Giovedì, 23 Settembre 2021
Politica

Elezioni, intervista a de Pascale: "Voglio completare il lavoro avviato. Impossibile il confronto con il centrodestra 'spaccato'"

De Pascale fa il punto sui 5 anni di mandato appena trascorsi e sulle prossime elezioni: "Se dovessi finire al ballottaggio e potessi scegliere con chi andare? Con uno dei tre alla mia sinistra"

Se inizialmente il suo progetto non era neanche quello di diventare sindaco - nel 2016 si candidò col Pd al primo mandato come 'sostituto' di Enrico Liverani - oggi si trova a decidere di ricandidarsi alla guida della città dopo aver affrontato come primo cittadino adirittura una pandemia mondiale. Perchè, ne è convinto, 'A Ravenna si può', come recita il suo slogan elettorale. Michele de Pascale si ricandida a sindaco di Ravenna e, in vista delle elezioni, lo abbiamo intervistato per scoprire come sono andati gli ultimi 5 anni e cosa ha in programma per i prossimi 5, nel caso dovesse essere riconfermato.

Perché ha deciso di ricandidarsi? Che differenza c’è tra la campagna elettorale di oggi e quella di 5 anni fa?
Ci sono tre ragioni fondamentali per cui ho deciso di ricandidarmi. Innanzitutto voglio completare il lavoro avviato: 10 anni sono un limite massimo giusto per un sindaco, ma un progetto ambizioso necessita di due mandati per essere completato. In secondo luogo ritengo di poter essere utile alla comunità, con le competenze che ho maturato, in una fase difficile come questa e voglio esserlo. La terza: a livello personale sono stati 5 anni meravigliosi. Essere sindaco è difficile, ma è anche qualcosa che ti dà tantissimo. La campagna elettorale è diversissima rispetto a 5 anni fa, soprattutto a causa del fatto che il centrodestra è esploso. 5 anni fa c'era di fatto un avversario, Alberghini, sostenuto dalla totalità del centrodestra, mentre in questa campagna c'è stata un'esplosione che di fatto rende anche impossibile un confronto; con una frammentazione così nel centrodestra non si capisce neanche con chi parlare...

Il centrodestra si è spaccato, ma anche nell’area più a sinistra non si scherza, con due candidati comunisti (Lorenzo Ferri del Partito Comunista e Alessandro Borganzone dei Comunisti Uniti) e uno di Potere al Popolo (Gianfranco Santini). Tutte cose che potrebbero inevitabilmente favorirla.
Se favorisce me non lo so, ma di sicuro l'eccessiva frammentazione non favorisce la città, perchè è molto più difficile capire chi propone cosa. A sinistra la frammentazione credo sia legata al fatto che una parte molto significativa di quell'elettorato oggi sta con noi e vota Ravenna Coraggiosa: l'unico voto per portare chi è 'a sinistra del Pd' in consiglio comunale è quello a Ravenna Coraggiosa.

Non ha però mai nascosto il suo apprezzamento per la lista Ravenna in Comune, seppur all’opposizione, che questa volta non si presenterà alle elezioni...
5 anni fa ho vissuto con grande dolore il fatto di non essere stati insieme e ho lavorato 5 anni per cercare di 'ricucire' con loro. Ravenna in Comune teneva insieme istanze molto diverse tra di loro e già alle regionali una parte di Ravenna in Comune aveva sostenuto Bonaccini in Emilia-Romagna Coraggiosa e una parte no. Con una parte di Ravenna in Comune non era ipotizzabile di fare una coalizione, con l'altra invece la possibilità c'era e quella parte è entrata nel centrosinistra. Credo che la grande maggioranza degli elettori di Ravenna in Comune di 5 anni fa questa volta voterà per la nostra coalizione.

Nel suo mandato ha dovuto anche fare i conti con la pandemia da Covid e con tutto ciò che essa ha comportato. Come l'ha affrontata?
E' stata un'esperienza inimmaginabile e mi sento di dire che la comunità ravennate ha dato un'ottima prova di sè, possiamo ritenerci uno dei luoghi in cui la crisi è stata affrontata con grande coesione. Errori, come sempre accade, possono essercene stati, nessuno di noi aveva mai vissuto una cosa di questo tipo, ma sono convinto che la larga maggioranza dei ravennati - anche al di là delle appartenenze politiche e anche chi non mi voterà - abbia un buon giudizio di come è stata gestita la pandemia, mai per creare consenso ma per dare risposte. Una cosa di cui vado particolarmente orgoglioso è che siamo riusciti a gestire la pandemia ma contemporaneamente a portare avanti le progettualità di lungo periodo, a differenza di tante altre città.

Una pandemia che ha influito anche su Dante 2021… E’ comunque soddisfatto della resa delle celebrazioni?
La partecipazione agli eventi svolti in questo anno e mezzo può essere analizzata in maniera disgiunta dalla pandemia, dai contingentamenti delle persone. Tutt'ora ci sono delle norme inspiegabili per l'accesso a mostre e musei, che impongono misure più restrittive di quelle che ci sono nei centri commerciali. Abbiamo investito tantissimo anche durante la pandemia in promozione: ci è capitato spesso chiusi nelle nostre case di vedere in tv immagini di Ravenna collegate alle celebrazioni dantesche, e in queste settimane ne abbiamo beneficiato tantissimo, visto che Ravenna è stata presa d'assalto dai visitatori. Avremmo potuto scegliere di annullare tutto, noi invece abbiamo ritenuto di andare avanti.

Ed è stata la scelta giusta?
Sicuramente rifarei la stessa scelta!

La decisione di vietare alcune piazze alle manifestazioni dei "no vax" è stata apprezzata da molti e ha fatto discutere altri. Una scelta anche rischiosa in ottica elettorale...
Premetto una cosa: delle opinioni e delle posizioni politiche dei no vax sul tema della salute penso tutto il male possibile, non ne faccio mistero, rappresentano una delle posizioni politiche più sbagliate e pericolose della nostra comunità. La libertà di manifestare è fondamentale nei limiti della Costituzione, ma è stata fatta molta strumentalizzazione sul fatto che abbiamo ritenuto più idonea alle manifestazioni piazza Kennedy rispetto a piazza del Popolo, e definire questa una limitazione della libertà di manifestazione è fantasia. Che poi la fantasia serve anche per contestare la validità dei vaccini...

Quali sono i risultati raggiunti dalla sua amministrazione di cui va più fiero e quelli non raggiunti (o non ancora raggiunti) per i quali è più dispiaciuto?
Tra le cose più importanti c'è sicuramente l'aver sbloccato i lavori del Porto, visto che 5 anni fa la mia campagna elettorale era tutta sul Porto. Il fatto che le opposizioni non ne parlino più denota il fatto che l'amministrazione su questo ha lavorato bene. Poi sono molto soddisfatto degli investimenti fatti sull'offerta culturale e sulla visibilità della città. Due investimenti importantissimi fatti sono sulla riorganizzazione dei servizi sociali e quelli sui servizi per l'infanzia. Tra i punti deboli su cui continuare a lavorare invece metto la gestione delle aree naturali, sulle quali abbiamo innescato uno scontro col Parco del Delta del Po che ha dato i suoi frutti anche nei fatti di cronaca di questi giorni (epidemia di botulismo nella Valle della Canna, ndr): con la nuova governance siamo riusciti a dare una risposta che precedentemente non c'era stata. L'altro punto è il rapporto con Anas: 5 anni fa abbiamo fatto un accordo con il Ministro Delrio e il mio obiettivo era inaugurare in questi giorni quei progetti stradali, mentre devono ancora partire i cantieri. E' un fatto grave di cui sento il peso e voglio continuare a battermi per quelle opere, che si faranno in ritardo, e per tante altre che saranno da fare.

A livello sportivo tra i suoi obiettivi c’era il beach stadium a Marina di Ravenna, la nuova piscina comunale, poi nel mandato è entrato il nuovo palazzetto dello Sport che però si è dovuto fermare (così come anche i nuovi uffici comunali). Problemi spesso dovuti alle ditte in appalto. Speriamo vada meglio nei prossimi 5 anni?
A un certo punto abbiamo deciso di spostare gli investimenti del beach stadium nel nuovo palazzetto, ma poi l'azienda che stava svolgendo il cantiere è stata colpita da un'interdittiva antimafia, e lì purtroppo la Giunta c'entra poco. Ora il cantiere è ripartito e confido che sarò il sindaco che lo inaugurerà il prossimo anno. Ancora peggio per quanto riguarda i nuovi uffici comunali, che abbiamo ereditato da due amministrazioni precedenti e la cui ditta appaltante è stata colpita dalla medesima interdittiva antimafia. Ora i lavori sono partiti e si concluderanno entro fine anno con il trasferimento degli uffici nell'Isola San Giovanni, dove verrà realizzato anche lo studentato. Sulla piscina invece c'è una responsabilità, e me la prendo tutta: se fossimo andati avanti col progetto originario, che avevamo valutato positivamente, a quest'ora la piscina sarebbe finita. Le associazioni natatorie ci hanno fatto notare le tante carenze di quel progetto: avevano ragione e le abbiamo corrette, e ora la piscina si farà con un progetto più grande. E' chiaro che servono tempi più lunghi, ma quando ci sono delle cose non fatte bene conviene fermarsi e aggiustarle, piuttosto che andare avanti per testardaggine.

Nel suo mandato molta attenzione e risorse sono state dedicate alla Darsena: come se la immagina da qui a 5 anni?
Questi 5 anni sono stati gli anni decisivi della storia della Darsena, sulla quale abbiamo portato una grande attenzione e tante risorse per farla diventare un quartiere moderno. La nostra tesi era che con un primo nucleo di interventi pubblici, poi sarebbero partiti anche gli investimenti dei privati. Abbiamo fatto la nuova passerella, la pianificazione delle fogne, la ricollocazione del Moro di Venezia, ma altri interventi sono in fase di progettazione, come il prolungamento della passerella e il pontile che porterà a essere ancora più in contatto con l'acqua. I privati poi ci hanno seguito: il Pop Up ha continuato a crescere, è nato il Darsenale e, notizia fondamentale, Conad ha acquisito l'area dell'ex Cmc che verrà riqualificata con molti spazi pubblici.

Un acquisto che in realtà ha sollevato anche molte critiche: c'è anche chi si era proposto di realizzare una colletta per comprare quell'area e 'salvarla'...
L'idea che un grande gruppo imprenditoriale romagnolo faccia un investimento da 18 milioni di euro su Ravenna per rigenerare un'area di quel tipo e che gli si muovano anche delle critiche per me è paradossale. Io da sindaco sarò sempre a fianco degli imprenditori che vogliono fare investimenti di questo tipo, peraltro rispettando pedissequamente quello che prevede il piano regolatore del Comune.

Dalle opposizioni sono arrivate critiche anche sulla gestione del forese: cosa intende fare per le "periferie" del Comune?
Il forese ravennate rappresenta territori che nel resto d'Italia hanno la dimensione di veri e propri Comuni. E' un territorio dove abitano decine di migliaia di persone e che va trattato come se fossero piccoli Comuni, e quindi con un investimento molto importante in servizi pubblici, scuola, società sportive e culturali, cosa che abbiamo fatto. Il secondo aspetto è quello della manutenzione del territorio: le risorse sono aumentate ma ancora c'è tantissimo da fare. A livello nazionale Ravenna viene trattata come una città di 160mila abitanti, quando invece è un Comune che è tre volte Milano come dimensione territoriale, e questa è una cosa sulla quale cercheremo di spingere ancora di più. Inoltre il forese è anche un grande distretto di produzione agroalimentare, e quindi diventa fondamentale il sostegno all'agricoltura. Un problema poi è che il forese è tutto collocato a raggiera, quindi dovremo lavorare su una nuova progettualità del trasporto pubblico, che obiettivamente a Ravenna è un problema serio in termini di connessione tra i tanti centri del forese e il centro città.

Consumo di suolo: sono arrivate molte critiche su questo aspetto. Il climatologo Luca Mercalli è stato molto deciso nel dire che Ravenna "rischia di finire sott'acqua". Che iniziative intende prendere a questo proposito?
Ci siamo trovati a dover gestire un piano regolatore del 2003 con le previsioni fatte in quegli anni. La decisione presa allora fu quella di completare con l'urbanizzazione tutta l'area interna alla circonvallazione. E' stata una scelta giusta? Credo sia stata una scelta sovrastimata, si pensava che Ravenna avesse un ritmo di crescita della popolazione molto significativa, cosa che non è successa. Alcune di quelle progettualità le confermerei, altre no: una su tutte il golf club di Casalborsetti, che da un punto di vista ambientale è una cosa insostenibile e che faremo di tutto per far sì che non si realizzi. Prevediamo anche un grande intervento di rinaturalizzazione e riforestazione di tutta la fascia costiera, riallagando zone che sono state bonificate con fallimento e ripiantumando, è uno dei 'cuori' del prossimo Pug per noi.

Questo si ricollega al progetto del Parco Marittimo...
Si esatto, questo diciamo che è un pezzo che va oltre. Il Parco Marittimo è la riqualificazione dell'area naturale, mentre questo intervento prevede la realizzazione di una nuova area naturale.

Quali sono secondo lei i grandi limiti attuali della città di Ravenna? E cosa si dovrà fare per superarli?
Oltre ai temi che abbiamo già affrontato, sul tema dei collegamenti il limite più urgente è avere una linea ferroviaria cadenzata ogni mezz'ora che in 40 minuti porti a Bologna. In questi anni abbiamo lavorato molto e in questi giorni è stato firmato un accordo per il potenziamento della tratta Castelbolognese-Rimini, e questo può portare al raggiungimento del nostro obiettivo. Un altro tema strategico è la dotazione ricettiva del centro storico: se Ravenna vuole fare un salto di qualità sul turismo d'arte ed essere stabilmente inserita nei circuiti di serie A ha bisogno di avere una dotazione di camere significativa di alto livello.

Si vota a ottobre e non a maggio, come previsto inizialmente: crede che questa cosa influirà in qualche modo sul risultato? Teme che il Covid possa spingere a un’alta astensione?
Non credo. Penso che con il trend di vaccinazione che abbiamo saremo in grado di fronteggiare il prossimo autunno. Credo che i ravennati abbiano le idee chiare e lo mostreranno.

Nel 2016 non vinse al primo turno, ma andò al ballottaggio. Come pensa che andrà questa volta? Se dovesse finire al ballottaggio, con chi le piacerebbe gareggiare dei suoi avversari?
Da un lato abbiamo una coalizione più ampia e i ravennati hanno avuto modo di conoscermi e, penso, apprezzare il mio lavoro, e questo farebbe propendere per la direzione del non ballottaggio. Contemporaneamente però i candidati sono il doppio rispetto a 5 anni fa, e questo invece farebbe propendere più verso l'ipotesi ballottaggio. I miei avversari descrivono una città allo sbando ma mi sembrano poco convinti di andare al ballottaggio, quindi c'è qualcosa che non torna. Se ci andrò mi confronterò con chi sceglieranno i ravennati. Se potessi scegliere con chi andare... Con uno dei tre alla mia sinistra! (ride) Sarebbe una cosa molto bella.

Ha ottenuto anche il sostegno di Conte e del Movimento 5 Stelle. Marco Maiolini, prima di essere "estromesso" dai 5 stelle, aveva chiesto la creazione di un assessorato alla transizione energetica: la ritiene comunque una proposta valida? E come conciliare le tematiche ambientaliste da sempre care ai 5 stelle (ma anche ad altre liste che la sostengono) con offshore, Eni e piattaforme? Non si rischia di spaccare la maggioranza?
Mi è dispiaciuto che non si sia riusciti all'interno del Movimento a trovare una sintesi tra le due liste che si erano proposte: Maiolini è una persona che stimo, credo che abbia svolto un lavoro molto serio in consiglio comunale e spero che si troveranno i modi e le forme perchè continui a dare il contributo alla città, credo che anche lui lo voglia fare. La sua proposta dell'assessorato alla transizione energetica è corretta, anche in vista del Pnrr è assolutamente giusto seguire uno schema coerente con quello del Governo nazionale. Sul tema dell'energia mi riconosco molto nel lavoro che sta facendo il Ministro Cingolani: il Governo Draghi sta dando una linea e credo sia coerente per tutti dare sostegno a quella linea, perchè sull'energia possono arrivare molte risorse dentro e fuori dal Pnrr. Abbiamo lavorato a un documento che presenteremo a breve e che tiene insieme le diverse sensibilità, abbiamo raggiunto una sintesi.

Il ruolo del Partito repubblicano sarà ancora fondamentale nella sua giunta, lei non ha mai negato l’importanza dei repubblicani per una città come Ravenna. Il vicesindaco resterà Fusignani?
Sfido a trovare una coalizione più ampia della nostra sul panorama nazionale. Col metodo che ho proposto e portato avanti in questi anni siamo capaci di tenere insieme posizioni anche molto diverse tra loro, che dialogano. La giunta così come si è insediata così è uscita, credo mi si possano muovere tante critiche ma non quella di non essere capace di fare andare d'accordo persone che partono da idee diverse. Rispetto a 5 anni fa la lista del Partito repubblicano si è legata anche ad altre associazioni, come Assoraro, c'è la lista Ravenna in Campo che guarda molto all'elettorato moderato e anche nella mia lista ci sono molte persone che non hanno un'adesione ideologica alla coalizione di centrosinistra, ma pragmatica. La cultura laica repubblicana è importantissima, che presidia l'elettorato moderato ma che fa anche parte dell'identità della città. Avere il Pri in coalizione è un elemento imprescindibile, gli assetti li decideremo dopo le elezioni, ma do un giudizio positivo del lavoro che ha fatto Fusignani come vicesindaco. Se sarò sindaco ci sarà un peso importante del mondo e della cultura repubblicana.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Elezioni, intervista a de Pascale: "Voglio completare il lavoro avviato. Impossibile il confronto con il centrodestra 'spaccato'"

RavennaToday è in caricamento