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Cibo "umanitario" gettato in strada come spazzatura: il caso finisce sul tavolo del sindaco

E' quanto ha trovato il capogruppo di Lista di Ravenna nel Consiglio territoriale del "Centro urbano", Stefano Donati, in via Domenico Poggiali

"Cibo umanitario gettato in strada". E' quanto ha trovato il capogruppo di Lista di Ravenna nel Consiglio territoriale del "Centro urbano", Stefano Donati, in via Domenico Poggiali, traversa di via Carraie, a pochi passi dal centro storico di Ravenna, zona ex macello. "Accanto ad un cassonetto Humanas dedicato al recupero degli indumenti usati, era stato gettato un cumulo di rifiuti, raccolti in un sacco, ma per il resto sparsi indecorosamente intorno, composto da una serie di vaschette di plastica usate per il confezionamento di pasti, alcune svuotate, ma per la maggior parte consumate parzialmente e, nel numero di tre, ancora sigillate, i cui involucri esterni di cartone erano stati artatamente strappati", viene spiegato da Donati.

L'esponente civico ha effettuato una segnalazione alla Polizia Locale per gli adempimenti di competenza. Ma mercoledì ha appurato "che tutto era ancora nello stesso degrado", appurando che "le confezioni ancora sigillate sono di penne probabilmente al salmone, ma soprattutto che l’acquisto del lotto di cui facevano parte è avvenuto col contributo della Regione Emilia-Romagna, attraverso l’Agenzia territoriale per i servizi Idrici e Rifiuti (Atersir), il cui consiglio locale di Ravenna, composto dai Comuni di questa provincia, ha come maggiore azionista quello di Ravenna".

"Questo significa che quel cibo è destinato ad attività sociali di carattere umanitario - prosegue ancora l'esponente di Lista per Ravenna -. Non si capisce per quali ragioni e modi, sconosciuti anche ai consiglieri comunali di Ravenna, questo servizio sia pagato dai cittadini con le tariffe dell’acqua e dei rifiuti, in conto dei servizi erogati da Hera". "Non sarà difficile alla Polizia municipale risalire alla struttura di accoglienza residenziale da cui provengono gli alimenti gettati tra i rifiuti (che, per il colmo, dovrebbero almeno essere smaltiti correttamente nell’umido proprio attraverso il servizio pagato con la tassa rifiuti) - continua -. Se possiamo dare un’indicazione, tutta da verificare, in via Poggiali ce n’è verosimilmente una la cui targa esterna di identificazione è stata rimossa, dalla quale si vedono uscire ed entrare giovani di colore apparentemente in ottima salute".

"Quei preziosi alimenti avrebbero potuto ricevere migliore accoglienza da molti concittadini che stentano a soddisfare la fame, assistiti o no, italiani e non italiani, dai servizi sociali del Comune di Ravenna - viene aggiunto, specificando che "non si è riusciti tra martedì e mercoledì a contattare il servizio Immigrazione per saperne eventualmente di più" -. Ne avrebbero fatto migliore distribuzione e gestione, per esempio, la Caritas, le parrocchie e altri gruppi del volontariato sociale non stipendiati e non finanziati con denaro pubblico". Lista per Ravenna ha perciò presentato un question time al sindaco Michele De Pascale per sapere "a chi erano in carico e per quale servizio gli alimenti gettati nella spazzatura; e in che modo ne è avvenuta l’assegnazione".

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