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Conselice, il Consiglio comunale sull'aborto: "Si rispetti la libertà di scelta della donna"

Il Consiglio di Conselice aggiunge che "va contrastata ogni forma propagandistica che tenda a colpevolizzare le donne per una scelta già sofferta"

Una presa di posizione importante sul tema dell'interruzione volontaria di gravidanza. Il Consiglio Comunale di Conselice ha approvato con 11 voti a favore, due sole astensioni e nessun voto contrario, un Ordine del Giorno presentato dal consigliere Tiziano Bordoni (del gruppo consiliare “Rifondazione – Partito Comunista Italiano – Per la Sinistra”), poi modificato con il contributo di emendamenti proposto dal gruppo di maggioranza (dalla consigliera Giovanna Verlicchi) per il tramite della capigruppo  consigliera Rita Brignani (del Gruppo di maggioranza "Oltre! con Paola Pula Sindaco") dal titolo finale “Piena applicazione della Legge 194/78 per una maternità libera e consapevole”.

L’ordine del giorno parte ricordando che il 15 aprile 1978 “veniva approvata la legge 194 con cui l’Italia decide finalmente di abolire le norme varate dal fascismo che proibivano l’interruzione volontaria di gravidanza saldando insieme il diritto all’autodeterminazione della donna, il diritto alla salute affermando altresì il ruolo centrale dei consultori familiari nella promozione della procreazione responsabile, dell’educazione sessuale e della prevenzione dell’aborto. Fino all’uscita di questa legge il nostro paese era afflitto dalla piaga dell’aborto clandestino a cui le donne ricorrevano affidandosi troppo spesso a persone non preparate mettendo a rischio la propria vita”. 

“La libertà di scelta della donna e l’applicazione della legge – continua l’Odg - non può essere messa rischio dall’elevato numero di obiezioni di coscienza all’interno delle strutture ospedaliere pubbliche”, per cui “va contrastata ogni forma propagandistica che tenda a colpevolizzare le donne per una scelta già sofferta sia fisicamente che emotivamente”.

Nell’Ordine del giorno approvato, il Consiglio Comunale ritiene che sia necessario “rimuovere gli ostacoli che si frappongono ad una concreta e corretta applicazione della suddetta legge 194 riaffermando la libertà di scelta e di autodeterminazione della donna”, e “potenziare la rete di servizi sociali per l’infanzia e promuovere con la scuola una corretta educazione alla sessualità dei ragazzi”.

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