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Martedì, 21 Maggio 2024
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Elezioni, Enzo Minardi: "E' falso che il Comune di Castel Bolognese ha le tasse più basse della provincia"

"Il Comune di Castel Bolognese ha assicurato il rigore dei conti ma ha dimenticato l’equità e la crescita, ha pensato a se ma si è dimenticato i cittadini".

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

"Il bilancio di un comune è come una piccola legge finanziaria, deve perciò coniugare il rigore con la crescita e l’equità. I bilanci del comune di Castel Bolognese degli ultimi due anni hanno sicuramente centrato il primo obiettivo (rigore), ma completamente dimenticato gli altri due (crescita e equità). Le maggiori entrate (passate da 5,5 milioni a 8 milioni di euro) sono esclusivamente derivate da un aumento delle entrate tributarie (passate da 3,5 milioni a 5,5 milioni di euro), venendo meno al principio del contenimento della pressione fiscale.
La perfetta corrispondenza fra entrate da IMU e da TASI, dimostra inoltre che non vi è stato alcun trasferimento della pressione fiscale dal lavoro alle cose e consumi.

Mentre quasi tutti i comuni della provincia optavano per una aliquota Tasi al 2,5%, Castel Bolognese fissava una aliquota sulla prima casa al 3,3%. Non prevedendo peraltro aliquote differenziate in ragione del valore catastale del bene. D'altronde, che per il Comune di Castel Bolognese i cittadini siano tutti uguali sotto l’aspetto reddituale era già evidente nell’applicazione dell’addizionale IRPEF (0,5%), solo apparentemente tra le più basse della provincia. Per tale imposta, infatti, non sono previste soglie di esenzione, a differenza della maggior parte dei comuni della provincia (a Lugo arriva a 11.500 euro), ne tantomeno aliquote progressive (es. Faenza e Solarolo). Dove è l’equita?

Tra il 2012 e il 2013 le entrate tributarie a Castel Bolognese sono aumentate del 60%, passando da 3,5 milioni a 5,5 milioni di euro. L’incidenza sulle entrate totali del comune è passata dal 61% al 69%, più alta della provincia. A Castel Bolognese le entrate da imposte, tasse e tariffe rappresentano l’87,4% dell’intero “fatturato”, percentuale più alta di tutta la provincia (es. Faenza si ferma al 58%), ma l’aspetto più grave è che tali disponibilità finanziarie sono quasi esclusivamente assorbite dalla spese corrente (88,9%, più alta della provincia, es. Faenza è al 59,2%), che è passata da 4,9 milioni di euro del 2012 a 7,1 milioni di euro del 2013. Niente spese per investimenti e allora niente crescita. Il Comune di Castel Bolognese ha assicurato il rigore dei conti ma ha dimenticato l’equità e la crescita, ha pensato a se ma si è dimenticato i cittadini".

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