Politica

Due morti sul lavoro in un giorno: "Le responsabilità della politica sono enormi"

Continuano le reazioni del mondo politico ravennate in seguito agli incidenti che sono costati la vita a due lavoratori nella giornata di giovedì

Una giornata nera per Ravenna e per il mondo del lavoro. Dopo la morte di Bujar Hysa, l'operaio di 63 anni deceduto al centro servizi della Marcegaglia, si è aggiunta anche la tragedia di un marinaio di 44 anni vittima di un incidente all'interno della sala macchine di una nave a 7 miglia nautiche dal Porto di Ravenna. Due lutti che non lasciano indifferenti il mondo politico ravennate. Dopo le prime reazioni alla morte dell'operaio in Marcegaglia, arrivano nuove considerazioni in seguito alla morte del lavoratore marittimo.

"Un secondo omicidio sul lavoro si è verificato poco prima delle 14 di questo pomeriggio, a poche ore di distanza dalla morte di Bujar Hysa alla Marcegaglia di Ravenna. Un marinaio di 44 anni ha perso la vita all'interno della sala macchine di una nave a largo del porto. Leggiamo commenti di chi sostiene che sono "incidenti", "cose che possono accadere". No! Un temporale, una grandinata è un "qualcosa che può accedere", una morte sul lavoro non accade, è sempre causata dalla mancanza di sistemi, dispositivi e norme di sicurezza sulle quali i padroni e le aziende preferiscono risparmiare denaro ed investimenti, sicura della propria impunità nel caso accada qualcosa di "spiacevole" ad un lavoratore - afferma Lorenzo Ferri, candidato sindaco per il Partito Comunista di Ravenna - Siamo in un paese capitalista, in cui il sistema politico e mediatico trasformano la responsabilità di una azienda per la morte di un lavoratore in una pura fatalità, qualcosa a cui assuefarsi, "tanto sono cose che capitano". Una pacca sulla spalla alle famiglie, un messaggio di condoglianze del Sindaco e delle autorità politiche, un appello vuoto e retorico alla sicurezza sul lavoro, e il discorso è chiuso. Tanto non ci possiamo fare nulla".

"No! Questa politica è responsabile, perché è una politica al servizio degli interessi privati delle aziende e non degli interessi collettivi dei lavoratori e dei cittadini - prosegue Ferri - E' un politica, quella a capo della giunta di Ravenna, che si dichiara di sinistra ma che non ha mai mosso un dito in favore dei lavoratori e per la sicurezza sui posti di lavoro e che di rosso, ahimè, ha solo la propria vergogna. Il Partito Comunista ha ben chiaro il cambio di rotta da imprimere ad una giunta comunale, quella di Ravenna, genuflessa e asservita allo strapotere padronale del sistema industriale locale, che tratta i lavoratori come muli da soma da spremere fino all'osso. La nostra politica sarà l'opposto, improntata in difesa dei diritti dei lavoratori e sempre col fiato sul collo alle grandi imprese. Questa mattanza deve finire, e per contrastarla servono investimenti per potenziare gli ispettorati del lavoro ed imporre regole ferree, controlli serrati e periodici, con multe salatissime, oltre che la richiesta di intervento della magistratura, in caso di violazioni evidenti ed incidenti gravissimi".

Ravenna in Comune: "Appurare l’incidenza dei cosiddetti incidenti sul lavoro"

La lista civica Ravenna in Comune chiede al Sindaco di fare "tutto quanto in suo potere perché sia garantito a tutte e tutti di tornare a casa al termine del turno di lavoro. Lo può fare non facendo finta di niente come invece ha fatto quando ha incontrato i due fratelli padroni di Marcegaglia e ha messo a loro disposizione la sala del Consiglio. Lo può fare non girandosi dall’altra parte come invece ha fatto quando i sindacati hanno chiesto appoggio nella tutela dei lavoratori scambiati come noccioline tra un cambio d’appalto e l’altro dentro Marcegaglia. Lo può fare “battendo un colpo” nell’Osservatorio per la Legalità e la Sicurezza sul Lavoro facendo accertare quanto “pesino” gli “incidenti” in Marcegaglia". 

"Giovedì è successo ad un lavoratore della Cofari colpito da un coil - prosegue Ravenna in Comune - Il 22 maggio era stata una pinza da 3 tonnellate a mancare un lavoratore. E poi ci viene in mente il marittimo precipitato in una stiva durante le operazioni portuali alla banchina lo scorso anno. A novembre si terrà a Ravenna il processo per un altro “incidente” alla Marcegaglia. Lo scorso anno si è concluso con l’assoluzione di tutti gli imputati il processo per la morte di un altro lavoratore di Cofari investito da due coil in un magazzino. Sempre nel 2020 altri due processi si sono conclusi con l’assoluzione di tutti gli imputati per “incidenti” alla Marcegaglia di Ravenna. Degli “incidenti leggeri” non sappiamo nulla, ovviamente. Non vanno sui giornali. È fondamentale appurare l’incidenza dei cosiddetti “incidenti sul lavoro” in relazione al numero di passaggi che intercorrono tra il padrone e il lavoratore. Più al padrone riesce di “allontanarsi” dal lavoratore e più aumenta il rischio di “incidente” e le probabilità di impunità.  Lo diciamo alla politica ravennate tutta: se l'andazzo continuerà come se niente fosse, potremmo ben dire che sono solo formali le esternazioni che sono state puntualmente espresse, come sempre succede, anche questa volta. Da giovedì Ravenna conta due morti di troppo: non è il fato e non è il destino e non è neanche una maledizione".

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