rotate-mobile
Martedì, 27 Settembre 2022
Politica

Elezioni politiche, intervista a Marta Farolfi (FdI): "Voglio diventare il primo parlamentare del centrodestra di Ravenna"

La vicesindaca di Brisighella - unico Comune governato dal centrodestra nel Ravennate - 60 anni, dal 2001 è stata consigliere provinciale per tre legislature e dal 2004 ha guidato l'opposizione in consiglio comunale a Brisighella fino alla vittoria del centrodestra nel 2019

Dopo la candidatura del 2018, anche per le elezioni del 25 settembre Marta Farolfi è in corsa per Fratelli d'Italia con una doppia candidatura: al secondo posto nel plurinominale Senato nell’area che interessa Ravenna e all’uninominale Senato a Rimini-Forlì-Cesena. La vicesindaca di Brisighella - unico Comune governato dal centrodestra nel Ravennate - 60 anni, dal 2001 è stata consigliere provinciale per tre legislature e dal 2004 ha guidato l'opposizione in consiglio comunale a Brisighella fino alla vittoria del centrodestra nel 2019. Partita a fare politica sotto le insegne del Partito Liberale e poi in Alleanza Nazionale, è un 'volto nuovo' per il Forlivese e il Cesenate, dato che la sua attività politica si è svolta praticamente sempre nella provincia di Ravenna. 

In vista delle elezioni, abbiamo fatto qualche domanda alla candidata.

Com'è nata questa doppia candidatura?

Dopo la caduta del Governo ho dato la mia disponibilità a Giorgia Meloni, come tanti altri del partito. Dalla dirigenza c'è stata una particolare attenzione alle risorse del territorio, e sicuramente si può dire che la gavetta l'ho fatta!

Quali sono i temi di cui dovrà occuparsi in via prioritaria il nuovo Governo?

Il tema principale è quello del caro bollette. A dirla tutta, considerato che siamo in una situazione di emergenza e urgenza, la Costituzione dà la possiblità di intervenire con decreti legge, già adesso il Governo dovrebbe intervenire. Tante imprese rischiano il collasso e ci sono migliaia di posti di lavoro a rischio, intervenire solo in un secondo momento con la cassa integrazione comporterebbe un esborso troppo importante alle casse dello Stato. Dobbiamo salvare aziende e lavoratori.

Proprio su questo tema lei si è dichiarata favorevole, oltre che al rigassificatore, anche alla ripresa delle estrazioni in mare...

Sì, bisogna accelerare il percorso autorizzativo per le estrazioni. Abbiamo bisogno di diversificare le fonti, di utilizzare le nostre risorse e di favorire tutte le energie alternative. Io da tempo sto facendo una battaglia: tutti i comuni dell'Emilia-Romagna sono impegnati a elaborare il nuovo Pug per adeguarsi alla legge regionale del 2017, ma bisogna permettere a chi riqualifica l'esistente di poter mettere il fotovoltaico nei tetti; non si può favorire la riqualificazione senza dare la possibilità di utilizzare energie alternative, bisogna rimuovere i divieti ai tetti fotovoltaici nei centri abitati e centri storici negli edifici non vincolati. Bisogna anche ricordare che noi non possiamo accendere i camini per riscaldare: ora sarebbe il caso di dire basta ai no ideologici, bisogna usare il buonsenso e il pragmatismo. Siamo in un momento storico di grande crisi, è ora di fare delle scelte.

Cosa ha sbagliato il centrosinistra in questi anni?

Non sono abituata a parlare male dell'avversario politico. Se hanno fatto degli errori sarà l'elettorato che li giudicherà, non sta a me farlo. Però dico una cosa: noi vogliamo la legittimazione del voto del popolo per governare, mentre il centrosinistra in questi ultimi 10 anni di riffa o di raffa ha sempre gestito il potere senza vincere le elezioni.

I sondaggi vi danno in vantaggio in tutta Italia e Brisighella già da anni è uno dei pochi Comuni del centrodestra in Romagna. Come mai secondo lei anche i collegi storicamente "rossi" romagnoli sono diventati "blu" nei sondaggi?

Noi governiamo da 3 anni a Brisighella: in questi 3 anni abbiamo fatto quello che in 10 anni il centrosinistra non ha fatto, è un dato oggettivo. Durante la campagna elettorale per le comunali il centrosinistra diceva che se avessimo vinto noi le elezioni sarebbe successo uno tsunami: ciò non è successo e credo che la gente si sia resa conto che a votarci non succede nessun cataclisma. Questo forse ha fatto sì che i collegi cambiassero colore.

Se fosse eletta quale sarebbe la prima cosa che farebbe?

Innanzitutto sarebbe una grande soddisfazione diventare il primo parlamentare del centrodestra di Ravenna. Porterei avanti le istanze di tutta la Romagna, compreso anche il fatto che spesso la Romagna viene relegata a un ruolo di marginalità rispetto all'Emilia. Ad esempio c'è un bando del Pnrr per la messa in sicurezza dei luoghi di culto: nessuna delle Diocesi romagnole che hanno partecipano ha ottenuto i finanziamenti, dirottati solo in Emilia. A Brisighella, ad esempio, abbiamo dovuto chiudere la Collegiata di San Michele Arcangelo perchè la siccità ha aggravato le crepe e non sappiamo quando potremo riaprirla. Nel Pnrr poi sono stati fatti bandi che prevedono cifre esagerate con le quali si potevano accontentare molti più Comuni e molti più enti: per esempio il Ministero della cultura ha fatto un bando per i borghi che prevedeva 20 milioni di euro a borgo per regione, cioè un solo borgo per ogni regione. Con 20 milioni se ne fanno di cose...

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Elezioni politiche, intervista a Marta Farolfi (FdI): "Voglio diventare il primo parlamentare del centrodestra di Ravenna"

RavennaToday è in caricamento