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Contrasto della povertà alimentare: approvato l'ordine del giorno del Pd

L'ordine chiede al Sindaco e alla Giunta una mappatura dei soggetti e delle strutture che operano nel settore dell’alimentazione e del volontariato per costruire progettualità condivisa

Largo consenso per l’ordine del giorno del Pd che chiede al Sindaco e alla Giunta una mappatura dei soggetti e delle strutture che operano nel settore dell’alimentazione e del volontariato per costruire progettualità condivisa, per agire contemporaneamente sia sul fronte della lotta allo spreco di cibo che su quello della necessità di offrire risposte al bisogno alimentare con proposte anche di qualità gastronomica.

"Nonostante l’Emilia Romagna e Ravenna siano una delle regioni e delle città con indici di benessere tra i più elevati d’Italia, molte persone e famiglie sono scivolate in condizioni di povertà e disagio, condizioni che comportano spesso anche difficoltà rispetto ad una alimentazione adeguata - spiega il consigliere Pd Lorenzo Margotti, primo firmatario dell'ordine del giorno - Mangiare ci accomuna tutti. Per rendere sempre più concreto ed effettivo il “diritto al cibo” e contemporaneamente la riduzione e l’eliminazione dello spreco alimentare è necessario allargare la prospettiva di intervento costruendo e sviluppando una politica integrata (pubblico-privato sociale-privato profit) che coinvolga l’intera filiera del ciclo alimentare, dalla produzione alla distribuzione, all’offerta e al consumo. Serve un passo in avanti dal punto di vista culturale". Si tratta di un settore, quello della risposta ai bisogni alimentari, dove già oggi operano tantissime energie soprattutto del tessuto del volontariato e tante professionalità, e che presenta ancora tantissime potenzialità, sia sul fronte di un coinvolgimento più ampio degli operatori della filiera alimentare, sia su quello della qualità dell'offerta gastronomica, sia su quello dell'utenza provando a sperimentare pratiche attive di solidarietà per abbattere i confini anche psicologici che isolano le mense di comunità e chi è costretto a rivolgervisi".

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