Caso tassa di soggiorno, la Pigna: "Tutto è partito da un nostro esposto, mai coperto uno dei nostri"

"La Pigna non copre nessuno, nemmeno quando si tratta di uno dei suoi": è il messaggio di replica che manda a dire il gruppo politico di centro-destra in risposta agli altri gruppi di opposizione

"La Pigna non copre nessuno, nemmeno quando si tratta di uno dei suoi": è il messaggio di replica che manda a dire il gruppo politico di centro-destra in risposta agli altri gruppi di opposizione che giovedì hanno organizzato una conferenza stampa sul caso scottante dell'indagine per peculato, per i mancati versamenti della tassa di soggiorno, nei confronti dell'ex candidato sindaco della Pigna Maurizio Bucci. Nella sua conta la Pigna ricorda che "l'indagine è partita proprio da un nostro esposto. La vicenda dei mancati riversamenti dell’imposta di soggiorno sin dal 2013 anno della sua introduzione, nelle casse comunali da parte di almeno 52 strutture ricettive, ha avuto origine da un esposto depositato dalla Lista civica La Pigna, in data 25/09/2018 alla Guardia di Finanza e da essa trasmesso alla Procura della Repubblica di Ravenna. Al suddetto esposto, allegammo anche la lista dei nomi delle strutture ricettive ravennati che risultavano non essere in regola con i pagamenti dell'imposta. Tale elenco, ci era stato fornito da Ravenna Entrate Spa in data 06/08/2018, a seguito di una nostra specifica richiesta avanzata al medesimo Comune in data 01/08/2018. Pertanto, quando abbiamo denunciato la situazione tramite il deposito dell'esposto, eravamo consapevoli che all'interno di questo elenco figurasse anche Maurizio Bucci. Ma non ci siamo fermati all'esposto. Nei mesi seguenti, e per diversi mesi dopo, abbiamo presentato e discusso diversi atti (question time ed interrogazioni) in Consiglio comunale proprio su tale argomento, ricevendo sempre risposte imbarazzanti ed evasive dai rappresentanti della Giunta del Sindaco Michele de Pascale".

"La nostra azione, è bene dirlo, è partita quando esaminando i bilanci comunali che ogni anno vengono votati dal Consiglio comunale, abbiamo notato una voce con un importo piuttosto alto ed una descrizione sommaria. Una macro voce, insomma, che racchiudeva più crediti di imposta vantati dal Comune, fra cui appunto quello dell'imposta di soggiorno non riversata. Da li, abbiamo chiesto di avere i dettagli degli importi ricompresi in tale voce di bilancio e siamo risaliti passo passo, richiesta dopo richiesta e documento dopo documento, ad una situazione che ci è apparsa subito estremamente grave. Una situazione nota fin dal 2013 a Ravenna Entrate Spa, ovvero all'ente di riscossione del Comune di Ravenna e quindi anche al Sindaco de Pascale, che nei bilanci che presentava al Consiglio comunale, inseriva anche questo maxi credito insoluto, sebbene celato in mezzo ad altri. Come abbiamo evidenziato nel nostro esposto alla Procura e nelle occasioni in cui ci siamo ritrovati a discutere dell'argomento in Consiglio comunale, Ravenna Entrate e il Comune hanno esposto gli imprenditori inadempienti al rischio di essere indagati per peculato. Altro che atteggiamento collaborativo e comprensivo del Comune verso gli albergatori, come de Pascale e alcuni quotidiani vogliono far credere. Ma sopratutto Ravenna Entrate ed il Comune di Ravenna hanno messo a serio rischio il credito che gli stessi, ovvero i ravennati vantavano verso gli imprenditori insolventi. Un fatto di una gravità estrema nascosto per anni ai cittadini". La Pigna ricorda anche un secondo esposto alla Corte dei Conti. "La Pigna quindi non ha assolutamente coperto Bucci, il quale peraltro ha provveduto già al pagamento di buona parte del suo debito, così come non abbiamo coperto gli altri soggetti inadempienti", sempre la nota.

Ed ancora: "E’ evidente che se non fosse stato per la Lista La Pigna il fenomeno dei mancati riversamenti, iniziati fin dall'entrata in vigore del regolamento dell'imposta di soggiorno varato dal Sindaco Matteucci, sarebbe continuato fino ad oggi, con un mancato introito per le casse comunali di ben oltre 1 Milione di Euro.  Mancati riversamenti che col Sindaco de Pascale sono addirittura considerevolmente aumentati. Il nostro accesso agli atti, l’interrogazione presentata e gli esposti presentati hanno dato il via ad un’affannosa – e a tratti addirittura pasticciata - corsa al recupero dell’imposta di soggiorno da parte di Ravenna Entrate. In questi 2 anni, siamo stati addirittura oggetto dell'ira di alcuni albergatori ai quali “qualcuno” aveva fatto sapere che il tutto era partito da La Pigna. Ora che la questione è diventata di dominio pubblico e che molti si indignano, è scattata una nuova corsa: quella della conquista della medaglia a chi ha accesso la miccia".

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Prosegue la nota: Ed ancora: "Immediatamente dopo aver scoperchiato anche questo ennesimo vaso di Pandora, abbiamo proposto che il Comune, che per ben 5 anni aveva tollerato i mancati riversamenti dell'imposta di soggiorno, abbandonasse l’idea di richiedere, stante il periodo di crisi economica, il pagamento in un'unica soluzione di quanto dovuto e di concedere la possibilità di ricorrere alla rateizzazione. Inizialmente la Giunta de Pascale si pronunciò negativamente per accogliere, successivamente la proposta della Pigna e agevolare così il rientro delle somme, senza mettere a rischio le attività ricettive e garantendo, al contempo, il recupero del proprio credito. Insomma, le azioni intraprese da La Pigna mirano a preservare le aziende ravennati del turismo, un settore già in forte crisi da anni. Siamo una città turistica che ad oggi conta meno posti letto di quelli richiesti. E' importante che l'offerta turistica ravennate non si impoverisca. Una preoccupazione che, a quanto pare, non alberga nel Sindaco de Pascale così come in alcune associazioni di categoria cittadine. Peccato, però, che Il Comune di Ravenna utilizzi gran parte dell’introito dell’imposta di soggiorno, non per riqualificare i nostri lidi e la città e promuovere Ravenna, bensì per coprire gli inutili costi generati dalla gestione fallimentare della Fondazione Ravenanntica". E conclude: "Il Comune non ha vigilato su Ravenna Entrate e per anni non ha indicato nel bilancio consuntivo gli importi del credito relativo all’imposta di soggiorno. La prova evidente della mancata vigilanza del Sindaco de Pascale e della sua Giunta".

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