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Sabato, 18 Maggio 2024
Politica

Minichini: "Consumo selvaggio del territorio, vogliono prorogare i piani urbanistici ex art.18 falliti?"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

"Fregandosene dell'immane consumo del proprio territorio, in particolare dagli anni ottanta in poi, la nostra Regione ha proposto alla speculazione edilizia uno scambio: voi cementificate di ogni che e di ogni dove, purché ci facciate qualche opera di interesse più o meno pubblico. È il famigerato art. 18 della legge urbanistica della Regione Emilia-Romagna. Non si è pensato agli investimenti effettivamente utili e indifferibili per il territorio, dando invece indiscriminatamente il via ad opere sparse in qua e in là, senza alcuna logica programmatoria, scala di priorità, rapporto costi (soprattutto ambientali) e benefici (a volte anche malefici). La maggior parte è rimasta sulla carta. Un esempio sui tanti, preso dalla località ove risiedo, è lo spostamento del Camping Ramazzotti di Lido di Dante, che non solo non si sposta affatto, ma di cui nulla neanche sapeva il diretto interessato. Intanto, nuove edificazioni, per 8.000 metri quadrati, sono sorte su un'area ecologicamente sensibile.

Molti "art.18", persisi per strada, decadranno automaticamente la prossima primavera, in corrispondenza delle elezioni amministrative. Il comune di Ravenna, inserendo nel nuovo Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE) una norma assai singolare (punto I.1.5), in sostanza, salverebbe i Piani Urbanistici degli art.18 ormai scaduti che "hanno completato la fase preistruttoria". Come dire che il progetto urbanistico di un immobiliarista è intoccabile, da quando i tecnici del Comune gli hanno dato una sbirciatina, mentre il permesso che chiede un semplice cittadino ci mette mesi, se non anni, ad essere rilasciato, sempre che sia munito di tutte le controfirme.

A qual fine poi prorogare piani sostanzialmente scaduti di nome e di fatto, invece di riconsiderare le cose alla luce della situazione attuale, delle reali necessità, o, se vogliamo usare il corretto termine tecnico: del "fabbisogno reale"? Non vorrei che, surrettiziamente, si tenessero in vita in omaggio alla propria campagna elettorale, considerata la crisi e un invenduto pazzesco. Viene spontanea la domanda: chi saranno i fortunati fruitori di tanta "liberalità"? Forse gli stessi ai quali è stato consentito di devastare Ravenna in questi anni? Ma poi chi deciderà, e in quali angusti uffici, che una "preistruttoria" è completata? Questi art. 18 continuano a consumare ettari ed ettari di territorio, col risultato di alcuni, come quello di via Antica Milizia, di ritardare in modo diretto per almeno dieci anni, con la sua volumetria spropositata, la rigenerazione della Darsena di Città.

Tutto ciò si presta a diverse interpretazioni, non ultima quella che agli amministratori ravennati pare stiano più a cuore il perseguimento degli interessi immobiliari di quelli dei cittadini. Va bene che siamo in campagna elettorale, che servono sponsor, ma c'è un limite di decenza! Desta stupore, inoltre, il fatto che il consiglio comunale di Ravenna ha approvato il nuovo Regolamento Urbanistico Edilizio il 21 luglio 2015, senza tener conto della Legge Comunitaria Regionale 9/2015, pubblicata il 16 luglio, cioè appena cinque giorni prima. Possibile che ai piani alti di Palazzo Merlato nessuno si sia accorto di questa nuova legge, prima di procedere con la modifica degli strumenti urbanistici?"

Pasquale Minichini, Lista per Ravenna

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