Domenica, 24 Ottobre 2021
Politica

Ciclista multato, Ancisi (LpRa): "Il Comune non farà ricorso in appello"

Il capogruppo e candidato sindaco di Lista per Ravenna rende nota la risposta del Comune che decide di non ricorrere in appello

Giunge al termine la disavventura di Renzo, un 74enne ravennate che era stato multato in seguito a un incidente avvenuto a Ponte Nuovo il 5 novembre 2020 mentre percorreva in bici via Romea Sud. La vicenda era già stata resa nota da un'interrogazione presentata lo scorso agosto da Alvaro Ancisi, capogruppo consiliare di Lista per Ravenna e candidato sindaco alle elezioni del 3-4 ottobre.

In seguito all'incidente il 74enne ravennate aveva ricevuto dalla Polizia locale di Ravenna un verbale di accertamento, con multa di 40 euro "poiché non avrebbe ottemperato all’obbligo di servirsi dell’esistente pista riservata”. L'uomo poi decise di ricorrere al Giudice di Pace. Ricorso che era stato accolto con la sentenza dell’8 marzo 2021. In agosto Ancisi aveva dunque chiesto al sindaco “per quali ragioni il Comune di Ravenna non ha provveduto in proprio  ad annullare, in base al principio giuridico dell’autotutela, il verbale di accertamento d’infrazione del 31 dicembre 2020, evitando al cittadino incolpevole un defatigante e oneroso procedimento giudiziario”. Ed inoltre “se il Comune ha almeno deciso di non ricorrere in secondo grado contro la sentenza del Giudice di Pace, evitando di imporre al cittadino leso ulteriori prolungate sofferenze”.

Lo stesso capogruppo e candidato sindaco di Lista per Ravenna rende ora nota la risposta del Comune, a firma del vicesindaco Fusignani "il quale - sottolinea Ancisi - insiste a dire che il 74enne aveva “omesso di viaggiare all’interno della pista ciclabile ivi presente e quindi con i connessi obblighi di cui all’art. 182 comma 9 del vigente codice della strada”, mentre in realtà si è trattato di una pista ciclopedonale, così specificamente segnalata. La confusione non è ammessa. Lo ha ben chiarito il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti affermando che le piste ciclopedonali non vanno considerate come “piste ciclabili riservate ai ciclisti”, e che quindi, in presenza di pista ciclopedonale, non c’è l’obbligo per i ciclisti di utilizzarla. Il vicesindaco nega poi che il Comune potesse annullare il verbale di contestazione dell’infrazione secondo il principio giuridico dell’autotutela, affermando che esso non si applica al cosiddetto “diritto punitivo”, mentre, in questo caso, il Comune non avrebbe dovuto punire nulla, riconoscendo il vizio di valutazione compiuto all’origine. La seconda risposta - ed è quella che conta a questo punto - è stata invece positiva: “Non si reputa favorevolmente l’ipotesi di ricorso in appello avverso il provvedimento giurisdizionale in questione”. Il sig. Renzo ha potuto dunque tirare un sospiro di sollievo. Non subisce un secondo processo ed incassa, almeno, i danni dall’assicurazione".

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