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Elezioni, il Pd festeggia: "Vinto grazie a unione e rinnovamento". E ora si pensa già alle Regionali

Dopo la vittoria in 13 comuni su 14 del Ravennate, il Pd esulta: "Questa vittoria è esito di un lavoro di squadra". Per il dopo-Bonaccini rimane in campo l'ipotesi De Pascale, anche se Barattoni commenta: "Se ne discuterà a livello regionale"

"Una grande soddisfazione per il Pd della provincia di Ravenna, sia per il risultato delle europee che per quello delle amministrative. Abbiamo vinto, siamo stati uniti e siamo stati capaci di rinnovarci". Con queste parole questa mattina il segretario provinciale del Partito Democratico, Alessandro Barattoni, ha commentato il risultato delle elezioni dell'8-9 giugno che hanno consegnato al centrosinistra la vittoria in 13 comuni sui 14 chiamati a rinnovare la carica di sindaco nel Ravennate. Tra i 13 neosindaci, fa notare il segretario, l'età media è sotto i 40 anni: "Hanno fatto delle campagne elettorali molto coinvolgenti e condotte fra la gente - ha aggiunto Barattoni - Abbiamo tenuto insieme coalizione politica e civismo".

Il Pd di Ravenna commenta il risultato delle amministrative 2024 (foto Massimo Argnani)

Tra i grandi risultati quello di Conselice, con il giovane Andrea Sangiorgi che trionfa nonostante la sua elezione fosse ritenuta in dubbio, ma anche quello di Valentina Palli, rieletta sindaca di Russi con il 75% delle preferenze. "Questa vittoria è esito di un lavoro di squadra", rileva la stessa Palli, che però avverte: "Tante soddisfazioni equivalgono a tante responsabilità. Ottenere tanta fiducia dai cittadini significa essere chiamati a rispondere a questa fiducia". Per questo la sindaca e vicepresidente della Provincia assicura in primis il proprio impegno sul tema dell'alluvione: "Un argomento strumentalizzato, anche in maniera becera, durante la campagna elettorale - ha detto - Queste percentuali ci restituiscono la necessità di vigilare sui nostri territori, di pretendere e ottenere quel 100% dei rimborsi che un anno fa è stato promesso dal Governo". Su questo Palli si rivolge in particolare alle parole del viceministro Bignami. "Dobbiamo essere all'altezza delle sfide che i cittadini ci hanno proposto. Dobbiamo lavorare per una Romagna quale posto sicuro, del buon vivere e dove l'alluvione non va messa nel dimenticatoio". 

E ora si pensa alle Regionali di novembre

Barattoni sottolinea anche "lo straordinario risultato di Bonaccini" alle europee. Ma con l'entrata del presidente dell'Emilia Romagna in Europarlamento si apre ora la questione delle elezioni Regionali, che si terranno nel prossimo novembre, e in particolare sul nome del successore di Bonaccini. Tra i papabili "eredi" potrebbe infatti esserci il sindaco Michele De Pascale, attualmente in carica nella città dei mosaici fino all'autunno del 2026. "Oggi siamo molto soddisfatti e non pensiamo di aprire la discussione oggi - ha affermato Barattoni - Oggi con la Regione si finisce un ciclo politico", mentre sul nome del futuro candidato dem alle Regionali "si farà sintesi a un altro livello". Parole che non confermano, né smentiscono un eventuale impegno di De Pascale come futuro candidato alla presidenza dell'Emilia Romagna. Il Pd di Ravenna, dal canto suo, continuerà a porre il tema di una "Romagna sottorappresentata" in Regione con soli 9 consiglieri sui 40 totali.

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Le critiche al centrodestra

Il Pd esulta, ma allo stesso tempo riserva qualche stoccata al centrodestra che è riuscito a confermare l'unico sindaco in carica sul territorio ravennate, Pederzoli a Brisighella, vincendo per soli 19 voti. La sindaca Palli mette in luce soprattutto "l'arroganza amministrativa" di una certa parte del centrodestra. "Prima di festeggiare bisogna costruire un progetto, costruire una squadra, guardare al futuro - continua la sindaca di Russi, che vanta una squadra di consiglieri con un'età media inferiore ai 40 anni - Serve la volontà di governare come si deve. Questo è il motivo per cui vinciamo in 13 comuni su 14". La sindaca critica anche la tattica che il centrodestra avrebbe adottato, celandosi spesso dietro liste civiche, e nella mancanza di amministratori realmente preparati: "La classe dirigente va costruita gradatamente, non ci si improvvisa nell'anno delle elezioni, dopo 5 anni di nulla completo".

Sullo stesso tono conclude Barattoni: "Per anni si diceva che reggevamo solo grazie ai voti dei pensionati, in realtà i dati ci dicono che tanti voti arrivano proprio dagli under 35. Noi ci siamo rinnovati, loro invece sono nostalgici e basta". Innegabile per il segretario provinciale anche "un effetto Schlein importante", manifestatosi fra l'altro nella "composizione variegata" delle liste elettorali del centrosinistra.

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