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Coronavirus e smart working: "A Ravenna impatto devastante sul lavoro delle donne"

"Nella provincia di Ravenna, su oltre quasi 5000 lavoratori rientrati al lavoro in questi giorni, meno di 1000 sono donne"

A Ravenna il Coronavirus ha avuto un impatto devastante sul lavoro delle donne: è quanto dichiara Elisabetta Gualmini, eurodeputata Pd. "La riapertura, anche graduale, di asili, centri estivi e scuole deve essere una priorità - spiega Gualmini - Va garantita la sicurezza e il rispetto delle norme previste per la Fase 2, ma ora è necessario che i piani di ripresa siano organizzati senza ulteriori svantaggi per le famiglie e i giovani. Anche in Emilia-Romagna infatti, più che a livello nazionale, la ripresa ha interessato innanzitutto gli uomini: il 74,3% dei lavoratori che sono rientrati lunedì 4 maggio a livello regionale sono uomini, un valore che supera quello nazionale (72,3%). Per quanto riguarda la provincia di Ravenna il dato è ancora più preoccupante: su oltre quasi 5000 lavoratori rientrati al lavoro in questi giorni, meno di 1000 sono donne (il 19,8%), mentre al contrario le donne sono in netta prevalenza tra i lavoratori che non possono ancora riprendere le loro attività professionali (il 61%, cioè quasi 25mila su circa 39.800)".

Secondo l'eurodeputata dem si tratta di un dato "che peserà ulteriormente sul lavoro di cura delle donne, già penalizzate dalla mancata riapertura di tutti quei settori in cui prevale l'occupazione femminile. Nel commercio al dettaglio o nei i servizi alla persona (tra i settori che ancora non hanno riaperto) l'occupazione femminile a Ravenna rappresenta infatti quasi il 70% del totale, con punte che superano l'80% nei tour operator o delle agenzie di viaggio, uno dei settori più colpiti. Siamo di fronte all'enorme rischio che siano le donne e i giovani i più penalizzati. Dopo essere stati già i più colpiti dalla crisi del 2008, saranno le donne le ultime a rientrare nella Fase 2 e i giovani i primi a rischiare di perdere il lavoro. Nel paradosso di essere questi ultimi tra i meno colpiti dal virus. E' necessario quindi riorganizzare i servizi educativi e avviare delle sperimentazioni, così come stanno chiedendo il Presidente della Regione Emilia-Romagna Bonaccini e molti sindaci sul territorio. A livello europeo sto lavorando per l'introduzione di un fondo ad hoc sul lavoro delle donne all'interno del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale e per la trasformazione della Garanzia Bambini in programma strutturale. Non si può più perdere tempo se non vogliamo riportare le lancette dell'orologio indietro di decenni".

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