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Condannato per aver definito Ancisi 'cialtrone', il sindaco Ranalli: "Non ho cambiato idea"

Non ha perso occasione di commentare il caso la lista 'Per la buona politica', rivale di Ranalli alle elezioni del 26 maggio: "Comportamento moralmente inaccettabile"

E' stato condannato dal Tribunale per diffamazione e dovrà pagare una multa da 800 euro il sindaco di Lugo Davide Ranalli, che nel 2015 commentò un post dell'assessore del Comune di Ravenna Ouidad Bakkali riferendosi al consigliere Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, definendolo 'cialtrone'. Non ha perso occasione di commentare il caso la lista 'Per la buona politica', rivale di Ranalli alle elezioni del 26 maggio: "Esprimiamo solidarietà al consigliere Ancisi, offeso e diffamato su Facebook. La condanna di Ranalli per diffamazione aggravata non ci sorprende: da anni siamo abituati a udire parole in libertà, non rispettose degli avversari e totalmente aliene da un contradditorio civile, sia in sedi istituzionali che sui social network. Un comportamento insolente e moralmente inaccettabile che rendono Ranalli e la sua coalizione indegni e inadatti a guidare una città. Il decreto penale di condanna del tribunale di Ravenna finalmente pone un freno a chi si comporta come se fosse al di sopra di leggi e regolamenti. Ranalli potrà anche ricorrere contro il decreto penale di condanna e alla fine del processo essere assolto (la presunzione di innocenza vale anche per lui, ci mancherebbe), ma resta una persona inadeguata a governare e il miglior giudice in questo senso non è il tribunale di Ravenna, ma i cittadini di Lugo che il 26 maggio saranno chiamati alle urne".

“La condanna di Ranalli è solo uno dei tanti episodi di bullismo politico della sinistra locale che pensa, in maniera arrogante e sfacciata, di poter delegittimare gli avversari senza pagare il conto - rincara la dose Gianluca Pini, presidente della Lega Romagna - Noi non faremo più passare impunito nessun episodio simile: stiamo preparando una querela come Lega e come candidati al consiglio comunale di Lugo contro la capogruppo della lista civica che sostiene Ranalli per diffamazione a mezzo stampa con l’aggravante dell’odio politico. Aspettavano una presa di distanza da parte del candidato del Pd rispetto alle parole dalla candidata Morici. Siamo stati ingenui, chi si somiglia si piglia".

La replica di Ranalli

Il primo cittadino lughese interviene sulla condanna: "Sono stato oggetto di un provvedimento opponibile e che sarà opposto perchè difesi l'assessore Bakkali su Facebook nel post in cui il consigliere Ancisi “urlò rabbiosamente” alla stessa “Non capisce l’italiano? Se non capisce le delibere in italiano le tradurremo in marocchino” - spiega Ranalli - Non ho cambiato idea, sull’uguaglianza, sui diritti delle donne e sul rispetto di tutte le istituzioni. Sabato in piazza (alle 10.30 in Largo Baruzzi) vi dirò anche cosa penso di chi fa politica come certi consiglieri, degli aggressori di Casapound a Casalbruciato e di chi, gettando la maschera, civica si è alleato con la destra estrema".

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