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Domenica, 16 Giugno 2024
Politica

Elezioni Europee, intervista a Masperi (Azione): "Serve meno burocrazia e più coraggio per decisioni che possono dividere"

L'avvocatessa ravennate è candidata nella lista Azione - Siamo Europei. "Indispensabile una politica di difesa comune per evitare che le superpotenze scelgano strade e conflitti che in un attimo ci coinvolgeranno"

I prossimi 8 e 9 giugno anche nel territorio locale, come in tutta Italia, si vota per le Elezioni Europee, che dovranno disegnare il nuovo Parlamento Europeo. Si vota sabato 8 dalle 15 alle 23, e domenica 9 giugno dalle 7 alle 23. L'Italia elegge 76 eurodeputati, scelti in cinque circoscrizioni. Subito dopo la chiusura delle urne inizierà lo spoglio delle schede per determinare i nuovi parlamentari europei italiani.

Per le Elezioni Europee l'Italia è suddivisa in 5 circoscrizioni. L'Emilia-Romagna è inserita nella circoscrizione Nord-Est che complessivamente elegge 15 eurodeputati. La circoscrizione comprende anche Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. I candidati provenienti da Ravenna sono nove. RavennaToday li ha intervistati in vista del voto: oggi è il turno di Valeria Masperi, avvocatessa ravennate - svolge la libera professione prestando assistenza legale a società bancarie - e Cavaliere al merito della Repubblica Italiana, candidata nella lista Azione - Siamo Europei. Masperi, molto attiva nel sociale, è socia fondatrice dell’Associazione Benigno Zaccagnini e Presidente dell’associazione onlus “Il volo di Martina”, fondata per sostenere una bambina nata con una grave patologia genetica.

Elezioni Europee 2024, la guida completa: quando, dove e come si vota

Come sta procedendo la campagna elettorale? Quali richieste emergono dai cittadini all'Unione Europea?
Per quanto mi riguarda, se da un lato noto un certo disinteresse nel dibattito politico sulle tematiche europee, incentrato piuttosto prevalentemente su argomenti e questioni di carattere nazionale, la campagna elettorale mi permette invece di incontrare moltissimi elettori e cittadini curiosi e coinvolti sulle problematiche delle elezioni europee e su cosa vuol dire essere europeisti. Sono iscritta al Pri e gli ideali di Mazzini sono sempre stati un mio riferimento ineludibile, ma faccio parte anche della Associazione Zaccagnini che vuole mantenere vivo l'altro senso etico e morale che della politica in genere ebbe Zaccagnini e gli ideali che lo stesso condivise con La Malfa in seno all'Assemblea Costituente, ideali di lealtà ai principi della Costituzione, dell'Occidente e dell'Europeismo. La storia insegna quanto ci sia in comune nell'ispirazione laica e cattolica che può esser d'aiuto anche alla cultura europea: la difesa dell'impresa, la libertà d'opinione, il no al premierato e quindi il sostegno al Presidente Mattarella come esempio anche per l'Europa, la nostra Costituzione che deriva dai patrioti del Risorgimento e dal sacrificio per l'Italia libera. Tutti questi sono valori che  consolidano e rafforzano la convinzione che vanno realizzati gli Stati Uniti d'Europa con il superamento degli egoismi nazionali in una effettiva cooperazione fra i cittadini e gli Stati membri.  

Quali sono le proposte che il suo partito intende portare in Europa?
Le proposte del partito repubblicano partono dal richiedere decisioni più mirate e veloci sui grandi temi di competenza europea. Va pertanto rivisto e abolito il diritto di veto che alcune Nazioni impongono oggi: le decisioni all' unanimità non sono più realizzabili in una Unione Europea fatta di 27 Stati e che presto si allargherà ulteriormente. Sosteniamo poi la visione di un bilancio comune e il completamento dell'Unione Bancaria che ha realizzato la Vigilanza Unica, ma che deve realizzare anche l'uguaglianza delle regole di diritto bancario finanziario e tributario affinché ci sia omogeneità nei comportamenti bancari dei Paesi della Comunità Europea e ci siano tasse identiche fra identiche attività imprenditoriali

E un progetto a lei particolarmente caro che intende sostenere se eletta?
Il sostegno alla formazione dei giovani, studenti, universitari, tecnici: debbono avere nella loro terra ed in tutta Europa il massimo sostegno non per emigrare, ma per costruire le condizioni di una vera competitività nell'economia e nello studio a pari condizioni ovunque. 

Una delle maggiori polemiche di questo voto europeo è la discesa in campo dei leader di partito, per misurarsi nel gradimento nazionale più che per andare al Parlamento Europeo. Cosa ne pensa?
Ogni leader di partito si assumerà la responsabilità di far parte o meno del Parlamento Europeo una volta eletto, cosa che io reputo indispensabile, ma dobbiamo anche dare un contributo in questa campagna elettorale alla conoscenza dell'Europa e dei suoi strumenti e per questo il ruolo di tanti politici in questi giorni è utile e spero stimoli la partecipazione al voto. 

Cosa occorre secondo lei per rendere l'Europa più forte?
Meno burocrazia e più coraggio nell'assumere decisioni che possono anche dividere, come la difesa dell'Ucraina e il fornire armi a popolazioni a rischio della libertà; sono argomenti e impegni che non ammettono mediazioni politiche, ma vanno attuati. 

Difesa comune ed emergenza climatica saranno i grandi temi del prossimo parlamento Europeo: condivide queste priorità o ce ne sono anche altre a suo giudizio?
Difesa comune anzitutto, siamo a rischio di guerre fratricide in una Europa che ormai riteneva di aver consolidato la pace, e quindi se non sarà possibile nell'immediato realizzare un esercito europeo è peraltro subito indispensabile una politica di difesa comune per evitare che le superpotenze scelgano strade e conflitti che in un attimo ci coinvolgeranno e ci renderanno sempre più deboli e aggredibili da ogni lato. E poi va sostenuto il grande tema della emergenza climatica che va affrontato velocemente con competenza e responsabilità, ma con concretezza dei tempi di realizzo.   

Parliamo anche della realtà locale. Ravenna è la provincia da cui parte. È una realtà "europea"? Cosa si potrebbe fare per renderla più europea?
Il mio impegno è finalizzato ad affrontare, oltre che i temi istituzionali, anche le varie problematiche che la Romagna e Ravenna presenta all'Europa: il miglioramento di ogni collegamento viario e ferroviario, il sostegno all'industria dell'energia che rappresenta per noi una grande opportunità, la salvaguardia dell'agricoltura e delle imprese turistiche contro ogni rischio di assorbimento dei grandi capitali che non tengono conto dei sacrifici della nostra imprenditoria e dei nostri agricoltori. E poi il nostro porto, l'aeroporto di Forlì, il nostro polo Universitario, tutte realtà sulle quali dobbiamo far convergere  l'attenzione europea con scelte condivise.

La provincia di Ravenna è stata martoriata dall'alluvione di un anno fa. Von Der Leyen nella sua visita di gennaio a Forlì promise 1,2 miliardi di Pnrr aggiuntivo per la ricostruzione. Si assume l'impegno di monitorare quest'importante cifra affinché arrivi effettivamente sul territorio?
Certo, è un dovere morale quello di far sì che le risorse europee del dopo alluvione servano effettivamente alle nostre terre ed a chi è stato così duramente colpito, altrimenti l'Europa perde di credibilità e con esso tutti suoi organismi.

In cosa può beneficiare Ravenna in particolare dalle politiche europee per essere più competitiva?
Nuove vie di comunicazione come la E55 di cui si parla da trent'anni, sostegno alla competitività del nostro porto così come degli aeroporti della Romagna, uscire dalla logica di un'agricoltura martoriata dalle leggi d'Europa ma rilanciata come meritiamo, e infine l'utilizzo delle risorse energetiche italiane che non può essere più frenato, perché i Paesi dell'altra sponda dell'Adriatico se ne stano impossessando a scapito nostro.

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