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Commemorazione di Ettore Muti, Potere al Popolo: "Un presidio antifascista per chiedere di vietarla"

Tiene banco la polemica sulla commemorazione del gerarca fascista Ettore Muti che ogni estate infiamma la città, tra chi chiede di vietarla e chi invece rivendica il diritto a manifestare, come l'Associazione nazionale arditi d'Italia (Anai) che organizza l'evento

Tiene banco la polemica sulla commemorazione del gerarca fascista Ettore Muti che ogni estate infiamma la città, tra chi chiede di vietarla - come hanno fatto in primis la Consulta antifascista, poi il sindaco Michele de Pascale, l'Anpi e la presidentessa del consiglio comunale Ouidad Bakkali - e chi invece rivendica il diritto a manifestare, come l'Associazione nazionale arditi d'Italia (Anai) che ogni anno organizza l'evento sempre molto discusso. Alle proteste si aggiunge la sezione ravennate di Potere al Popolo.

"A fine agosto, con la fine dell’estate, quasi come un “triste rito” si ripropone la commemorazione del gerarca fascista Muti nel piazzale del cimitero di Ravenna da parte di organizzazioni chiaramente neofasciste - commentano da PaP - Un rito che trova le simpatie, neanche troppo velate, anche nella destra che si sta preparando alle elezioni politiche oramai vicine. Vogliamo ricordare alla Città di Ravenna (medaglia d’oro al valor militare per la lotta di liberazione) che questi “tristi figuri in camicia nera“ celebrano un feroce gerarca mussoliniano come un eroe. La Brigata Nera intitolata a Muti  il 25 agosto 1944 al Ponte degli Allocchi a Ravenna ha assassinato dodici partigiani, tra cui Natalina Vacchi e Michele Pascoli, e che sempre a Muti era intitolata la legione della RSI autrice della strage di Piazzale Loreto a Milano del 10 agosto 1944 in cui furono uccisi quindici partigiani. Inoltre ricordiamo come nel 2022 ricorra il centenario della Marcia su Roma delle squadracce fasciste".

"Denunciamo da anni come questo sia l'ennesimo episodio di chiara e ostentata apologia del fascismo permessa dalle autorità dello Stato - puntualizzano - Esiste una normativa che dovrebbe evitare che continuino a ripresentarsi ogni anno. L'articolo 4 della legge 645/52 “Norme di attuazione della XII disposizione della Costituzione” recita così: “Apologia del fascismo. Chiunque esalta pubblicamente esponenti, principi, fatti e metodi del fascismo oppure le finalità antidemocratiche proprie del partito fascista è punito con la reclusione fino a 2 anni oppure con una multa. La pena è aumentata se il fatto è commesso col mezzo della stampa e con altro mezzo di propaganda o diffusione". Esiste la Legge Mancino e anche il Comune di Ravenna ha emanato un’ordinanza di divieto di manifestazioni nel piazzale antistante al Cimitero. Ci chiediamo, allora, perchè si continua a permettere tutto ciò? A questo, la parte più militante della Ravenna antifascista si oppone da sempre. Noi come Potere al Popolo Ravenna ci uniamo con forza alle proteste di tutte le associazioni, partiti e organizzazioni antifasciste ravennati. Chiediamo che le autorità vietino la manifestazione e, se ciò non avverrà (come sempre successo in questi anni) saremo presenti, come sempre abbiamo fatto in questi anni, al presidio antifascista a cui invitiamo a partecipare tutta la cittadinanza e la società civile di Ravenna. Ora e sempre Resistenza".

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