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Ramadan a Bagnacavallo, la Lega attacca: "Non vengono rispettate le regole"

“Ai cittadini devono essere date garanzie, che finora sono state negate da un’amministrazione avventata e incapace, che sta agendo in maniera totalmente scorretta nei confronti dei cittadini”, dice la leghista Gardin.

Il sindaco Proni

2Suolo pubblico concesso agli islamici per il Ramadan, con l’ombra del mancato rispetto delle regole". La Lega Nord solleva dubbi dopo che l’amministrazione comunale di Bagnacavallo ha autorizzato la pratica del mese di digiuno musulmano alla piastra polivante e al parco Togliatti. Il tema è al centro dell’interrogazione della consigliera Samantha Gardin (che è anche segretaria provinciale ravennate del Carroccio) che ha formalizzato giovedì la propria richiesta di chiarimenti al sindaco Eleonora Proni.

“Per il Ramadan - scrive Gardin - arriveranno a Bagnacavallo centinaia di persone, con inevitabili conseguenze per l’ordine pubblico, la sicurezza e la quiete pubblica. Pensare di rilasciare autorizzazioni senza le garanzie previste e senza un’adeguata comunicazione alla cittadinanza sarebbe da irresponsabili”. La consigliera leghista sottolinea che “l’ufficio tecnico del Comune, interpellato per una valutazione in merito a questo tipo di concessione, dopo aver valutato tutti gli aspetti collegati, ha espresso parere negativo” e chiede quindi al primo cittadino Proni di rendere pubblici i certificati che attestano il rispetto delle norme igienico-sanitarie, ambientali, di sicurezza oltre al numero massimo di manifestanti previsto, la dichiarazione di un professionista sulla regolarità degli impianti utilizzati, la certificazione Atex e il pagamento dei diritti Siae. “Ai cittadini devono essere date garanzie, che finora sono state negate da un’amministrazione avventata e incapace, che sta agendo in maniera totalmente scorretta nei confronti dei cittadini”, dice Gardin.

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