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Elezioni regionali, Articolo Uno e Sinistra per Ravenna per "Regione futura"

Le liste di sinistra s'impegnano "per la costruzione e per l’affermazione di una nuova proposta ecologista, progressista ed innovativa per le prossime elezioni regionali"

Articolo Uno di Ravenna e Sinistra per Ravenna aderiscono all’appello aperto “Regione Futura - Emilia-Romagna 2020” per l’incontro del 9 novembre a Bologna, "impegnandosi per la costruzione e per l’affermazione di una nuova proposta ecologista, progressista ed innovativa per le prossime elezioni regionali". Argomentano in una nota: "Nessuno, donna o uomo, che sia vissuto in Emilia-Romagna e abbia militato o anche solo votato a sinistra, può restare indifferente all’idea di consegnare un simbolo dell’eguaglianza e della cooperazione qual è l’Emilia-Romagna in mano ad una destra che cerca discriminazione ed esclusione. Tantomeno di consegnare alle prossime generazioni una società diseguale ed ecologicamente compromessa come si avvia a diventare anche la nostra regione".

"Questa idea di difesa però rischia di apparire debole di fronte ad una realtà che negli anni si è trasformata: la centralità di servizi universali gratuiti come la sanità e la scuola si è molto attenuata fino a divenire spesso irriconoscibile. La causa di questo progressivo degrado della qualità sociale anche nella nostra regione non è stata solo la crisi economica - viene aggiunto -. A quella crisi si è spesso risposto, anche a sinistra, con un’acritica adesione alle politiche neoliberiste e con la rinuncia a molti presidi pubblici. Alle nuove generazioni in particolare, quelle che non hanno conosciuto o non sanno nulla del “circolo virtuoso fatto di lotte sindacali, emancipazione sociale, sviluppo economico e redistribuzione” che ha fatto dell’Emilia-Romagna un simbolo, l’idea di una pura difesa rischia di apparire incomprensibile".

"E’ per questo che la nostra Regione può essere difesa solo cambiandola ancora - proseguono -. E’ per questo che serve una nuova proposta di centro-sinistra. Per immettere nel programma e nella pratica politica futura quello che è mancato e che appare necessario oggi: Assumere la questione ambientale e il cambiamento climatico come elementi fondanti di una nuova economia investendo sull’economia verde e circolare. Creare occasioni di reddito e di produzione culturale per i giovani per rilanciare l’occupazione di qualità. Ingaggiare una lotta alle disuguaglianze, che comporta il rafforzamento dei servizi alle persone, la valorizzazione dei beni comuni, il riconoscimento dei diritti e delle differenze e il raggiungimento di una vera parità di genere. Governare, e non subire, i processi di innovazione tecnologica, rendendoli davvero a servizio delle persone e redistribuendone il valore aggiunto nella società".


 

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