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L'intervista / Cervia

Elezioni a Cervia: il 'grintoso' Massimo Mazzolani carica il centrodestra: "Vincere sarebbe epocale"

Il candidato sindaco del centrodestra a Cervia: "L'impegno sarà enorme, ma l'obiettivo che ho è migliorare la città, portare più redditività e occupazione, risolvere le problematiche che la città vive e soffre"

Grinta, motivazione e lavoro di squadra: sono queste le 'armi' che Massimo Mazzolani promette ai cittadini per migliorare Cervia negli anni a venire. Storica anima del centrodestra cervese, già consigliere comunale nelle file di Alleanza Nazionale e Pdl e consigliere provinciale, a 67 anni Mazzolani, di professione consulente finanziario, si presenta alle elezioni come candidato sindaco della lista civica 'Cambia con me', sostenuta da Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega.

In vista delle elezioni di giugno, abbiamo fatto qualche domanda al candidato sindaco.

Perché ha deciso di candidarsi?
È stata una decisione molto meditata e un po' sofferta, perché sono consapevole delle difficoltà che troverò e dell'impegno che dovrò portare avanti, così come i sacrifici che dovrò fare e far fare alla mia famiglia. Però nelle difficoltà io trovo gli stimoli. Amo la mia città, il mio paese, faccio parte di una delle famiglie più vecchie di Cervia, quindi l'amore per la città mi ha fatto prendere questa decisione. Di fronte a una richiesta e una sollecitazione da parte non solo di partiti ma di molti cittadini, anche in modo trasversale, non solo elettori di centrodestra, mi son detto: 'Massimo, tocca te'.

Cosa porterebbe delle sue diverse esperienze, politiche e non, nel governo della città, se venisse eletto?
Mi viene attribuita una grinta realizzativa unica: quando mi metto in testa una cosa arrivo a farla. Chiaramente l'obiettivo è risolvere delle problematiche date anche dalla trasformazione che la città subisce tra estate e inverno. L'impegno sarà enorme, ma l'obiettivo che ho è migliorare la città, portare più redditività e quindi occupazione, risolvere problematiche che la città vive e soffre, ma con l'intenzione di guardare avanti e non indietro.

Cosa significherebbe per lei una vittoria del centrodestra a Cervia, fino a oggi amministrata dal centrosinistra?
Serve intanto un grande impegno. Sarebbe un fatto epocale, dal dopoguerra ha sempre governato la città la sinistra o il centrosinistra, senza neanche andare mai al ballottaggio. Ho ringraziato i partiti intervenuti nel corso della mia presentazione, per avermi dato piena fiducia e anche piena autonomia decisionale. Questa era anche una condizione perché io accettassi. Sono sempre stato una persona libera, quindi mi prendo la responsabilità ma decido. 

Quali sono secondo lei le priorità da portare avanti e le criticità maggiori da risolvere a Cervia?
Oggi c'è una situazione della macchina comunale in cui sono rimasti solo due dirigenti di ruolo. Ci sono posti vacanti, dei capi servizio da individuare. Inoltre c'è da rimotivare un po' tutta la macchina comunale, perché si respira un'aria pesante ultimamente. C'è da dare una motivazione generale anche tramite gratificazioni. Credo di poter lavorare, come ho sempre fatto, facendo capire ai dipendenti comunali che se vogliamo bene alla nostra città e vogliamo migliorarla, allora dobbiamo lavorare insieme. Altrimenti è come avere una Ferrari senza motore, e non riuscirei a realizzare quegli obiettivi che mi sono proposto. Dopo di che, se vieni eletto, diventi operativo in luglio, con un bilancio preventivo già deciso dall'attuale Giunta: l'anno 2024 è insomma un anno di transizione per costruire poi la programmazione dal 2025 in avanti. C'è da andare a rivedere la situazione del bilancio, i contratti, le convenzioni. Sono convinto di trovare lì le risorse per migliorare il servizio. Io la bacchetta magica non ce l'ho, ma il mio sarà un impegno massimo per migliorare la città.

C'è anche un tema nazionale che sarà centrale per il futuro di Cervia: quello delle concessioni balneari. Qual è il suo pensiero su questo aspetto?
Dalle elezioni europee spero che questo Governo possa uscire rafforzato per poter incidere un po' di più sull'Europa in modo da ottenere qualche cosa di più da questa normativa europea. Dopo di che, dovrà fare i decreti attuativi che sono l'indicazione che tutti i comuni devono raccogliere. L'aspetto centrale è preservare i concessionari, poi bisognerà trovare un equilibrio su tutte le attività del territorio. Oggi è tutto molto schiacciato sulla spiaggia, ma sono convinto che si possa trovare il modo di mettersi a un tavolo e ragionare tutti insieme perché ci sia un equilibrio. Credo che sia il bene di tutti: se cresce tutta la città ne beneficiamo tutti, se cresce solo un settore, a discapito di un altro, a lungo andare nasceranno dei problemi. Sono convinto che si possa trovare la strada giusta.

Come sindaco si troverebbe anche a gestire numerosi lavori del Pnrr presentati e avviati dalla Giunta precedente...
Se parliamo del Parco urbano, dove hanno ottenuto delle risorse, o della ciclabile delle Saline, si tratta di fondi che arrivano e che vanno messi in campo. Poi valuteremo quello che ci sarà da fare, se serviranno delle modifiche... Una cosa sicuramente da fare è implementare l'ufficio Europa, perché le risorse arrivano dall'Europa e serve una capacità progettuale efficace ed efficiente.

Se fosse eletto, quale sarebbe la prima cosa che farebbe?
Tutti mi chiedono la manutenzione delle strade. Oggi per mettere a posto il territorio occorrono risorse che, sono sicuro, non ci sono. Quindi c'è da fare una programmazione pluriennale su questo. Ma ciò fa parte anche delle emergenze della città. La macchina comunale, le risorse, le convenzioni sono le prime cose che si dovranno fare per programmare. Penso anche che ci sono tanti piccoli interventi da fare. Penso per esempio alla mattonella del centro di Milano Marittima che è divelta da anni: questo non deve più succedere. Oggi non abbiamo più una squadra di manutenzione pronta, è rimasto solo un cantoniere. Tutto è appaltato, quindi si tratta di vedere come organizzare un servizio di questo tipo. Bisogna mettere in campo tutto. Ma la gente mi conosce: ho fatto per 19 anni il consigliere comunale, non sono uno che arriva e fa disastri. Si tratta di migliorare e coinvolgere le persone. Si deve ritrovare la coesione nella programmazione e nella voglia di fare bene per la nostra città.

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