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Domenica, 26 Maggio 2024
Politica

Demolizione torri Hamon, il Comune: "Non si poteva evitare". Ancisi (LpRa): "Un monumento come Galla Placidia"

Il tema delle ex torri di raffreddamento arriva in Consiglio comunale. Il consigliere di Lista per Ravenna: "Una torre si potrebbe salvare, si chieda a Eni di fare uno sforzo"

L'accesa discussione sul destino delle torri Hamon dell'area ex Sarom di Ravenna prosegue tra i banchi del Consiglio comunale, mentre è in corso la demolizione della prima delle due torri di raffreddamento dell'ex impianto industriale petrolifero oggi proprietà di Eni. Un intervento di smantellamento, comunicato a fine marzo dal sindaco De Pascale, connesso alla realizzazione del progetto di un parco fotovoltaico per la produzione di energie rinnovabili nell'area che, dopo le operazioni di bonifica, sarà ceduta da Eni all'Autorità Portuale che poi proseguirà con la realizzazione del progetto finanziato dal Pnrr.

Dopo le manifestazioni di protesta che hanno già avuto luogo in città, e il nuovo intervento di Italia Nostra che fa appello al Piano urbanistico generale per tentare di salvare la torre su cui ancora non si è intervenuti, è il consigliere di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi, a entrare nel dibattito con un question time: "Quella delle torri Hamon è una questione più politica che giuridico-tecnica", ha detto il civico, aggiungendo che "ci sarebbe voluta almeno una perizia", prima di avviare i lavori di demolizione anche se, ammette Ancisi, "non era obbligatoria". Il consigliere di LpRa insiste: "Nulla vieta di mettere in sicurezza una di queste" torri senza interferire con il progetto del parco fotovoltaico. Ancisi chiede quindi al Comune di intercedere presso Eni che "dovendo molto a Ravenna e anche troppo al territorio, non dovrebbe sottrarsi a questo sforzo", spiegando che per risolvere la questione, a suo parere "ci vuole la volontà politica".

A rispondere in Municipio c'è l'assessora Federica Del Conte che rileva allo stesso modo i due aspetti politico e tecnico, testimoniando il "sentimento condiviso di tutta la Giunta legato a una notizia che ci accompagna con dispiacere, per il senso di affezione a queste opere". L'assessora sottolinea come anche le passate amministrazioni comunali si fossero spese per la "valorizzazione del patrimonio di archeologia industriale" cittadino, ricordando i recuperi dello Zuccherificio di Classe (poi divenuto Museo Classis-Ravenna) e quello dell'Almagià. Nel caso delle torri Hamon, tuttavia, la situazione sarebbe "molto più complessa e delicata per la posizione stessa e il suolo su cui questi manufatti sono collocati".

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Come spiega Del Conte, le torri dell'ex Sarom si trovano su terreni rientranti nella classe B, legati a utilizzi di tipo industriale e fa un parallelo con i lavori dell'ex caserma Alighieri, evidenziando "cosa ha comportato bonificare una semplice area militare", a causa della presenza di cisterne contenenti sostanze oleose "bloccate per anni in operazione di bonifica per portare l'area in classe A" e renderla così fruibile dai cittadini. Un'operazione che sarebbe ancor più ardua nel caso delle torri Hamon, anche a causa della "vicinanza ad aree a rischio rilevante". Inoltre l'assessora rimarca come non sia presente "nessun tipo di vincolo da parte della Soprintendenza". Secondo Del Conte "non si poteva sospendere l'istruttoria" e oltretutto "salvarne una non va a cambiare le condizioni". L'ultimo richiamo è relativo alla questione di costi, spese e fattibilità per completare l'eventuale bonifica e ristrutturazione della seconda torre che, però, "non potrebbe essere utilizzata per usi diversi rispetto a quelli per le quali sono state costruite e pensate".

Decisamente contrariato dalla risposta il consigliere Ancisi che afferma: "Si continua a menare il can per l'aia". E aggiunge come si debba "far valere su Eni non l'autorità, ma la capacità di confronto che può avere il sindaco e l'Autorità Portuale". Per il consigliere civico quindi il mantenimento di una torre "non intralcierebbe l'attività" del futuro parco fotovoltaico. Il Comune per Ancisi dovrebbe quindi "chiedere a Eni di sopportare il costo per mantenere una torre - conclude - E' un monumento come Galla Placidia, come tanti altri".

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