Elezioni, questione antiabusivismo: "Nessuna "rivoluzione", ma riorganizzazione con criterio e cognizione di causa"

"La sicurezza del cittadino ravennate non si risolve con la lotta all’abusivismo e alla pirateria commerciale"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

"E’ davvero divertente leggere di come l’attuale amministrazione comunale tiri “gli ultimi colpi di fucile” facendo credere al cittadino ed agli esercenti che si stia intraprendendo una reale lotta all’abusivismo commerciale ed un incremento della sicurezza firmando accordi qua e là. Basta andare un po’ più a fondo per scoprire che tutto questo impegno preso consiste banalmente nell’assunzione stagionale di 23 agenti di Polizia Municipale da impiegare sui 9 lidi ravennati; incremento alla sicurezza e lotta all’abusivismo che vedranno la fine ovviamente al termine della stagione estiva; poi tutto torna alla triste “normalità”.

Propongono inoltre “ un possibile incremento delle telecamere di videosorveglianza, anche se al momento non è prevista alcuna nuova installazione”, ergo, il tutto ed il contrario di tutto. Fumo negli occhi lanciato anche dal candidato sindaco Alberghini che, con le sue frasi ad effetto e l’utilizzo di slogan degni del migliore ultras, inneggia alla “rivoluzione” verso i venditori abusivi, senza però tenere conto che la vera lotta e la risoluzione dei problemi sull'abusivismo commerciale deve partire a monte e deve essere meglio strutturata, con studio e cognizione di causa. La cittadinanza ringrazia del pensiero davvero carino, ma questi espedienti ormai non bastano più. Ravenna merita di più.

La sicurezza del cittadino ravennate non si risolve con la lotta all’abusivismo e alla pirateria commerciale, che sono sì una piaga sociale, ma sicuramente di scarsissimo impatto sulle reali esigenze della popolazione. I problemi reali del cittadino, oggi, ristagnano nei furti in abitazione, nelle truffe ai danni degli anziani, negli spacciatori agli angoli delle strade o nei parchi per bambini, nono nel commercio abusivo in spiaggia.

Alberghini accontenta “fumosamente” i rappresentanti di categoria senza però risolvere la questione: la ricettazione e l’incauto acquisto per chi compra materiale contraffatto è già normato dal codice penale vigente ed il commercio abusivo sulle spiagge va combattuto preventivamente con la richiesta a Carabinieri e Polizia di Stato di battaglioni di presidio degli ingressi in spiaggia ed un controllo capillare degli appartamenti dati in affitto a chi li usa come depositi per accatastare la merce contraffatta.

Creare task force contro l’abusivismo commerciale comporta il non partecipare della Polizia Municipale in maniera attiva e sufficiente al contrasto dei reati predatori nelle vie del paese, dove si percepisce sempre meno il senso della sicurezza. La Polizia Municipale deve occuparsi di reati di ambito comunale, magari costituendo  un reparto di pronto intervento antidegrado. Spero vivamente che la cittadinanza smetta di credere a queste “televendite di gioielli di plastica” e abbia voglia finalmente di trovare quel cambiamento che la nostra bella Ravenna merita".

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