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Caso Centro Servizi Merci, Ravenna Holding replica ad Ancisi: "Nulla di oscuro"

"Il Consiglio di Amministrazione della Società - annuncia Pezzi - si riserva di contrastarla puntualmente, inquadrando correttamente l’operazione, e di tutelare la Società in tutti i modi e le sedi ritenuti più opportuni"

Alvaro Ancisi nella foto

Una valutazione "particolarmente inesatta e strumentale, a fini polemici". Così Carlo Pezzi, presidente del Consiglio di Amministrazione di Ravenna Holding, replica al capogruppo in consiglio comunale di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi, dopo che quest'ultimo ha depositato alla Procura regionale della Corte dei Conti un esposto di 15 pagine in merito all'acquisizione da parte della società di alcuni terreni da parte del Centro Servizi Merci srl.

"Il Consiglio di Amministrazione della Società - annuncia Pezzi - si riserva di contrastarla puntualmente, inquadrando correttamente l’operazione, e di tutelare la Società in tutti i modi e le sedi ritenuti più opportuni". Quindi aggiunge: "Come tutte le operazioni, soprattutto se poste in essere da società pubbliche, l’acquisto di alcuni terreni di Csm da parte di Ravenna Holding può essere oggetto di valutazioni o critiche. Risulta in ogni caso opportuno puntualizzare gli aspetti essenziali di una vicenda che non ha certo le caratteristiche descritte dal consigliere Ancisi"

"Le premesse dell’operazione stavano nell’ambito del conferimento di vari asset da parte del comune di Faenza (e anche di Cervia), che hanno complessivamente generato vantaggi reciproci fra i soci e per la Società, come dimostrato dai positivi risultati di bilancio - osserva Pezzi -. L’operazione è stata posta in essere sulla base di indirizzi dei Soci, tant’è che nella sostanza era descritta nel budget 2013 di Ravenna Holding, che è stato approvato dai tre consigli comunali dei Comuni Soci nello scorso mese di gennaio. Ed è un’operazione assolutamente alla luce del sole".

"L’operazione - continua il presidente del consiglio d'amministrazione - rientra pienamente nell’oggetto sociale di Ravenna Holding, ed ha caratteristiche nella sostanza analoghe ad alcune altre poste in essere quando il Comune di Ravenna era azionista unico. Le modalità messe a punto dal Consiglio di Amministrazione sono state individuate proprio per la maggior tutela della società, e le norme richiamate da Ancisi – che ne avrebbero ostacolato l’attuazione – pur in un quadro particolarmente articolato e complesso, sono state valutate non applicabili".

Chiarisce ancora Pezzi: "La valutazione dei terreni è stata fatta sulla base di attenta perizia; la possibile realizzazione di uno scalo merci nelle aree anch’esse precedentemente di proprietà di Csm e non interessate dall’operazione con Ravenna Holding, non solo non comporta un abbattimento del valore delle contigue aree (fra cui quelle in oggetto), ma anzi in prospettiva ne può aumentare l‘appetibilità".

"Le modalità di pagamento del prezzo/acconto, sulla base del contratto preliminare, attraverso l’acquisizione di credito ipotecario vantato da istituti bancari nei confronti di Csm (che viene presentata come prova di nefandezza), è stata viceversa individuata proprio a maggior tutela della Società, comportando il subentro nei diritti ipotecari sui terreni e rendendo quindi Ravenna Holding, sulla base di diritti reali, creditore privilegiato di fronte a qualsiasi evenienza - illustra Pezzi -. In ogni caso, è stato al momento sottoscritto solo un contratto preliminare, e ci saranno fasi successive nelle quali la Società – come già previsto - sarà naturalmente molto attenta nell’ottenere tutte le garanzie specifiche che siano opportune e necessarie".

Conclude Pezzi: "L'operazione insomma non ha nulla di oscuro, e pur non avendo ovviamente natura speculativa, utilizza la grande solidità patrimoniale di Ravenna Holding (che non corre alcun rischio di essere intaccata) nel rispetto degli scopi sociali. Com’è ovvio, la scelta è legata a scelte discrezionali, figlie di una visione complessiva sugli obiettivi generali dell’attività della società (scelte che d'altronde competono agli azionisti delle società), e non pare in ogni caso idonea a cagionare danni patrimoniali alla Società stessa".

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