Elezioni, Bentivogli (Sinistra per Ravenna): "Alla paura anteponiamo la sicurezza dei diritti di tutti"

" Se vince la Destra a naufragare sarà il nostro senso civico, il rispetto dell’individuo e delle sue libertà, la pietà per i più bisognosi, per questo il 19 giugno voterò Centrosinistra".

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

"La campagna elettorale per le amministrative è stata, ed è tutt’ora, caratterizzata da due livelli. Quello locale, che riguarda esclusivamente i candidati sindaci e la loro idea di città; l’altro che investe la politica nazionale, il cui unico argomento, del confronto politico, sembra essere il binomio migranti-sicurezza. Due temi uniti meschinamente insieme, un po’ ovunque, dalla Lega Nord e dal Centrodestra che sono, localmente, pilastro portante della campagna elettorale di Massimiliano Alberghini, il quale sottoscrive che «gran parte dei reati più odiosi sono legati all’immigrazione, prevalentemente extracomunitaria o dei finti profughi».

In questo modo si legittimano paure ataviche, si offrono all’opinione pubblica retoriche nazionaliste i cui riverberi potrebbero avere ripercussioni catastrofiche sulla tenuta sociale ed economica delle singole comunità. A tal proposito è opportuno ricordare che per secoli la prerogativa degli Stati moderni coincise con la difesa del territorio dalle minacce militari straniere e con la protezione dell’economia domestica attraverso l’imposizione di dazi al commercio internazionale. I confini erano giuridicamente misurabili perché su di essi lo Stato esercitava la sua sovranità. Oggi questa visione è di fatto superata dai processi di globalizzazione economica e culturale, tuttavia i migranti sono visti come una minaccia, e su questa si è riorganizzata la politica comunitaria in difesa di quei confini extra- nazionali, chiamati sui libri di storia «zone cuscinetto» in quanto caratterizzati non da una linea di confine ma da uno spazio dilatato e compreso tra più territori che godono di sovranità.

A esercitare il diritto, coercitivo, su questi luoghi è l’agenzia Frontex, braccio armato di una politica che strumentalizza le paure dei cittadini comunitari, la cui azione è volta esclusivamente al respingimento dei migranti dalle frontiere d’Europa.  Sicurezza e ordine pubblico sono così diventati il leitmotiv di questa campagna elettorale. Di sicurezza parlano la Lega Nord e il centrodestra, strumentalizzando il tema dei flussi migratori, presentato come fuori controllo e con il quale attraggono, in modo assai populista, le incertezze derivate dalla crisi del modello socio-economico degli ultimi anni. I richiami, demagogici, all’«invasione» sono quotidiani e indiscriminati senza alcuna distinzione tra migranti, profughi e criminali. Si direbbe che l’interesse dei partiti di destra, non solo in Italia ma anche nel resto d’Europa, sia rappresentato dai migranti o, come definiti da alcuni leader europei, gli «indesiderabili» sui quali scatenare odio e paura. 

Ma chi sono questi «indesiderabili», da dove provengono e perché? Non vi è giorno in cui non si faccia uso dell’aggettivo «clandestino», cioè di cose fatte di nascosto, senza l’approvazione o contro il divieto delle autorità, con l’aggravante, prevalentemente mediatica, di esportare il terrorismo jihadista. Questi «indesiderabili» sono prima di tutto uomini, donne e bambini in fuga. In fuga da guerre, persecuzioni e povertà, la cui unica colpa è forse quella di non essere morti in Siria, Iraq, Yemen, Libia, Nigeria, Sud Sudan, Burundi, Lago Ciad, Somalia, etc. etc., dove non è solo la recrudescenza della guerra civile a colpirli, ma anche l’intolleranza dei gruppi jihadisti. Non mancano in questo elenco l’Afghanistan, interessato da una guerra decennale, o il conflitto tra Ankara e il PKK. Uomini, donne e bambini, affogati nel Canale di Sicilia per il semplice quanto naturale fatto di volere una vita normale, lontana da guerre, fame, torture, violenze, stupri, etc. etc. Dall’inizio dell’anno i morti annegati nel Mediterraneo sono stati 2510 (dato Unhcr a maggio 2016), di questi oltre trecento i bambini. Per quelli giunti in Europa dal Nord Africa o dalle coste della Turchia si aprono i centri di identificazione, il più delle volte veri e propri lager dove si muore psicologicamente per una seconda volta. «L’Europa deve fare di più», ripetono in coro a destra, «L’Italia è da sola a contrastare questa ondata», salvo poi scoprire che ad accogliere chi sbarca non è l’Italia ma paesi quali Germania, Francia e Svezia. Ma questi dati forse non interessano, occorre far presa sulle menti di chi è stanco della politica nazionale, della crisi economica, della povertà che sempre più riguarda ampie fasce del Paese. Ecco allora servito il capro espiatorio, come la storia spesso non insegna, poiché la si studia e non la si comprende.  

Forse abbiamo tutti dimenticato che il più grande esodo della storia moderna è stato quello degli Italiani. A partire dal 1860, anno della proclamazione del Regno d’Italia, e fino al 1970, il nostro paese ha visto emigrare circa 24.500.000 connazionali. Tra le cause vi è la povertà generata dalla crisi agraria e poi dalla sofferenza dell’industria nazionale. Tale fenomeno riguardò tutte le regioni italiane, a partire da quelle settentrionali per poi toccare quelle meridionali. Si stima che tra il 1876-1900 e il 1901-1915 dalla sola Emilia-Romagna partirono circa 690.000 persone. Secondo la Fondazione Migrantes negli ultimi dieci anni i flussi dall’Italia sono cresciuti del 49,3%, con un aumento nel 2014, anno in cui sono emigrati 101.297 italiani, molti dei quali laureati. L’accostamento migrante-criminale a noi non piace, non lo erano i nostri antenati, né lo sono i figli di quest’Italia che hanno preferito migrare all’estero in cerca di un futuro migliore dove il titolo di studio risulta essere più efficace per chi è in cerca di un lavoro. Se vince la Destra a naufragare sarà il nostro senso civico, il rispetto dell’individuo e delle sue libertà, la pietà per i più bisognosi, per questo il 19 giugno voterò Centrosinistra".

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