Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Politica

Fattorie didattiche, dalla Regione 720mila euro per l’educazione alimentare

Il bando mette a disposizione 719mila euro e si rivolge alle associazioni di fattorie didattiche o associazioni temporanee d’impresa con almeno una fattoria didattica tra i partner

“La conoscenza dei processi di coltivazione e di allevamento, l’approccio con chi si dedica con passione a mestieri tanto impegnativi che uniscono le tradizioni più ancestrali alle più moderne tecnologie e il contatto diretto con la natura sono una delle vie per promuovere l’educazione alimentare quella alla sostenibilità ambientale. È questo il principio alla base di un bando da poco aperto dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito del Programma regionale di Sviluppo Rurale 2014-20”. E' quanto afferma il consigliere regionale Pd Manuela Rontini.

Il bando mette a disposizione 719mila euro e si rivolge alle associazioni di fattorie didattiche o associazioni temporanee d’impresa con almeno una fattoria didattica tra i partner. Al loro fianco possono partecipare quali partner associati (non beneficiari), enti locali, istituzioni scolastiche, università, cooperative sociali, associazioni onlus e del volontariato, associazioni di promozione culturale e sociale, Gruppi di acquisto solidale, centri di educazione alla sostenibilità. Ai vincitori sarà concesso un contributo pari al 70 per cento sulla spesa ammissibile, compresa tra 15mila e 100mila euro. Le domande potranno essere presentate fino al 31 maggio 2017 sulla piattaforma informatica Agrea.

“La valorizzazione del settore primario passa anche attraverso la curiosità dei bimbi nel vedere come nascono e vengono lavorati i prodotti che sono delle vere e proprie eccellenze della nostra terra, come lo scalogno o lo squacquerone a marchio Dop. Nel territorio regionale - riporta Rontini - sono circa 300 le fattorie didattiche: un luogo di apprendimento che permette a tanti bambini e bambine di entrare in contatto con ciò che oggi risulta più difficile da conoscere, considerata la sempre più grande spinta all’urbanizzazione. Lì i bimbi, insieme alle loro famiglie, riscoprono le radici più profonde della nostra cultura e dall’altro lato, gli agricoltori che aprono le porte delle loro aziende, hanno l’opportunità di diversificare il proprio reddito e di dare visibilità a tutto il mondo agricolo”.

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