Credito cooperativo, Di Maio: "Una risorsa per la Romagna, al lavoro per migliorare la riforma e la clausola d'uscita"

Il parlamentare romagnolo della Commissione Finanze, Marco Di Maio, sulla riforma delle Bcc: non è un attacco alla cooperazione, ma ci sono punti che vanno modificati e stiamo lavorando per questo obiettivo.

"Condivido la preoccupazione del mondo della cooperazione a proposito della riforma del credito cooperativo sul punto specifico dell'opzione d'uscita che consente la trasformazione in una spa per questo tipo di banche. Stiamo lavorandoin Commissione Finanze per modificare il testo e far sì che una riforma giusta, necessaria e già attualmente in gran parte condivisa e positiva per rafforzare l'intero sistema bancario e migliorarne l'efficienza, possa essere attuata senza compromettere i principi cardine della cooperazione". Lo afferma Marco Di Maio, deputato romagnolo componente della Commissione Finanze chiamata in questi giorni ad esaminare il testo del decreto che riforma il sistema bancario del credito cooperativo. 

"Nei giorni scorsi ho incontrato i vertici di tutte le Bcc della provincia - afferma il parlamentare - oltre ai vertici locali e nazionali del movimento cooperativo, partecipando anche alle assemblee di Confcooperative e Legacoop che si sono tenute nel nostro territorio. Stiamo parlando di una riforma che in gran parte recepisce le indicazioni provenienti del sistema del credito cooperativo ed è sbagliato e fuorviante dire che ciò che si sta facendo rappresenta un attacco alla cooperazione; è corretto e giusto, invece, sottolineare l'opportunità di modificare la clausola del cosiddetto 'way out' per non disperdere il patrimonio di riserve indivisibili che si sono accumulate in decenni di storia di questi istituti e indebolire la solidità del sistema cooperativo". 

"Nello specifico - fa notare il deputato - la nostra attenzione è rivolta ad alcuni aspetti che riteniamo opportuno provare a modificare: vale a dire la necessità di stabilire una data certa alla quale verificare la consistenza del patrimonio sopra i 200 milioni e il mantenimento delle riserve indivisibili attraverso uno schema che preveda il 'conferimento' dell'attività bancaria a una nuova Spa da parte della Bcc che rimane una cooperativa, e dovrà proseguire la sua attività mutualistica". "Forte della consapevolezza dell'importanza di questa riforma - conclude il parlamentare romagnolo della Commissione Finanze -, ma anche del ruolo positivo che le Bcc possono giocare a sostegno dell'economia locale anche sul territorio romagnolo, sono sicuro che il lavoro che stiamo facendo porterà a migliorare una riforma ineludibile e, va ribadito, già ampiamente condivisa con gli operatori del settore".

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