Elezioni a Faenza, il comitato Massimo Isola: "Abbiamo una città nuova da pensare e realizzare"

La candidatura di Isola, già vicesindaco, a primo cittadino alle prossime elezioni previste per settembre è stata presentata giovedì mattina

La scelta di Massimo Isola quale candidato sindaco del centrosinistra per le elezioni amministrative 2020 a Faenza nasce "dalla priorità di costruire una alleanza larga e plurale, nella profonda convinzione che sia necessario un pensiero nuovo per Faenza, che abbia origine dall’incontro fra punti di vista diversi". La candidatura di Isola, già vicesindaco, a primo cittadino alle prossime elezioni previste per settembre è stata presentata giovedì mattina.

"La fase storica che stiamo vivendo richiede un progetto profondo per la città, che vada oltre un semplice accordo tra partiti e movimenti, un progetto in grado di garantire nuove idee, un nuovo paradigma, nuove parole chiave - spiegano dal comitato che sostiene la candidatura di Isola - Nessun pensiero politico è autosufficiente, e ogni alleato può e deve costruire una parte di questo progetto. In questo momento abbiamo due sfide, che hanno una loro autonomia e connessione. La prima sfida è subito: non avremo i “100 giorni” e su molti temi le cose succederanno velocemente o saranno già successe al momento del cambio di amministrazione. Si tratta, ad esempio, di ambiti quali la scuola, le imprese, la ripartenza delle attività sportive e culturali, la gestione della situazione socio-sanitaria attuale e l’essere pronti a gestire una nuova possibile fase di emergenza legata al Covid-19. La seconda sfida è quella del medio periodo. Il progetto che vogliamo costruire dovrà dare risposte a criticità storiche di Faenza e a nuove criticità, legate anche alla “rivoluzione” Covid-19. Abbiamo una città nuova, da pensare e realizzare, nel contesto di una epoca nuova, dove devono trovare spazio la nuova centralità del settore pubblico, così come la ricostruzione delle relazioni – “essere una comunità” – e la declinazione della partecipazione in tutti i percorsi amministrativi. In questo momento di grande cambiamento, legato anche alla situazione post Covid-19, dobbiamo essere in grado di costruire infrastrutture sociali, ancora prima che materiali".

Il programma della coalizione di centrosinistra nascerà da un lavoro di squadra. "Siamo consapevoli che per Faenza ci sono delle questioni di dettaglio, importanti nella vita delle persone, che vanno affrontate subito: dalla necessità di una nuova palestra per l’attività sportiva dei nostri ragazzi alla ricostruzione della Chiesa dei Servi e di Case Manfredi; dalla gestione del rapporto tra università e cantina a Tebano alla ripartenza dell’Università per Adulti, con i suoi oltre 1000 iscritti; dalla gestione di spazi come Palazzo del Podestà e il Complesso Ex Salesiani all’individuazione di nuovi spazi per la Biblioteca Manfrediana; dal lavoro nel settore della ceramica artistica, in un’ottica di internalizzazione, a quello per la cultura e il turismo, settori profondamente colpiti dall’emergenza sanitaria. Questi sono solo piccoli esempi, come potrebbero essercene altre centinaia: l’individuazione di questi punti specifici verrà realizzata dal gruppo di lavoro che si occuperà del programma".

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Nel frattempo il comitato ha individuato una serie di punti, di questioni più generali e di medio periodo, che vogliono siano alla base del programma della coalizione. "La scuola, nella profonda convinzione che l’unica occasione vera che abbiamo per scrivere un futuro migliore è mettere la scuola al centro. L’anno scolastico che sta per partire è stato definito “l’anno zero dell’istruzione”, e va affrontato sapendo che la scuola ha una funzione fondamentale per la costruzione di una nuova idea di società e socialità, che vogliamo tutelare e valorizzare in tutti gli ambiti, per tutti. La riorganizzazione dei servizi socio-sanitari, con il riequilibrio dei posti pubblici e privati, superando le criticità legate anche agli effetti dell’emergenza Covid-19 e alle disuguaglianze, oggi più larghe che in passato. Il riordino ospedaliero, attuando e superando le carenze del piano del 2017, affrontando le criticità del nostro ospedale. Lo sviluppo del territorio, con una nuova pianificazione urbanistica e accordi operativi a cui dare applicazione, ricercando costantemente la partecipazione della comunità nelle questioni urbanistiche. Il lavoro post Covid-19, con la creazione di strumenti a sostegno dell’occupazione, di incentivi per le imprese, di semplificazione dei processi burocratici, potenziando l’attrattività del territorio verso le imprese, una mobilità utile allo sviluppo e una maggiore porosità tra le imprese e il sistema scolastico. La questione ambientale come visione trasversale, che superi l’occasionalità di azioni e proposte e che coinvolga la mobilità, l’urbanistica, le riconversioni, le energie rinnovabili, la gestione dei rifiuti, lo sviluppo produttivo, i parchi urbani e la cultura. Smart city, con lo sviluppo di progetti trasversali di costruzione di una città intelligente, anche attraverso la creazione di un assessorato alla smart city. La traccia che guiderà il nostro lavoro in questo ambito così trasversale e strategico sarà l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. L’obiettivo è quello di affrontare con questa visione temi chiave come il trasferimento tecnologico, l’agenda digitale, lo sviluppo sostenibile, l’innovazione sociale, il rapporto tra università e imprese, la diffusione di una mentalità creativa di comunità. La nuova centralità delle reti che riguardano la nostra città: l’asse della Via Emilia, la Regione e naturalmente l’Unione dei Comuni della Romagna Faentina. Cultura, turismo e artigianato artistico, con la promozione della ceramica e dei patrimoni urbani, anche con l’obiettivo di candidare Faenza quale “Città Creativa Unesco”, e l’aggiornamento dell’identità di Faenza come città profondamente internazionale, legata alle proprie radici ma non in maniera folcloristica, e allo stesso tempo aperta e curiosa verso il mondo. Il Palio del Niballo e il sistema dei Rioni avranno un ruolo centrale in questo contesto. Il centro storico quale motore immateriale e materiale della città, tenendo insieme la sua valenza simbolica e identitaria e la sua potenzialità da un punto di vista commerciale. Il rapporto tra centro e periferie, declinato su Faenza, con il ricamo di un nuovo tessuto che tenga insieme il centro storico e le frazioni, la città e la campagna. La sicurezza, attraverso un piano che ci permetta velocemente di bonificare i luoghi critici, soprattutto nel centro storico, e di proseguire e migliorare le azioni intraprese negli ultimi anni (telecamere, varchi, coinvolgimento della cittadinanza attiva e del volontariato)".

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