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Martedì, 4 Ottobre 2022
Politica

Elezioni politiche, intervista a Mauro Bertolino (NcI): "Stop all'assistenzialismo e più fondi per le aziende"

Favorevole al rigassificatore, il candidato di Noi con l'Italia sostiene la necessità di puntare su nuove estrazioni: "C'è tanto gas nell'Adriatico, se non lo estraiamo noi lo fa qualcun altro e poi ce lo rivende"

Una nuova spinta per il settore oil&gas, una revisione del reddito di cittadinanza e maggiori fondi a favore delle imprese. Queste sono alcune delle proposte avanzate da Mauro Bertolino, candidato di Noi con l'Italia nel collegio plurinominale della Camera romagnolo, che comprende le province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e Ferrara alle prossime elezioni politiche. Nato 49 anni fa a Caserta, Bertolino ha vissuto a Milano fino ai 18 anni, mentre da circa 30 anni vive a Ravenna. Diplomato come tecnico dei servizi sociali, svolge il lavoro di consulente tecnico nel settore oil&gas. In passato ha militato per anni in Forza Italia, per poi passare ad Alleanza di Centro con la quale nel 2021 si è candidato per la carica di sindaco di Ravenna. Da maggio 2022 è coordinatore provinciale di Noi con l'Italia.

In vista delle elezioni, abbiamo fatto qualche domanda al candidato.

Com'è nata questa candidatura?
La mia candidatura è nata in seguito alla richiesta della dirigenza regionale di Noi con l'Italia che ha deciso di candidare me su Ravenna. Ho subito accettato la proposta per portare contenuti e voti al partito e alla coalizione di centrodestra alle prossime elezioni.

Quali sono i temi di cui dovrà occuparsi in via prioritaria il nuovo Governo?
In via prioritaria si deve uscire dalla logica assistenzialista che ha preso piede in questi ultimi tempi. L'Italia è stata costruita con il sudore dai nostri nonni. Oggi sembra quasi che i più bravi, anzi i più furbi, siano quelli che ottengono il reddito di cittadinanza senza lavorare. Il reddito di cittadinanza va sicuramente rivisto. Fermo restando che ci sono persone che non possono lavorare e che perciò vanno assistite. Occorre diminuire i fondi per queste forme di elargizione da parte dello Stato e spostarli sulle aziende per riduzioni del cuneo fiscale e garantire nuove assunzioni. Il mondo del lavoro è fermo. L'organizzazione in cui siamo caduti porta alcuni giovani a fare un ragionamento: cioè che invece di prendere 900 euro al mese lavorando in regola, si può prendere il reddito di cittadinanza e poi arrotondare, magari lavorando in nero. Poi si deve intervenire su sanità e salute. Una persona per stare bene deve poter lavorare ed essere in salute. Servono quindi fondi per la sanità, la nostra proposta è di aumentare del 10% gli stipendi di infermieri e operatori sanitari. Bisogna anche eliminare il numero chiuso dalle facoltà di Medicina, perché si è ben vista la necessità di lavoratori in questo settore.

Tema caro energia, rigassificatore e nuove estrazioni: qual è la sua posizione da ravennate?
Sono assolutamente favorevole al rigassificatore. Inoltre, da ravennate, credo che per le estrazioni abbiamo uno dei distretti più importanti, cui fanno capo Eni e varie aziende collegate. Si tratta di un settore che si trova in crisi in maniera stupida. C'è tanto gas nell'Adriatico e se non lo estraiamo noi lo fa qualcun altro che poi ce lo rivende. Una situazione che ci rende asserviti ad altri Paesi e ci affligge con i rincari. Va poi detto che si tratta di un comparto con un indotto importante e questo indotto è dato da tante aziende, molte delle quali soffrono la crisi. Anche andando verso energie più pulite, non potremo fare a meno del gas per altri 30 anni, è quindi stupido penalizzare le aziende italiane. Ci sono imprese in crisi che avrebbero tutto il tempo di aprirsi a nuove energie e riconvertire i propri know-how acquisiti nel settore dell'oil&gas. Anche il ragionamento secondo cui le estrazioni fatte più vicine alla nostra costa siano più impattanti per l'ambiente mi dà forti dubbi, considerando la necessità di trasportare ciò che viene estratto.

Cosa ha sbagliato il centrosinistra in questi anni?
Ravenna è un esempio di ciò che si è sbagliato: le logiche non meritocratiche di quella parte politica hanno avuto il sopravvento. Sia a livello di appalti, ma anche della gente comune che vorrebbe lavorare ma che se non è affiliata a certi partiti allora non trova possibilità. E la gente se ne sta accorgendo. Anche a Ravenna è arrivato un segnale forte. De Pascale ha stravinto alle ultime elezioni amministrative, ma governa con il 30% dei voti degli aventi diritto, perché bisogna tenere conto dell'alto numero di astensioni. Quelli di centrosinistra sono andati a votare. Ma un 70% della città non ha votato per il Pd e per De Pascale. Fra loro c'è chi ha votato centrodestra e chi non ha votato. Questo vale anche a livello nazionale. Molto dipenderà dalla percentuale dei votanti.

Come mai secondo lei anche collegi storicamente "rossi" sono diventati "blu" nei sondaggi?
Sono diventati blu per i motivi che ho esposto. Inoltre credo che potrebbero essercene anche di più di collegi blu, se l'astensionismo non la fa da padrone. Il centrosinistra sta giocando su questo fattore. Soprattutto in certi territori, anche a Ravenna, vediamo che il Pd quasi snobba le elezioni. A mio avviso, a loro farebbe più comodo una percentuale minore di votanti.

Se fosse eletto quale sarebbe la prima cosa che farebbe?
La prima cosa che farò sarà impegnarmi per il lavoro, cambiare la logica assistenzialista del Paese e ridurre la pressione fiscale per le aziende. Inoltre si devono anche riorganizzare i centri per l'impiego. Il modo in cui sono organizzati adesso questi centri non funziona. La colpa non è dei centri in sè, ma la maniera in cui sono obbligati a operare. Il problema è che ci sono poco lavoro, tanta burocrazia e logiche non meritocratiche che vanno abbattute. Ecco, lavorerò per questo.

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