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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Politica

"Più che le casse di colmata dei fanghi si sperimentino i dragaggi ecologici"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

"Sui dragaggi del Porto di Ravenna siamo alle solite. Le casse di colmata rilasciano un sedimento indistinto e puzzolente, anche perché legato a una stagnazione liquida-chimico-batterica. Nessuno le vuole. Miscelando tutto il dragato, rendono inquinato l'intero sedimento di risulta, anche quello che in natura magari non lo sarebbe. È una soluzione preistorica, che ricorda tanto la serie animata televisiva: “Il treno dei dinosauri”. Sono un danno economico infinito nel tempo e l'esperienza a oggi lo evidenzia più che mai. In periodo elettorale c'è poi chi arriva a vincere il festival dello “sMarco”, come il nostro sindaco, che fino ad oggi se ne è fregato di questi problemi, da ultimo scaricando anche il presidente di autorità portuale. 

È necessario in primo luogo che Autorità portuale faccia uno sforzo per avvicinarsi ai cittadini, alle loro preoccupazioni di trovarsi un giorno circondati da enormi contenitori con emanazione di miasma non sopportabile. Apertura importante, che consentirebbe agli stessi cittadini il percorso inverso e un forte sostegno al suo Presidente. È il momento di dire a cittadini e autorità che la cassa di colmata non è l'unica soluzione tecnica, come dimostrò, in alcune interviste di un anno fa e passate sotto silenzio, l'arch. Daniele Vistoli, ex direttore della Cava Manzona Vecchia di Savio, esperto in dragaggi sperimentali.  Esistono nel mercato draghe che lavorano in assenza di casse di colmata, ad esempio quelle della classe "Decomar Pisa", che selezionano a bordo gli inerti e li rilasciano a terra asciutti ed in cumulo, all' 80% pronti, per classificazione, senza aspettare gli anni di maturazione delle casse di colmata, ad essere immediatamente posti sul mercato per tutti gli usi: compreso, per esempio, il ripascimento dei Lidi ravennati. Hanno, per il vero, una piccola cassa di colmata per gli scarti, ma di dimensioni risibili. Fra l'altro, senza dilungarci nei tecnicismi, lavorano in modalità di ecodragaggio, in linea con l’indirizzo strategico della Comunità Europea Ecoinnovation Action Plan 2020. Certamente sono in fase sperimentale, va valutata la capacità produttiva, usata tutta la prudenza tecnica, ma siamo di fronte ad una tale rivoluzione che non ci possiamo sottrarre di verificare, incoraggiare, contrastando, fra l'altro, i costi faraonici di smaltimento successivo delle alternative tradizionali.

L'avvio di una fase sperimentale di dragaggio di questo tipo, con draghe di questa classe o equipollenti, da attuare immediatamente, andrebbe sostenuta con misure regionali. Se la nostra Regione ritiene strategici la portualità per lo sviluppo economico e il Porto di Ravenna quale epicentro del subsistema trasportistico via acqua, non solo a parole,  la prima cosa da fare è autorizzare l’uso dei sedimenti di risulta dai dragaggi quale cava di prestito terrestre per tutte le opere pubbliche che abbisognino di inerti congrui, nel raggio economico di convenienza. Tale raggio va valutato nel raffronto fra costo degli inerti sul mercato libero+trasporto e costo di rigenerazione dei sedimenti portuali+trasporto meno eventuali contributi. Tutti i Comuni e Province interessati dovrebbero essere coinvolti e darsi da fare, anche con incentivi, ma soprattutto affrontando i problemi urbanistico/normativi eventualmente derivati, con un passo ed equilibrio diverso dal nulla attuale, dalla più totale inerzia programmatica, dal considerare Ravenna solo il Sud dell'Emilia. Proviamo a uscire dal solito provincialismo alla ravennate, facciamo recuperare al porto il tempo perduto in querelle ed errate strategie, se vogliamo che ritorni a essere competitivo e non solo con gli altri scali nazionali. Questo significherebbe abbandonare le metodologie che contrastano con il progresso tecnico, che ci consentirebbe di entrare in un'europa dalla “E” maiuscola".

Pasquale Minichini - Lista per Ravenna
 

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