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Elezioni a Faenza, Pini replica alla Lega Salvini: "Traditi gli ideali autonomisti e federalisti"

"Collaborare con chi ha tradito gli ideali autonomisti federalisti della Lega? Ma nemmeno sotto tortura. La parte comica dè che dimenticano che già da due anni e mezzo sono io ad aver chiuso"

"Collaborare con chi ha tradito gli ideali autonomisti federalisti della Lega? Ma nemmeno sotto tortura. La parte comica delle dichiarazioni di qualche personaggio in cerca di selfie è che dimenticano che già da due anni e mezzo sono io ad aver chiuso con la nuova lega salviniana. Non so di cosa si meravigliano": è la replica che arriva a stretto giro da Gianluca Pini, ex deputato della Lega Nord alla presa di posizione netta dei maggiori referenti forlivesi della Lega a Forlì, che hanno criticato Pini definendolo un "capitolo chiuso". Pini, infatti, non ha accolto nel 2018 il nuovo corso della Lega Salvini e non considera chiusa l'esperienza politica della Lega Nord.

Continua l'ex capo della Lega Nord in Romagna: "Certo, non avevo dubbi che Mezzacapo e Cintorino non capissero il concetto di dignità in politica, del resto il loro mentore non è da meno, ma li ringrazio comunque per aver sottolineato che la mia distanza dalla Lega di Salvini sia stata una scelta volontaria. Sono e rimango orgogliosamente un tesserato della Lega Nord, movimento nato pere fare il sindacato del Nord, non per votare il reddito di cittadinanza, scimmiottare la destra, baciare rosari o sostenere dittatori come Lukashenko. E se le sberle prese da Salvini e da Morrone dalle Regionali dell’Emilia Romagna ad oggi sono segnali di insofferenza del mondo leghista - quello vero - che non comprendono, peggio per loro. Io guardo avanti, al dopo Salvini. Perchè la questione settentrionale è nell'immediato futuro dell’agenda politica di questo sgangherato paese".


Ed ancora: "Riguardo la scena politica quindi non saranno di certo loro a decidere cosa succederà, anche perché per quanto l’ingresso nelle istituzioni li abbia resi arroganti e altezzosi ancora peggio di quelli di prima, è bene che si ricordino che per il ruolo che ricoprono al massimo possono decidere di sistemare un tombino o tagliare l’erba in un’aiuola; non di certo se e quando qualcuno riporterà al centro della scena politica la Lega Nord e la questione settentrionale che in tanti hanno tradito in cambio di un posto caldo e ben pagato. Sul livore infine, se ne avessi veramente, inizierei a metterla sul piano personale, e state sicuri che ne avrei da dire, a partire dal sig. Morrone il quale, da pavido qual è, non ha nemmeno il coraggio di rispondere di persona dei suoi fallimenti politici. Certo che se continuano a fare i fenomeni, qualche sassolino potrei cavarmelo veramente. Mi spiace solo che abbiano tirato in mezzo il mite Pompignoli, che so bene pensarla diversamente, ma evidentemente è stato costretto ad una prova di cieca fedeltà al leader per quieto vivere, cosa che la dice lunga sul clima da Corea del Nord che si vive dentro la Lega di Salvini", conclude.

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