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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Politica

Ancisi (lpr): "Dopo le strade a pezzi, le infrastrutture pure"

Gli “impegni” del governo PD al suo candidato sindaco.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

Se questa fosse una città normalmente amministrata, la quarta inaugurazione della campagna elettorale del PD per il voto comunale del prossimo 12 giugno (due per ciascuno dei successivi candidati sindaco, finora), stavolta con la partecipazione straordinaria del Governo italiano, si sarebbe risolta in un boomerang beffardo. L'autorevole braccio destro del presidente Renzi, il suo sottosegretario Luca Lotti, incalzato dal candidato sindaco De Pascale, segretario provinciale del PD, sui due problemi di competenza diretta del Governo che più dilaniano la nostra città, ha infatti assunto, tra l'entusiasmo generale, i seguenti risibili "impegni".

VERSALIS
Su Versalis, non potendo smentire che sarà venduto ad un fondo finanziario americano il 70% della società, Lotti ha declamato che non deve essere perso nemmeno un posto di lavoro. Trascura però che oltre il limite temporale del mantenimento dei posti che sarà scritto nel contratto, a tutt'oggi cinque anni, chi possiede la maggioranza sociale è libero, per il diritto nazionale e internazionale, di decidere come crede. Altra cosa se avesse risposto, come chiesto a gran voce da sindacati e partiti vari, nonché dall'ordine del giorno di Lista per Ravenna, approvato all'unanimità dal consiglio comunale il 22 dicembre scorso, che la maggioranza resti in mano italiana, con intervento dello Stato tramite la Cassa Depositi e Prestiti. Il suo silenzio non è stato di chi acconsente, ma del pesce in barile.

LE INFRASTRUTTURE VIARIE
Sull'assenza di collegamenti viari decenti con l'Italia e l'Europa nord-orientali, che penalizza le economie portuali e turistiche su cui si regge la nostra città, Lotti ha elencato una serie di interventi a beneficio della regione Emilia-Romagna, senza poterne nominare uno per la Romagna che fosse a nord della via Emilia. Accantonata l'autostrada E45-E55 tra Orte e Mestre (del resto folle, per come concepita), il sottosegretario renziano ha detto che lui e il ministro delle Infrastrutture Delrio stanno cercando di "trovare modalità diverse per poter progettare e costruire pezzi di infrastrutture". Ha detto "pezzi", come lo stato delle strade urbane di Ravenna che ha percorso per arrivare a destinazione. Abbiamo dunque la certezza governativa di tenerci le infrastrutture che non abbiamo. Avremo forse, chissà quando, non meglio precisati "pezzi" di infrastrutture. Riguardo alle quali, peraltro, non si capisce cosa ci sia da studiare e progettare. I "pezzi" strategici per collegare Ravenna con le autostrade del nord-est sono quelli di completamento alla variante superstradale (dunque non a pagamento) della statale 16 Adriatica tra Ravenna e Ferrara, da cui ci si connette, tramite l'A13, con tutte le autostrade che raggiungono ogni parte d'Europa, ed in primis Mestre/Venezia. Mancano soltanto i due "pezzi" di 15,9 chilometri tra Ravenna e Alfonsine e di 16,5 tra Argenta e Ferrara. Il progetto, che già esiste, deve essere solo completato. Oltre ad essere ambientalmente sostenibile, risolverebbe, nel tratto Ravenna/Alfonsine, la grave emergenza di Camerlona, Mezzano e Glorie, attraversate, molto pericolosamente e con pesante inquinamento atmosferico ed acustico, dalla via Reale. La Romea 309 e l'Adriatica tra Ravenna e Ferrara potrebbero così essere vietate al traffico pesante.

Se poi si mettesse una mano sul cuore, il Governo si deciderebbe finalmente a sistemare la tragica tangenziale di Ravenna, così da collegare proficuamente l'E45 proveniente da Cesena con l'autostrada per Bologna, la superstrada stessa Ravenna-Ferrara e il povero porto di Ravenna. E il "pezzo" di variante dell'Adriatica sud a lato di Fosso Ghiaia, da collegare all'unico "pezzo" di infrastruttura statale realizzato a Ravenna da quando vi regnano gli epigoni del PCI, cioè la variante di Savio, per giunta maldestra, non si vuole proprio fare mai?

Alvaro Ancisi, capogruppo Lista per Ravenna

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