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Elezioni, Santini (PaP): "Di sinistra ne esiste un'altra, non solo quella alleata al Pd"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

Abbiamo letto con attenzione l'intervista che il sindaco di Ravenna ha voluto rilasciare alla giornalista Chiara Tadini. Nell’intervista De Pascale dichiara, tra le molte altre cose, di auspicare, in caso di ballottaggio, una competizione tra lui e un candidato di sinistra. Non possiamo che ringraziarlo per l’augurio. De Pascale interviene su vari punti, su molti di questi già abbiamo detto la nostra portando le nostre analisi e proposte. Su altri  punti però vogliamo dire alcune cose. Il sindaco sostiene che il numero elevato di candidati sarebbe a discapito della chiarezza dei programmi e delle proposte in campo. Condividiamo questa affermazione ma solo per quanto riguarda lui ed i cinque, o forse sei, candidati di centrodestra. Tutti questi candidati si possono ascrivere, con qualche lieve sfumatura, al grande campo di coloro che traggono ispirazione dalla ideologia liberista. Questi, non noi, sono veramente ideologici. 

Già da molti anni, ovunque, le amministrazioni di centrosinistra e quelle di centrodestra hanno fatto le stesse cose. Hanno seguito diligentemente le indicazioni del governo nazionale in termini di precarizzazione del lavoro negli enti locali, di privatizzazione delle risorse, consumo del suolo, compressione della spesa pubblica ecc. Il comune di Ravenna non si è certo sottratto al ruolo di mero esecutore di queste indicazioni.Ma non è sempre stato così. Molti hanni fa sindaci della taratura di un Valenzi a Napoli, un Novelli a Torino, un Petroselli a Roma e altri, con molte meno prerogative di quelle che hanno i sindaci attuali hanno incarnato una sorta di contropotere, di elemento dialettico nei confronti del governo nazionale. Ci rendiamo conto quanto questo paragone con i sindaci attuali sia imbarazzante.

Riguardo  a Ravenna in Comune e alle liste a sinistra del PD si legge nell'intervista: “...A sinistra la frammentazione credo sia legata al fatto che una parte molto significativa di quell'elettorato oggi sta con noi e vota Ravenna Coraggiosa: l'unico voto per portare chi è 'a sinistra del Pd' in consiglio comunale è quello a Ravenna Coraggiosa. Ravenna in Comune teneva insieme istanze molto diverse tra di loro e già alle regionali una parte di Ravenna in Comune aveva sostenuto Bonaccini in Emilia-Romagna Coraggiosa e una parte no. Con una parte di Ravenna in Comune non era ipotizzabile di fare una coalizione, con l'altra invece la possibilità c'era e quella parte è entrata nel centrosinistra. Credo che la grande maggioranza degli elettori di Ravenna in Comune di 5 anni fa questa volta voterà per la nostra coalizione". Quella che racconta  Michele in questi giorni di campagna elettorale è la solita favola per bimbi: la sinistra sta con il Pd per orientarne le scelte (cosa del resto che non ha fatto Sinistra per Ravenna e Articolo1 oggi “coraggiosi” in questa legislatura pur avendo assessori). Spiacente, caro Michele ti diamo una notizia nel caso ti fossi distratto, di sinistra non esiste solo quella alleata col Pd, ne esiste un'altra. Ne esiste una per cui il liberismo e il lasciare fare al mercato e sostenerlo in tutto e per tutto come fate da tempo non è accettabile. Ne esiste una per cui gli strati più deboli della popolazione sono la classe di riferimento e di azione ( parola antica ma attuale). Una per cui la difesa dei beni pubblici e dell'ambiente non è una variabile economica ma una priorità. Una per cui sanità e istruzione devono essere di qualità, pubbliche e gratuite. Una per cui la società deve essere inclusiva e plurale e  deve rifiutare e battersi contro razzismo,omofobia, fascismo, misoginia. Una per cui il lavoro giusto e legale è un diritto e la vita e la salute dei lavoratori sono sacre. Una sinistra con valori precisi? Si. Una sinistra orgogliosa e coerente con se stessa? Si. Una sinistra non disponibile a giochini, compromessi o proposte di posti? Si. Noi di Potere al Popolo siamo nati nel 2017 per questo. 

Basta con vecchi e triti schemi e con coalizioni variabili ad ogni tornata elettorale. Sappiamo perfettamente di non essere ancora un partito di massa, ma era necessario ripartire da zero, per ricostruire. Per cui lo diciamo a tutti, fatevene una ragione. Ci siamo stati in questi 4 anni. Ci siamo in queste elezioni comunali, come c'eravamo alle politiche e alle regionali. Ci saremo anche domani, la nostra non è una lista estemporanea del momento come molte altre, perchè siamo una presenza che ha un progetto preciso. Ci vorrà del tempo? Certo, ma questo non ci spaventa. La coerenza è la nostra forza.

Gianfranco Santini, candidato sindaco per Potere al Popolo

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