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Nel 2016 termina il mandato di Matteucci, al via il toto-sindaco. Il Pd: "Falso che manchi il nome forte"

Davanti - afferma il neocoordinatore della segreteria provinciale, Roberto Fagnani - abbiamo due sfide importanti": tra un mesetto le elezioni a Faenza e l'anno prossimo a Ravenna

Di essere in alto mare proprio non se lo vogliono sentire dire. Ravenna nel 2016 tornera' alle urne per eleggere il sindaco, dopo il doppio mandato di Fabrizio Matteucci. E se ancora non e' stato ufficializzato nessun nome, sia in ottica primarie che candidatura unica, anche a livello di coalizione non ci sono ancora certezze, per i mal di pancia degli storici alleati del Partito repubblicano e di Sel. Eppure il segretario provinciale Michele De Pascale ostenta sicumera e punta a un "percorso partecipato" con la cittadinanza per quanto riguarda il programma.

I tempi "canonici", spiega rispondendo alle domande dei cronisti, prevedono che i nomi escano sei-sette mesi prima delle elezioni. Dunque verso la fine dell'anno. Certo il totosindaco e' gia' iniziato da tempo con vari iscritti, e gia' varie defezioni, dallo stesso De Pascale al capogruppo in consiglio comunale Matteo Cavicchioli, passando per il presidente di Ravenna Holding, Carlo Pezzi, fino all'ex presidente della Regione, Vasco Errani. "Non credo- sottolinea- che non ci sia un volto forte. Anzi tante persone hanno le caratteristiche giuste". La strada ideale sarebbe quelle di fare le primarie di coalizione e avere dunque piu' proposte, "e' normale dopo 10 anni di mandato". Cosi' come "interrogarsi sulle alleanze. A priori certo non funzionano". De Pascale pare comunque convinto di recuperare gli strappi con i due alleati storici e non vede possibilita' di accordo per altri soggetti presenti in consiglio, ma per le istanze civiche si'.

Sel, con il partito che a livello nazionale, ma senza grandi successi, ha chiesto ai propri assessori di uscire dalle maggioranze con il Pd, non ha mancato di sottolineare la sua contrarieta' in merito alla vicenda Hera, mentre l'Edera e' andata su tute le furie per il depennamento della E55 dalle gradi opere. Nel primo caso, spiega De Pascale, "abbiamo dato un segno chiaro non sbloccando nessuna azione della multiutility"; nel secondo "non abbiamo ambiguita' e proponiamo un piano B". Da questo punto di vista, rimarca il segretario provinciale, "meno male che le primarie le ha vinte Bonaccini e non Balzani che metteva in dubbio qualsiasi infrastruttura".

Insomma, tira le somme, "ci stiamo preparando, ma prima della scelta del candidato e delle eventuali primarie tra fine anno e inizio 2016 vogliamo fare discutere la citta' sui progetti, su cinque, sei grandi idee. "Un percorso partecipato", spiega il consigliere Gianandrea Baroncini, che prenda spunto anche da quanto fatto negli ultimi 10 ani e dai progetti aperti, come i piani del traffico e del'arenile o la riqualificazione di piazza Kennedy. "Davanti - conclude il neocoordinatore della segreteria provinciale, Roberto Fagnani - abbiamo due sfide importanti": tra un mesetto le elezioni a Faenza e l'anno prossimo a Ravenna. "Sono contento come il Pd sta lavorando, perche' rispetto a Roma c'e' un solo partito a Ravenna".

(Agenzia Dire)

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