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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Politica

Delta del Po, Ancisi: "Colpo di mano in parlamento contro un vero parco"

"Entro l’intero Delta del Po delle due regioni, l’area più trascurata, addirittura emarginata, è proprio l’area ravennate, soprattutto in confronto a quella ferrarese, che quasi monopolizza la pur esigua attività del parco emiliano-romagnolo", afferma Ancisi

In questi giorni, alcune delle maggiori associazioni ambientalistiche si sono sollevate contro un emendamento alla legge di Stabilità dei senatori Massimo Caleo e Stefano Vaccari (entrambi del Pd), il quale disporrebbe l’istituzione di un Parco interregionale del Delta del Po, allo scopo sommando le omonime aree protette del Veneto e dell’Emilia-Romagna attualmente in capo ai rispettivi enti parco regionali. Secondo il Wwf (World Wide Fund for Nature) l’emendamento “ha lo scopo di creare un non meglio definito ‘parco’, estraneo agli obiettivi di tutela della natura previsti dalla Legge n. 394/1991 e finanziato da Regioni e Comuni invece che dal Ministero dell’Ambiente, risultante dalla semplice unione delle aree dei due attuali parchi regionali, che negli ultimi decenni non hanno saputo garantire alcuna vera tutela della più importante zona umida del nostro Paese”.

Ciò “dovrebbe avvenire previa intesa obbligatoria con le Regioni che finanzierebbero il parco, le quali però sino ad oggi hanno sempre negato l’intesa per un parco interregionale cogestito”. Con lo stesso emendamento però “si prevede la cancellazione di un specifico comma della legge quadro con cui viene previsto il parco nazionale, che lo Stato dovrebbe istituire in assenza dell’accordo delle regioni su quello interregionale”. Il risultato sarebbe che la “previsione di Parco Nazionale (che lo Stato avrebbe dovuto istituire dal 1993) verrebbe cancellata indipendentemente dal fatto che le Regioni trovino o meno l’accordo. Se l’accordo dovesse essere poi trovato questo non avverrebbe all’interno della legge quadro sulle aree protette ma come semplice ‘coordinamento operativo’ delle differenti normative regionali”, ragion per “lo Stato rinuncerebbe, per sempre, ad un parco Nazionale su un’area naturalistica prioritaria di interesse internazionale, oggi solo parzialmente tutelata”.

"Entro l’intero Delta del Po delle due regioni, l’area più trascurata, addirittura emarginata, è proprio l’area ravennate, soprattutto in confronto a quella ferrarese, che quasi monopolizza la pur esigua attività del parco emiliano-romagnolo - evidenzia il capogruppo in consiglio comunale di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi -. La speranza di riscatto non può certamente risiedere in un approssimativo, forse virtuale, “parco interregionale”, il quale, non esistendo neppure un’ipotesi di intesa tra le regioni interessate, si risolverebbe, con nessun effetto salutare, nella somma o intreccio di due sofferenze. In ogni caso, ciò non può avvenire con un colpo di mano parlamentare, senza che i territori delle province coinvolte possano esprimere al riguardo le proprie valutazioni e formulare il parere delle rispettive comunità".

Ancisi chiede al sindaco Michele De Pascale, anche nella veste di presidente della commissione consiliare Ambiente, "se intende rappresentare al Governo e al Parlamento, tramite i presidenti dei rispettivi organi collegiali, la richiesta che si soprassieda all’emendamento in questione, quanto meno perché impertinente con la legge di Stabilità; e al presidente della Regione Emilia-Romagna la richiesta di avviare una consultazione con gli enti locali del territorio regionale facenti parte del Delta del Po, per definire con chiarezza, attraverso modalità di partecipazione democratica, il percorso attraverso cui perseguire, nel quadro dell’indispensabile unitarietà col territorio veneto, possibilmente nella forma di un parco nazionale, l’obiettivo della massima tutela ambientale e della piena valorizzazione economica e turistica delle aree protette ricadenti nel bacino stesso del Delta del Po".

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