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Elezioni regionali 2020, i candidati della lista 'Altra Emilia-Romagna' si presentano

Paolo Viglianti, Valeria Ricci, Alessandro Bongarzone e Vilma Lama hanno girato tra i banchi del mercato discutendo con commercianti e cittadini

È partita anche a Ravenna la campagna elettorale della Lista “Altra Emilia-Romagna” per le elezioni regionali del prossimo 26 gennaio. Al mercato degli ambulanti di via Berlinguer, mercoledì erano presenti i candidati della Lista circoscrizionale provinciale: Paolo Viglianti, Valeria Ricci, Alessandro Bongarzone e Vilma Lama, che hanno girato tra i banchi del mercato discutendo con commercianti e cittadini per presentare le ragioni della candidatura e il programma della Lista guidata - come candidato presidente - da Stefano Lugli, attuale segretario regionale del Partito della Rifondazione Comunista. Al termine della mattinata, poi, i candidati hanno risposto alle domande di giornalisti e cittadini.

"Dopo cinque anni di opposizione alla giunta Bonaccini - hanno spiegato i candidati - non sono mutate le ragioni che portarono alla costruzione de L’Altra Emilia-Romagna che si ripresenta, quindi, con la propria collocazione alternativa ai “poli” politici esistenti che non nasce da un pregiudizio ideologico ma da un giudizio di merito negativo in primo luogo verso le politiche ambientali, territoriali e sociali della giunta Bonaccini che giudichiamo sbagliate e che, secondo noi, sono alla base della crescita dei consensi verso la “Lega” nostro principale avversario che non si sconfigge, però, prescindendo dai contenuti. L’autonomia regionale è l’esempio più eclatante di come Bonaccini abbia legittimato la Lega che ha ancora nello statuto la secessione della Padania. Autonomia non è solo rottura dell’unità nazionale ma, anche, apertura a ulteriori privatizzazioni. Giusta, pubblica e sicura è la Regione che sta nella proposta de L’Altra Emilia-Romagna. Giusta perché vogliamo porre al centro il tema della giustizia sociale e dell’uguaglianza perché anche nella ricca Emilia-Romagna c’è chi - pur lavorando - resta povero. Giusta, ancora, perché una società dove le disuguaglianze siano ridotte al minimo è una società più sicura anche dal punto di vista della legalità. Pubblica, perché sanità, scuola e beni comuni devono essere messi al servizio dei cittadini e non di assicurazioni o azionisti che lucrano sui bisogni delle comunità. Sicura, perché sicurezza è quella di non rischiare la vita sul lavoro, un lavoro che dev’essere equamente retribuito, anche per le partite iva e i rider; sicurezza è non respirare aria inquinata un giorno su tre e avere scuole, ospedali e posti di lavoro che non ti crollano in testa alla prima scossa. L’appello, dunque - hanno concluso i candidati ravennati de L’Altra Emilia-Romagna - è rivolto a tutti coloro che si rifugiano nell’astensionismo e ai delusi di una campagna elettorale che gioca sulla pelle degli emiliano-romagnoli una partita che va al di là delle regionali. A tutti questi cittadini diciamo che anche quando le strade sembrano strette c’è sempre un’alternativa". Fanno parte de L’Altra Emilia-Romagna attivisti impegnati in liste civiche, movimenti e vertenze territoriali, nonché esponenti di Rifondazione Comunista, del Partito Comunista Italiano e del Partito del Sud.

Il Candidato presidente: Stefano Lugli ha 45 anni, una laurea in scienze politiche, ed è sposato. Abita a Finale Emilia dov’è consigliere comunale per una lista civica all’opposizione della giunta leghista e lavora all’ufficio cultura del Comune di Concordia. Ha sempre fatto politica nella sinistra senza mai farne una professione, attualmente è segretario regionale di Rifondazione Comunista e da sempre è impegnato nella sinistra e nei movimenti che si occupano della difesa del territorio e dell’ambiente. Ha fondato assieme ad altri cittadini il comitato che si batte per una cispadana a scorrimento veloce ed è militante dell’Anpi.

I candidati

Paolo Viglianti, sessantadue anni, è senese di nascita e faentino di adozione. Oggi pensionato, è stato Responsabile della formazione tecnica sui sistemi di controllo del traffico aereo in un’azienda primaria del settore. Presidente della Associazione Professionale dei tecnici dell’assistenza al volo dal 2011 al 2014, ha svolto attività sindacale nel trasporto aereo con il Sulta (Sindacato Unitario Lavoratori Trasporto Aereo) e con la Filt-Cgil. Dopo aver militato nel PRC e successivamente nel PdCI, ha aderito al percorso costituente per la ricostruzione del Partito Comunista Italiano di cui è componente del Comitato Centrale. Fondatore e Segretario della Sezione di Faenza, è stato eletto Segretario provinciale di Ravenna del PCI di cui è anche Segretario Regionale dell’Emilia Romagna.

Valeria Ricci è nata a Faenza nel 1983 e vive a Lugo. Diplomata nel 2002 al Liceo Artistico di Ravenna, nel 2007 acquisisce il diploma accademico in «Pittura», nel 2010 quello in «Arti Visive» all'Accademia delle Belle Arti di Bologna e, successivamente, nel 2013, consegue un master organizzato dalla Regione Emilia-Romagna su «Projet Management per eventi culturali». Dopo un periodo vissuto a Parigi torna in Italia col desiderio di esportare l’esperienza francese per metterla a disposizione del suo territorio. Artista eclettica con un passato di grafica pubblicitaria e di promotrice di eventi culturali per l'Associazione “ARCI Genius Loci”, oggi gestisce un chiosco di piadine a Massa Lombarda insieme al padre. Alla politica - passione che coltiva da sempre - arriva nel 2014, alle precedenti elezioni regionali, come candidata per “Sinistra Ecologia e Libertà”. Dopo un passaggio a “Sinistra Italiana”, si iscrive al PRC con cui è stata candidata a sindaco di Lugo con la lista “Per la Sinistra” alle elezioni di quest’anno. Assessora al Welfare e allo Sviluppo Green dal 2015 nella precedente Giunta Ranalli, si dimette nel marzo del 2017 in disaccordo con il sindaco sulla questione dei pozzi di estrazione tra Bagnacavallo e San Potito. Se verrà eletta il suo impegno sarà per costruire un futuro migliore fondato su uno stretto rapporto tra Cultura, Turismo, Ambiente e Sviluppo.

A sessant’anni Alessandro Bongarzone, romano di nascita e santernese per amore, è giornalista e fotografo di professione. Quasi metà della sua vita l’ha trascorsa nel Sindacato dei poligrafici e cartai, diventato nel 1981 Sindacato dell’Informazione, dello Spettacolo e della Comunicazione, dove ha ricoperto incarichi di segreteria: prima come generale del Comprensorio di Pomezia, Castelli, Colleferro e Latina quindi nel regionale del Lazio. Lasciato il Sindacato nel ‘93, torna in produzione all’Acea Distribuzione Spa dove si occupa di formazione e comunicazione al personale fino al 2012. In politica, dopo una lunga militanza nel PCI, all’indomani della “svolta” della Bolognina entra nel Movimento dei Cristiano-Sociali di Pierre Carniti ed Ermanno Gorrieri dove, dal 96 al 98 si occupa della comunicazione dei parlamentari eletti nelle Liste del PDS. Eletto nella Direzione Nazionale dei Democratici di Sinistra, lascia il Partito per aderire al PRC-Sinistra Europea con cui viene candidato al Senato nelle elezioni del 2006. Dopo la ricostituzione dei consigli territoriali di Ravenna, viene eletto prima a Piangipane nelle liste della federazione della Sinistra e successivamente a Mezzano per Ravenna in Comune dove viene eletto vice presidente. Nel 2014, insieme ad un gruppo di compagni fonda l’associazione di volontariato “Ora e sempre Resistenza OdV” che gestisce, in collaborazione con i servizi sociali del Comune, un casa di accoglienza per persone in condizione di disagio economico.

Nata ad Alfonsine, Vilma Lama, racconta di sé di «essere cresciuta in ambiente comunista». Durante le scuole superiori entra nel gruppo de “il Manifesto” diventando un’attivista nella diffusione della “rivista” poi divenuto quotidiano. Dopo aver aderito al PdUP, passa a Democrazia Proletaria dove, dopo essersi trasferita a Bologna, nel 1974, inizia il suo percorso femminista dentro/fuori al partito che, iniziato alla manifestazione nazionale di Trento, culminerà nel forte impegno per la campagna referendaria del 1981. Terminati gli studi entra nella lega dei giovani disoccupati, ed “emigra” al nord dove inizia ad insegnare, attività che, dopo un lungo precariato, ha svolto senza interruzione fino alla pensione. Tornata in Emilia e in seguito in Romagna aderisce a Rifondazione Comunista e si attiva nella CGIL, con la quale viene eletta RSU. A Riolo Terme, dove fissa la sua residenza romagnola, viene eletta consigliere nelle liste del PRC entrando nella Giunta comunale - per due mandati consecutivi - come assessore ai servizi sociali, sanità e pari opportunità. Durante il primo mandato viene nominata anche assessora nella allora Comunità Montana.

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