget 2013 di Ravenna Holding. Si è trattato di 14 righe di larga massima, a cui sarebbe dovuto seguire un “progetto operativo… predisposto ed attuato entro il primo semestre 2013”. Di questo nulla si è saputo nei consigli comunali, oltre a non esistere, si è detto, lo specifico “accordo di programma” tra gli enti soci, imposto dallo statuto societario".

Continua Ancisi: "Rassicurando che si è di fronte solo ad un contratto preliminare e che “nelle fasi successive … la Società sarà naturalmente molto attenta nell’ottenere tutte le garanzie specifiche che siano opportune e necessarie”, Pezzi chiude la stalla a buoi già scappati. Nel contratto preliminare tutto è stato stabilito e concordato nei dettagli tra Ravenna Holding (esclusi i Comuni soci!) e Centro Servizi Merci. I quasi due milioni del prezzo corrispettivo sono già stati pagati per acquistare da tre banche i crediti ipotecari sui terreni oggetto della compravendita. La differenza dovrà essere versata appena dopo che il Comune di Faenza avrà approvato le varianti urbanistiche necessarie per aumentarne le potenzialità edificatorie. Dunque, col preliminare è già stata portata a conclusione un’operazione di acquisto di terreni per una speculazione edilizia, senza che la giustifichi alcun interesse pubblico.

Analizza ancora il capogruppo di Lista per Ravenna: "Secondo Pezzi, “la possibile realizzazione di uno scalo merci” (privato) nei terreni limitrofi a quelli acquistati da Ravenna Honding “ne può aumentare l'appetibilità”. Non certo sulle destinazioni residenziali. Ma le ultime dichiarate volontà delle Ferrovie dello Stato sono però di fare quello scalo merci a Ravenna, non più a Faenza. La verità provata è piuttosto che quelle aree non sono “appetibili” per nessuno e che, in tempi di mancanza di liquidità nella finanza pubblica locale, il loro acquisto a scopo meramente immobiliare rappresenta un gravissimo spreco. Quando rientrassero in possesso degli ex proprietari espropriati, per la semplice ragione che l’opera pubblica prevista - un Parco scientifico - non è stata fatta, né si farà,“il subentro nei diritti ipotecari sui terreni” che - rassicura se stesso Pezzi - rende “Ravenna Holding, sulla base di diritti reali, creditore privilegiato”, in che modo servirebbe a rientrare dal disgraziato “investimento” di soldi pubblici?".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

RavennaToday è in caricamento