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Elezioni regionali, Ranalli: "Gli elettori hanno avuto paura di perdere una Regione che è un modello di vita"

Il sindaco di Lugo commenta i risultati delle elezioni regionali di domenica, che hanno visto la netta vittoria del centrosinistra di Stefano Bonaccini contro la candidata della Lega Lucia Borgonzoni

"La priorità della Regione ora è il sociale": non ha dubbi Davide Ranalli, sindaco di Lugo, nel commentare i risultati delle elezioni regionali di domenica, che hanno visto la netta vittoria del centrosinistra di Stefano Bonaccini contro la candidata della Lega Lucia Borgonzoni. E a Lugo il risultato ottenuto ricorda in maniera quasi speculare quello delle elezioni amministrative del 2019: il 26 maggio scorso, infatti, Ranalli venne riconfermato sindaco con il 51,05% dei voti, battendo il candidato del centrodestra Solaroli fermo al 38,49%; domenica Bonaccini ha ottenuto dagli elettori di Lugo una percentuale di preferenze quasi identica (51,61%), contro il 38,34% della Borgonzoni.

Abbiamo fatto qualche domanda al primo cittadino in merito ai risultati delle elezioni.

Ranalli, come commenta i risultati delle elezioni di domenica?
Questa volta il risultato non era affatto scontato, anche perchè abbiamo visto un impegno sul territorio da parte del leader della Lega, Salvini, che lasciava presagire che si derterminasse un risultato molto simile a quello delle scorse elezioni europee, che avrebe portato numeri alla mano a una sconfitta del centrosinistra. Tuttavia abbiamo visto come le dinamiche locali, la forza del candidato, la capacità del centrosinistra di costruire un'alleanza larga e di aver condotto una campagna elettorale sui temi e questioni regionali, e soprattutto pensando a non fare una campagna di scontro ma di discussione e riflessione, abbia prodotto un risultato positivo tale per cui anche tanti elettori che hanno scelto altre forze con il voto disgiunto hanno premiato l'operato di Bonaccini, la coalizione e anche il programma di governo che era stato costruito. Salvini ha perso su tutti i fronti: localmente il dato è molto netto, ha cercato di portare lo scontro su un livello piu alto della regione e il "salvinismo" ha conosciuto una battuta d'arresto grazie a questo voto. Una sconfitta che coinvolge anche Salvini stesso, per uno che fino a pochi mesi fa veniva definito come un politico imbattibile è un segnale pesante.

Quindi pensa che se la Borgonzoni fosse stata più presente al posto di Salvini sarebbe cambiato qualcosa?
Credo che ci sarebbe stata una differenza se Salvini avesse tentato di tenere la campagna calata sulla nostra regione, sia come temi ma soprattutto come stile. L'Emilia-Romagna ha nel proprio dna un senso di civismo, tolleranza, capacità di ascoltare l'altro, ragionare insieme, è una terra di gente che lavora in maniera molto silenziosa. Il linguaggio e lo stile che Salvini ha proposto non era aderente alla storia e alla tradizione della nostra regione. L'Emilia-Romagna può guardare o pensare una discontinuità, guardando magari alla Lega: tuttavia gli emiliano-romagnoli non condividono questo stile così eccessivamente presenzialista: soprattutto penso ad esempio a gesti come quello del citofono a Bologna, un gesto di ostilità, quasi osceno. Credo che le elezioni per il centrodestra sarebbero andate meglio, ma non era comunque paragonabile con il lavoro che ha svolto la giunta Bonaccini negli ultimi cinque anni. 

Quali sono stati, secondo lei, i fattori che hanno maggiormente contribuito a questo ritorno di voti al centrosinistra?
Uno degli elementi fondamentali, ed è innegabile, sono le sardine: credo abbiano proprio fatto comprendere quanto ci sia bisogno di un impegno diretto, con il voto, per cercare di arginare la politica dell'odio. Sono scese in piazza per proporre uno stile nuovo che deve coinvolgere anche il centrosinistra, un modo per cercare di riportare la politica anche alla dignità. Un altro elemento è il fatto che in questi anni la giunta di Bonaccini si sia mossa molto nel territorio, si sono fatti conoscere, mantenendo un contatto sempre diretto con le comunità e con i sindaci: questo ha prodotto un attivismo da parte delle realtà locali per cercare di far sì che la giunta Bonaccini continuasse il lavoro che aveva fatto. E poi credo ci sia stata anche una paura di perdere l'Emilia-Romagna intesa come modello di vita, come regione che è davanti a tutti dal punto di vista delle classifiche, ad esempio, per la qualita della sanità. Ma soprattutto, e forse questo è uno degli elementi più determinanti, la gente ha pensato che perdere l'Emilia-Romagna significava perdere un pezzo di civiltà all'interno di una politica che è diventata troppo ostile.

I "delusi" del Movimento 5 stelle hanno influito sul risultato?
Avevamo già visto come, "grazie" alla decisione di far nascere, con complicità del Pd, il governo gialloverde una parte di chi aveva una cultura di destra nel Movimento 5 stelle si fosse già riversato nei partiti della destra. Ciò che rimaneva nel movimento, soprattutto qui in Emilia-Romagna, guardava con preoccupazione alla sconfitta del centrosinistra, sapendo che a differenza di altre volte come movimento non potevano competere. Gli elettori hanno fatto una scelta di straordinaria intelligenza politica, cioè o votare 5 stelle come lista ma sostenere Bonaccini o, in altri casi, votare direttamente Bonaccini. Credo sia stata una scelta di campo molto intelligente.

Alle scorse amministrative lei ha vinto con il 51,05% dei voti, davanti a Solaroli col 38,49%; domenica Bonaccini ha vinto anche lui con il 51,61% dei voti, contro il 38,34% della Borgonzoni. A Lugo sembra che la sinistra non tema rivali...
A lugo il centrosinistra in questi anni è cresciuto molto, perchè siamo riusciti a fare un'operazione importante anche a sostegno a Bonaccini, cioè ad aprire a molti civici fuori dalle tradizionali forze del centrosinistra che hanno scelto un'opzione di governo che potesse risultare piu credibile rispetto a quelle del centrodestra. A Lugo questo risultato mostra in maniera molto chiara che esistono due poli all'interno della città, di cui uno supera il 50%, e di un centrodestra inferiore di oltre 10 punti percentuali. Non so se il centrosinistra a Lugo non tema rivali, ma un centrosinistra così aperto e così capace di interpretare i bisogni della comunita è un centrosinistra vincente, anche con un margine ampio.

A Lugo ha votato ben il 71,21% degli aventi diritto: c'è un forte senso civico nella sua città
Lugo ha una storia e una tradizione di comunità che ha sempre mostrato una grande attenzione nel momento del voto. A Lugo ogni volta che si è chiamati a esprimersi per poter fare una scelta, quando la battaglia è vera e sentita, le persone scelgono di muoversi. Abbiamo fatto un forte invito al voto come forza politica, ho condotto una campagna molto intensa per Bonaccini, quindi credo sia anche il frutto di un partito, il Pd, e del sindaco che si sono attivati per portare gente a votare. 

Quali speranze ha adesso per Lugo, con la rielezione di Bonaccini?
Se le cose continuassero ad andare come in questi ultimi cinque anni andrebbe già bene! Ma siccome ho sempre pensato che la politica non sia solo enunciazione delle cose fatte, ma soprattutto costruizione di una nuova prospettiva, ci dovremo impegnare insieme alla regione a fare due cose: la prima, continuare a investire su infrastrutture necessarie per il nostro territorio, materiali ma soprattutto immateriali, come la digitalizzazione ad esempio, per sostenere la lotta contro la burocrazia e a rendere le città piu sicure grazie alla disposizione di elementi per la videosorveglianza. Il secondo aspetto principale credo sia il tema del sociale: abbiamo un bisogno fortissimo di leggere i nuovi bisogni che si affacceranno nei prossimi 15-20 anni e che modificheranno il vivere delle persone, dato dalla grande questione tecnologica ma anche dalle mutazioni sociali. Viviamo in una regione dove ci sono dati di natalità ancora molto bassi e un invecchiamento che invece si incrementa, quindi avremo bisogno di rimetterci a studiare socialmente la comunità dell'Emilia-Romagna e cercare di dare risposte puntuali ai bisogni che si affacceranno. Credo che la giunta abbia il dovere di amministrare bene l'esistente, ma soprattutto di costruire una prospettiva nuova che impegni la sinistra a tornare in campo su questioni sociali.

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