Elezioni, i parroci scrivono ai candidati sindaci: "Ecco le nostre priorità"

I parroci di Ravenna propongono "alcune riflessioni ai candidati alle elezioni comunali, pensando che possano essere loro utili in vista delle scelte specifiche che dovranno assumere nei vari ambiti dell’amministrazione".

"Aiutare le coppie di sposi;  assistenza domiciliare per gli anziani; lavoro per i giovani, integrazione per gli immigrati": Sono queste e urgenze sollevate dai sacerdoti ai candidati sindaci di Ravenna in vista delle elezioni amministrative del prossimo 5 giugno. Esordiscono i parroci del Vicariato urbano della città bizantina: "Ravenna ha una storia grandiosa che scavalca più di due millenni, una storia che non può essere cancellata o trascurata perché è la radice da cui la nostra società trae le proprie caratteristiche. Ne deriva che, oltre al dovere di provvedere alla tutela del patrimonio storico-artistico che abbiamo in affidamento, ci sia anche il dovere di rispettare il bagaglio sapienziale che contraddistingue la nostra città sia in ambito religioso che civile, a partire dal cristianesimo che ha permeato due interi millenni".

"Non tutto può essere messo sullo stesso piano, anche in riferimento ai diritti da riconoscere alle coppie di sposi che pubblicamente attraverso il matrimonio assumono degli impegni precisi di fronte alla comunità, rispetto a qualsiasi altra forma di unione - continuano i parroci -. Segnaliamo che il sistema di tassazione spinge alcuni a preferire di non sposarsi per evitare penalizzazioni attraverso il cumulo dei redditi, mentre altri sono tentati ad inscenare divorzi fittizi per risparmiare. Va ricercato un bilanciamento tra la tutela di tutti i bambini, nati in qualsiasi situazione familiare, la vicinanza ai genitori soli e il riconoscimento dei diritti delle coppie sposate. Allo stesso tempo va favorito l’operato dei consultori familiari per la tutela dei nascituri. Mai così pochi matrimoni, mai così pochi nati come ora: occorre fare di tutto per togliere gli ostacoli di natura economica e sociale che favoriscono questa sfiducia, rendendo meno onerosi per esempio l’acquisto dei libri di testo scolastici e la retta delle scuole dell’infanzia. A questo riguardo è opportuno continuare il sostegno alla scuola paritaria cattolica che da decenni svolge un ruolo così importante in città. È pure necessario intervenire nei modi possibili nei confronti di privati, società e banche per facilitare l’accesso alle abitazioni, prevedendo eventualmente contributi integrativi nei casi di particolare bisogno".

"Delle famiglie fanno parte anche i nonni, molti di questi intristiti dalla solitudine e dall’insufficienza delle pensioni, un tempo più adeguate alle necessità. Sarebbe bene pensare a un rafforzamento o a qualche nuova forma di assistenza domiciliare (come il servizio pasti, lavanderia, teleassistenza, sostegno in caso di handicap grave, inserimento in centri diurni o temporaneamente nelle residenze assistenziali) sia per alleviare i problemi degli anziani, anche favorendo il volontariato, che per creare situazioni di maggior rispetto verso le numerose badanti alle quali viene richiesto uno stile di vita a cui nessuno si adatterebbe tra i familiari. Un’attenzione particolare andrà prestata alle numerose case-famiglia per anziani che sono nate in questi ultimi anni, favorendo allo stesso tempo il superamento degli ostacoli burocratici alle strutture grandi che sono in affanno", continuano.

"Delle famiglie fanno parte anche i giovani, pochi e con scarse prospettive. Occorre tener conto dell’opera di aggregazione, prevenzione e integrazione sociale garantita diffusamente dalle attività educative delle comunità parrocchiali. Ai giovani va rivolto un interesse attento anche in collaborazione con le imprese locali, per sfruttare le opportunità offerte dal turismo, per inventare nuovi ruoli lavorativi che consentano loro di affrontare con serenità e fiducia il loro futuro, per sostenerli con contributi in caso di attività organizzate di utilità sociale nel campo dell’assistenza o della cultura - aggiungono -.- Proprio il futuro è un elemento da non dimenticare nell’urgenza delle cose da fare nel presente. Non basta la storia o l’attualità, ma occorre operare delle scelte che preparino un futuro positivo. Qui rientra anche l’atteggiamento verso gli immigrati arrivati per qualsiasi motivo e che ci ritroviamo accanto. A loro va dato il meglio di noi stessi a partire dai valori della nostra civiltà che sono più importanti di un posto di lavoro, pur necessario".

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"A questo proposito sarebbe utile, per esempio, proporre corsi di conoscenza della nostra cultura, oltre a sviluppare progetti più articolati dedicati ai migranti e alle loro famiglie per favorirne l’integrazione e il benessere globale e prevenirne il disagio, ai quali assicuriamo la nostra collaborazione attraverso le Caritas parrocchiali - concludono -. Infine, per favorire la partecipazione informata alle elezioni, è bene rendere chiari i principi e i valori a cui vi ispirate, oltre alle proposte su temi specifici".

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