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Chiusura anticipata di Angela Angelina, Ancisi: "Il sindaco chiarisca quando e come"

“Il flash mob di Goletta Verde sul litorale di Lido di Dante, organizzato di fronte alla piattaforma petrolifera Angela Angelina ha sollevato per l’ennesima volta il problema della maggior causa di abbassamento del suolo in atto"

“Il flash mob di Goletta Verde sul litorale di Lido di Dante, organizzato questo sabato da Legambiente di fronte alla piattaforma petrolifera Angela Angelina, la più vicina alla costa di tutta l’Italia, ha sollevato per l’ennesima volta il problema della maggior causa di abbassamento del suolo in atto nel territorio ravennate, che danneggia enormemente la spiaggia e la località balneare sulle quali incombe, ma anche la confinante Lido Adriano, nonché il patrimonio naturalistico retrostante, quale la pineta Ramazzotti, in faticosa ricrescita dopo il disastroso incendio di sei anni fa”. E’ quanto si legge in una nota di Alvaro Ancisi, di Lista per Ravenna.

“Il 6 luglio scorso, passò sui titoli dei giornali come “risposta positiva sulla chiusura anticipata di Angela Angelina” l’annuncio che “l’amministratore delegato di Eni ha assecondato le richieste del sindaco di Ravenna”. De Pascale se n’era compiaciuto, avendo “acclarato che il resto delle piattaforme presenti in Adriatico per quanto riguarda il nostro territorio non ha interazioni con i fenomeni di subsidenza a terra, mentre Angela-Angelina è eccessivamente vicina alla costa e ad un luogo di altissimo pregio ambientale”. La concessione per l’ esercizio dell’Angela Angelina scade nel 2027. La sua chiusura anticipata sarebbe dunque un evento salutare, purché significasse rinuncia a proseguirne lo sfruttamento minerario, nel frattempo non intensificandone, anche più rovinosamente, la portata”

Secondo gli accertamenti della Regione, solo tra il 1984 e il 2011 il suolo è precipitato di 45 centimetri a Lido di Dante e di 40 a Lido Adriano. Anche se dal 2011 al 2016 la tendenza è rallentata, l’attuale abbassamento di 15 millimetri l’anno rappresenta il massimo dell’intera costa regionale. Lido di Dante e la pineta Ramazzotti, in particolare, stanno letteralmente sprofondando, subendo una pesante erosione costiera con ingressione marina e avanzamento del cuneo salino, nonché scompensi nelle reti dell’acqua e delle fogne e nella stabilità degli edifici. “Il 30 settembre scorso, l’assessore ai lavori pubblici ha annunciato, a sua volta, “un progetto milionario per Lido di Dante e la pineta Ramazzotti”, finanziato da ENI per 2,5 milioni, volto a posizionare una barra sommersa di sabbia e una emergente di massi e “inteso a proteggere la zona dalle ingressioni marine”: quelle che Angela Angelina minaccia di implementare. In passato simili interventi tampone sono stati un fallimento” scrive ancora Ancisi.

“In realtà, la risposta dell’amministratore delegato dell’ENI al sindaco, è stata più che altro una lettera di cortesia, non contenendo alcun impegno concreto sulla tempistica dell’eventuale dismissione anticipata di Angela Angelina, tanto meno sulle sue modalità, non meno importanti. Non se n’è parlato neppure nell’importante e qualificato convegno scientifico sul futuro delle piattaforme off shore, svoltosi a Ravenna il 13 ottobre scorso, nonostante che in quell’ occasione il sindaco, partecipando alla tavola rotonda finale, abbia potuto interloquire tra gli altri con Diego Portoghese, responsabile del Distretto Centro-Settentrionale Upstream dell’ENI. Non sembra troppo chiedere che dagli annunci si passi a qualche certezza, condizione indispensabile perché almeno se ne possa discutere seriamente” conclude il capogruppo di Lista per Ravenna.

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