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Martedì, 27 Settembre 2022
Politica

Elezioni politiche 2022, Ferrero (FdI): "In Romagna non è impossibile vincere. I candidati? Ho dato la mia disponibilità"

Anche a Ravenna potrebbe arrivare una vittoria del centrodestra. Il coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia: "La fuoriuscita di Calenda dalla coalizione del Pd è un vantaggio per il centrodestra. E se si alleasse con Renzi sarebbe ancora meglio"

Una Romagna non più 'rossa'? Potrebbe anche succedere dopo le elezioni del 25 settembre. Questo sembra lo scenario presentato dal recente studio dell'Istituto Cattaneo che, analizzando le medie di tutti i sondaggi pubblicati, ha realizzato una doppia mappa relativa ai collegi uninominali di Camera e Senato e che vedono le province romagnole non più 'colorate di rosso', ma in situazione di partita aperta o addirittura di vantaggio per la coalizione di centrodestra.

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Si tratta ovviamente di previsioni e si riferiscono solo ai collegi uninominali che determineranno un terzo del nuovo Parlamento, ma lo scenario presentato dallo studio anche nel collegio ravennate rappresenterebbe una svolta epocale. La svolta, in particolare, sembra essere stata determinata dalla rottura del patto siglato fra il Partito Democratico e Azione a livello nazionale. Un accordo che, venendo meno, potrebbe togliere alla coalizione di centrosinistra guidata dal Pd, un vantaggio, almeno nel collegio di Ravenna, che fino a poco tempo fa sembrava certo e che aveva portato il segretario provinciale dem Barattoni ad auspicare l'elezione di un paio di candidati democratici ravennati alle prossime elezioni.

Ora però tutto potrebbe cambiare: si potrebbe andare incontro a una svolta politica epocale, come si augura Alberto Ferrero, consigliere comunale di Fratelli d'Italia a Ravenna e coordinatore provinciale del partito di Giorgia Meloni.

Ferrero, i sondaggi danno la coalizione di centrodestra ampiamente in vantaggio nel Paese e, in seguito alla rottura del patto fra il partito di Calenda (Azione) e il Pd, anche la Romagna sembra contendibile al centrosinistra. Secondo lei è uno scenario verosimile?

Tutte le volte che sono davanti a dei sondaggi, per quanto ottimistici, tendo a restare con i piedi per terra. Ovviamente un sondaggio che ti dà in vantaggio fa piacere, ma è anche vero che in Romagna siamo sempre partiti in svantaggio. Però in politica la parola impossibile va cancellata dal dizionario. Indipendentemente dai sondaggi, nessuna terra è impossibile da vincere. Anche la Romagna, se si lavora bene, con dedizione e impegno, può diventare una zona di maggioranza del centrodestra. Mi auguro che i concittadini romagnoli e ravennati si rendano conto che il Pd non sta governando benissimo. Non lo ha fatto solo a livello nazionale, ma anche se guardiamo alla situazione locale si può dire che si vive bene, nonostante il Pd.

Se guardiamo la mappa dei collegi uninominali formulata dall'Istituto Cattaneo, alla Camera pare ci sia una partita aperta fra centrodestra e centrosinistra, mentre al Senato sarebbe addirittura in vantaggio il centrodestra. Una situazione che sembrava incredibile fino a poche settimane fa? La rottura di Calenda può davvero pesare così tanto?

Anche il partito di Calenda, come tutti i partiti che di fatto non hanno una rappresentanza determinata dal voto, partiti che sono nati dentro al Parlamento, è difficile da pesare veramente. Io non so dire quanto possa valere dalle nostre parti. Indubbiamente anche un partito piccolo, nel momento in cui si stacca dal Pd porta via una dote di voti. Dove i collegi sono in bilico, anche pochi voti possono fare la differenza. Poi non so se questo ragionamento valga anche per i nostri collegi. Che la fuoriuscita di Calenda dalla coalizione del Pd sia un vantaggio per il centrodestra, questo è vero. E se Calenda si alleasse con Renzi, per me, sarebbe ancora meglio. Poi, ripeto, quello che fa veramente le differenza, è il costante lavoro su territorio, proporre idee credibili, concrete. Fatica e dedizione ti portano risultati migliori di qualunque frazionamento politico.

Si è già discusso dei nomi che presenterete alle elezioni?

Io la mia disponibilità a Giorgia Meloni l'ho data. Ora se ne discute a livello nazionale a Roma. Dovrà essere fatto un ragionamento sia per i collegi uninominali che per i plurinominali. In particolare, per i collegi uninominali si deve fare un ragionamento di coalizione. Penso che avremo le prime risposte dopo Ferragosto.

Una previsione. Quanti ravennati della coalizione di centrodestra spera di vedere eletti in Parlamento?

Spero tanti, ovviamente. Sono convinto che il territorio romagnolo verrà ascoltato. Il partito deve dare spazio a chi ha lavorato e strutturato il partito sul territorio. Dipenderà molto dal nostro lavoro, da ciò che abbiamo fatto e ciò che faremo durante la campagna elettorale.

I collegi elettorali in Romagna

La provincia di Ravenna è un unico collegio uninominale per la Camera dei Deputati. Altri posti per la Camera verranno assegnati dal maxi-collegio plurinominale della Romagna dove i 6 eletti saranno scelti, oltre che dai cittadini di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, anche da quelli della provincia di Ferrara. Differente la situazione per il Senato, dove Ravenna si dovrà contendere il collegio uninominale con la provincia di Ferrara. Si aggiunge poi il maxi-collegio plurinominale dove i 5 senatori eletti verranno scelti dai territori di Ravenna, Forli-Cesena, Rimini, Ferrara e Bologna.

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