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Domenica, 23 Giugno 2024
Politica

"Dal Boh... al Sì": Salvatore Vassallo spiega le sue ragioni per il "sì" al referendum costituzionale

La serata è organizzata dal comitato civico Rinascitalia. “Vogliamo provare ad abbandonare i toni di una discussione da stadio" afferma il portavoce Nevio Salimbeni.

Una serata per informare maggiormente sulla Riforma Costituzionale che sarà sottoposta a referendum tra un paio di mesi. Questo è  il senso dell’iniziativa auto-organizzata da Rinascitalia  “libero comitato di Ravenna e della Romagna per Sì al Referendum costituzionale” il prossimo 30 settembre (ore 20,45 – Sala D’Attorre) a Ravenna.
Il comitato civico ravennate ha deciso di aprire così, di fatto, la campagna referendaria in città. Nell’occasione sarà ospite Salvatore Vassallo (professore di Scienza politica all’Università di Bologna) che presenterà le sue “dieci ragioni fondamentali per approvare la Riforma”; rivolgendosi in particolare a coloro che non hanno ancora deciso cosa votare o che hanno dubbi e vogliono capire meglio determinati temi.
"Il provocatorio titolo della serata – dal Boh… al Sì – è molto rappresentativo di questa esigenza di assumersi, alla fine, una responsabilità di scelta - spiegano gli organizzatori - dato che si ritiene quello referendario un passaggio fondamentale della transizione italiana verso una democrazia più efficiente e realmente rappresentativa".
“Vogliamo provare ad abbandonare i toni di una discussione da stadio tra fazioni già convinte – afferma il portavoce del comitato, Nevio Salimbeni – per provare ad immaginare come potrebbe migliorare la democrazia italiana mantenendo i principi e l’etica della prima parte della Costituzione ma adeguando gli strumenti della seconda parte alle necessità dei tempi.
Arriva un momento in cui bisogna assumersi la responsabilità di cambiare, andando oltre alle appartenenze di parte e immaginando una direzione diversa che vede nella Riforma costituzionale solo un primo, seppur decisivo, passaggio”.
L’alternativa – conclude Salimbeni – è quella di mantenere le cose così come stanno oggi (bicameralismo perfetto, burocrazia legislativa, palude politica, costi parlamentari e regionali fuori controllo, continuo contenzioso Stato-Regioni, ridotto o finto spazio di partecipazione popolare) e di impedire a questo Paese di modernizzare le proprie Istituzioni a favore, prima di tutto, dei cittadini”.
 

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