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Giovedì, 26 Maggio 2022
Politica

Verranno dimezzati i consiglieri e gli assessori provinciali

Dal primo rinnovo degli organi di governo delle Province successivo alla data di entrata in vigore del decreto, il numero dei consiglieri provinciali e degli assessori provinciali sarà ridotto della metà

Un ordine del giorno, illustrato dal presidente della commissione consiliare affari istituzionali, Paolo Pirazzini, è stato approvato all'unanimità e sarà allegato alla delibera. Pirazzini, facendosi interprete degli orientamenti di tutti i consiglieri ha affermato che: "S'interviene unilateralmente e in modo estemporaneo sull'assetto degli organi collegiali della Provincia. L'effetto economico di queste misure è del tutto irrilevante ma è devastante quello politico perché si pregiudica la rappresentanza e si mette in discussione il rapporto tra eletti ed elettori."

L'assessore agli affari istituzionali, Paolo Valenti, ha illustrato la delibera: "Il Consiglio provinciale è chiamato soltanto a esprimere un parere al fine di recepire i contenuti della Legge n.148 del 14 settembre 2011. La conseguenza pratica è che, a decorrere dal primo rinnovo degli organi di governo delle Province successivo alla data di entrata in vigore del decreto, il numero dei consiglieri provinciali e degli assessori provinciali previsto dalla legislazione vigente sarà ridotto della metà, con arrotondamento all'unità superiore. Quindi il consiglio provinciale attuale sarà dimezzato e passerà dagli attuali 24 consiglieri a 12. Si tratta di un provvedimento che non porterà risparmi significativi dal punto di vista dei costi della politica ma ridurrà sensibilmente la capacità di rappresentanza dell'assemblea provinciale. Il territorio provinciale risulta suddiviso in 12 collegi: Bagnacavallo (comprendente i Comuni di Bagnara, Cotignola e Fusignano), Castel bolognese (comprendente i Comuni di Brisighella, Casola Valsenio, Riolo Terme e Solarolo), Cervia, Conselice (comprendente i Comuni di Alfonsine, Massa Lombarda e S. Agata sul Santerno), Faenza I e II, Lugo, Ravenna I, II, III e IV, Ravenna-Russi."

Nel corso del dibattito sono intervenuti i capigruppo:
Gianluigi Forte, Lega Nord: "Questa delibera non va nella direzione da noi auspicata che è quella del federalismo e della valorizzazione delle autonomie locali pertanto ci asterremo."
Tiziana Bandoli, Pd. "E' un passo indietro della partecipazione democratica. E' una legge dello Stato e dobbiamo applicarla nel migliore dei modi pur non condividendola affatto."
Nicola Staloni, Sel: "I collegi elettorali sono stati ridisegnati nel modo migliore possibile ma, in questo caso, il Governo centrale taglia costi irrilevanti e giusti della politica."
Gianfranco Spadoni, Udc: "E’ difficile avallare scelte e percorsi così antidemocratici. Gli enti locali invece hanno il diritto e il dovere di contribuire a un progetto di riforma che riguarda la vita delle comunità locali."
Tiziano Bordoni, Fds: "Il governo lede i diritti di rappresentanza del territorio e ci chiede un voto svuotato di valore. L'o.d.g. esprime adeguatamente tutto il nostro malessere e disagio."

Massimo Mazzolani, Pdl: "Manca un progetto di riforma istituzionale non più rinviabile anche se le forze politiche hanno posizioni diverse. L'o.d.g. è frutto di una mediazione positiva."
e il consigliere Rudi Capucci, Lega Nord: "L'o.d.g. dimostra che tutte le forze politiche hanno ormai assimilato il massimo rispetto per le autonomie locali che è da sempre un ideale della Lega Nord. Per questo proviamo disagio davanti a un consiglio ridotto a soli 12 consiglieri."

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