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Chiusura della Polstrada di Lugo, Di Maio (IV): "Un errore". Morrone (Lega): "Ultimo regalo del Governo"

I due intervengono a seguito dello schema di decreto che andrebbe a sopprimere i due distaccamenti di polizia stradale ubicati in Romagna

"Il ministero dell'Interno persegue un progetto sbagliato. La chiusura dei presidi di polizia stradale di Rocca San Casciano e Lugo va nella direzione opposta a ciò di cui c'è bisogno, ovvero potenziare la presenza delle forze di polizia sul territorio e nelle comunità più lontane dai grandi centri urbani". Lo afferma il deputato romagnolo Marco Di Maio, esponente di Italia Viva, a seguito dello schema di decreto che andrebbe a sopprimere i due distaccamenti di polizia stradale ubicati in Romagna.

"La situazione istituzionale e il cambio di Governo - afferma di Maio - non ha alcun collegamento con una scelta che è figlia di una visione forse troppo scollegata dalle reali esigenze dei territori. Troppo spesso questi provvedimenti vengono assunti senza rendersi sufficientemente conto della rilevanza che questi presidi hanno per le persone che vivono nelle zone interessate. Il valore del lavoro svolto in questi anni dai poliziotti impegnati nei distaccamenti di Rocca e Lugo, infatti, va ben oltre il compito strettamente assegnato e assume un valore di carattere più generale. Indebolire questa presenza o addirittura annullarla, è una scelta calata dall'alto e scollegata dai reali bisogni della comunità, come dimostra la mobilitazione trasversale alle forze politiche e sociali".

Ben diversa 'opinione del segretario della Lega Romagna Jacopo Morrone, che definisce l'operazione "l’ultimo regalo del governo. Se è vero quanto si apprende attraverso una bozza di circolare del Ministero dell’Interno che abbiamo visionato, qualcuno avrebbe deciso di approfittare del caos istituzionale per fare quello che temiamo da un anno, ovvero privare i cittadini di presidi fondamentali per la sicurezza stradale, col benestare dei partiti della maggioranza uscente. Tutto ciò spiegherebbe l’atteggiamento vago tenuto in questo lunghissimo anno dal governo di fronte alle nostre proteste e alle numerose iniziative parlamentari, ignorando allo stesso tempo la voce dei comitati civici che abbiamo incontrato, così come quella dei sindaci di ogni colore politico che conoscono le esigenze del territorio in tema di sicurezza, al contrario di coloro che vivono arroccati dentro al palazzo. Ci auguriamo un passo indietro, inutile dire che la nostra protesta non si ferma di certo qui e continua con più convinzione e impegno per dare voce a chi finora è rimasto inascoltato”.

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