Elezioni, De Pascale sul tema della sanità: "Ragionare in logica cooperativa"

De Pascale ha spiegato la sua visione sul ruolo dei servizi sanitari a Ravenna, in particolare ha sottolineato la necessità di collaborazione tra i diversi poli del territorio dell’area vasta della Romagna.

La sanità a Ravenna e in Romagna è stata il tema al centro del confronto che si è martedì ieri sera tra Michele de Pascale, candidato sSindaco del centrosinistra per le prossime elezioni amministrative e Sergio Venturi, assessore alle politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna, nei locali del comitato elettorale di via San Mama. De Pascale ha spiegato la sua visione sul ruolo dei servizi sanitari a Ravenna, in particolare ha sottolineato la necessità di collaborazione tra i diversi poli del territorio dell’area vasta della Romagna.

“Nei prossimi anni se i romagnoli vogliono garantire la capillarità del servizio sanitario e un livello di eccellenza alto, non devono vivere il territorio in una logica competitiva, ma devono vivere l’offerta sanitaria in una logica cooperativa - ha evidenziato -. E’ necessario lavorare per avere quattro principali presidi ospedalieri (Ravenna, Forlì, Cesena e Rimini, ndr) nei quali saranno sviluppati i servizi di medio/alta qualità. Ciascuno dei quattro presidi avrà inoltre vocazioni diverse per garantire il massimo livello di specialità. Il progetto dell’Ausl Romagna è l’unico che può porsi l’obiettivo di tenere in Romagna livelli di specialità su un piano nazionale, europeo e anche internazionale”.

De Pascale ha inoltre posto l’accento sulla definizione del ruolo e delle vocazioni dell’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna, nell’ambito dell’area vasta della Romagna, come per esempio il settore cardiovascolare il cui coordinamento è attualmente affidato a Rimini, e lo sviluppo dell’onco-ematologia, eccellenza della città. Il candidato sindaco ha poi espresso la volontà di mettere in campo un’azione politica la cui finalità sia quella di qualificare l’ospedale in tutte le sue specialità nella prossima conferenza socio-sanitaria. Prima di tutto attraverso la nomina di un direttore sanitario dell’ospedale di Ravenna “che permetta di realizzare un periodo di programmazione significativo e dare risposte ai tanti temi che arrivano dal dibattito pubblico”.

“L’altro grande elemento su cui vogliamo lavorare nei prossimi anni, è quello della medicina del territorio - continua de Pascale -. Negli ultimi mesi a Ravenna abbiamo concluso l’accordo per la realizzazione delle case della salute, con priorità a quei territori che non hanno un ospedale come la zona nord di Sant’Alberto e la zona sud di San Pietro in Vincoli. La casa della salute, come struttura sostitutiva dell’ospedale, deve andare a intercettare quella domanda che si rivolge oggi al pronto soccorso e quindi deve essere prevista tanto nel forese quanto nel centro. L’obiettivo dei prossimi cinque anni, se saremo eletti, sarà quindi di definire con precisione tutta la mappa delle case della salute del nostro territorio e di realizzarle”.

Sul ruolo che Ravenna dovrebbe avere nell’area vasta, l’assessore Venturi ha concordato in pieno con De Pascale sulla necessità di un lavoro di cooperazione con gli altri poli romagnoli e della definizione di vocazioni specifiche. L’assessore inoltre, rispondendo a diverse domande poste dal pubblico in sala, costituito soprattutto da medici e professionisti del settore, ha fatto il punto su alcuni temi fondamentali per la definizione di Ravenna nell’area vasta.  In merito alla cronicità delle patologie legate all’invecchiamento, Venturi, ha previsto la ripresa della medicina d’iniziativa, per garantire ai malati cronici l’accesso alle cure: “Stiamo provando a inserire nella convenzione nazionale il tema della medicina d’iniziativa, ed è quello che dobbiamo introdurre nelle case della salute. La direzione degli investimenti si sta spostando progressivamente dagli ospedali ai territori”.

Sul tema del precariato del personale sanitario, l’assessore ha rilevato la necessità di investire sulla stabilizzazione di quest’ultimo e ha annunciato l’organizzazione di concorsi pubblici, tenendo in conto delle specifiche esigenze dei diversi territori. Ravenna si aggiudica inoltre un punto di merito sulla gestione delle liste d’attesa: “La Romagna non è tutta uguale sul tema delle liste d’attesa; a Ravenna i dati di aprile sul rispetto dei tempi di attesa delle prestazioni mediche non rappresentato il 98% annunciato dal presidente Bonaccini, ma bensì il 100%. Oggi nel distretto di Ravenna questo dato è garantito, ma sei mesi fa non era affatto un risultato scontato”.

Venturi ha sostenuto la visione di de Pascale con un’attenzione particolare all’assistenza territoriale rappresentata dalle case della salute. Secondo l’assessore “quello che ci caratterizzerà sempre di più, se vogliamo avere una sanità moderna, è lo sviluppo di centri territoriali. Dobbiamo recuperare il tempo perduto nella città rispetto al tema delle case della salute che devono diventare il punto di accesso fondamentale ai servizi della comunità. Penso che Ravenna abbia tutte le caratteristiche per compiere al meglio questo investimento sul territorio e per individuare le funzioni per le quali può diventare un riferimento per la Romagna e anche per la Regione nel suo complesso”.

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De Pascale ha concluso il dibattito ribadendo l’esigenza di un rinnovamento: “Penso che per Ravenna debba iniziare una fase nuova con l’azienda sanitaria Romagna e con la Regione. Il nostro auspicio è di creare un progetto in cui valorizzare tutte le risorse di cui disponiamo. Abbiamo l’ambizione, in merito ad alcune specialità importanti, di dare inizio a una riflessione che ci tenga tutti uniti. Il ruolo del sindaco è acquisire le competenze per intrattenere un dialogo costante con i professionisti del suo territorio e avere un disegno strategico sulle finalità dei servizi. I punti che sono stati dibattuti spero siano un inizio per costruire un dialogo con il mondo della sanità ravennate affinché il livello dei servizi faccia un passo avanti”.
 

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